martedì 13 ottobre 2015

Incontro con l'Autore: Alessandra Monasta



Data: 11 ottobre 2015
Autore: Alessandra Monasta
Libro: “La cacciatrice di bugie”
Luogo: Longanesi - Milano

Cari lettori, questa volta il nostro blog ha avuto il grande piacere di essere invitato al “Brunch Longanesi”, un appuntamento domenicale riservato ad alcuni giornalisti e blogger per incontrare gli autori dei libri in uscita.
Vi annuncio subito che sarà un post molto lungo poiché il lavoro di Alessandra Monasta è interessantissimo e l’incontro è stato lungo e pregno di contenuti, per farvelo godere appieno non posso essere sintetica :-)
Ho trovato ad accogliermi il personale della Longanesi, estremamente cortese e sorridente, che mi ha invitato a servirmi della copia del libro preparata appositamente per noi e inizio subito a fotografare l’interno della sala, tappezzata dalla loro rivista “Il Libraio”, interessante periodico che mostra le ultime uscite (tra l’altro hanno anche un sito molto ricco, consiglio di dargli un’occhiata:
http://www.illibraio.it/ )
 


L’occasione è di quelle ghiotte non solo per le papille gustative ma soprattutto dal punto di vista intellettuale perché ho avuto il piacere di conoscere Alessandra Monasta, Perito Fonico Forense che ha presentato il suo primo libro: 


Chi svolge il lavoro di Alessandra di solito rimane nell’ombra e in effetti se ci pensate quante volte si vedono interviste a periti fonici? Direi mai.
Alessandra entra in sala accompagnata da Giuseppe Strazzeri (Direttore editoriale Longanesi) e Fabrizio Cocco (editor narrativa) che ringraziano tutti di essere presenti e le lasciano la parola.

Con un simpaticissimo accento fiorentino l’autrice inizia a parlare di sé e ci racconta che ha iniziato a studiare pianoforte a 5 anni e ha subito dimostrato di avere l’orecchio assoluto e cioè la capacità di identificare l'altezza assoluta delle note musicali senza l'ausilio di un suono di riferimento.
Ma il momento esatto nel quale ha capito di possedere un dono è stato durante i litigi dei suoi genitori: discussione dopo discussione notava che le parole dicevano una cosa ma il tono col quale venivano dette ne diceva un’altra (ad es. il tono di sua madre era astioso mentre poi diceva di essere tranquilla e non offesa) e ha capito, col passare degli anni, che i bambini in questo sono sicuramente più ricettivi, uno dei tanti motivi per il quale li ama molto e all’inizio pensava di diventare insegnante.
Litigio dopo litigio Alessandra ascolta e memorizza e si convince che i suoi si separeranno, cosa che poi purtroppo accade davvero.
I genitori non sono contenti della volontà di Alessandra di diventare insegnante (spiega che in famiglia sono tutti plurilaureati e sono notai e avvocati) e la indirizzano a Legge, a quel punto lei sceglie Adozione Internazionale in modo da non perdere la sua inclinazione verso il mondo dell’infanzia.Il destino però ci mette lo zampino: uno zio notaio le indica un amico magistrato che ha necessità di una tata per la figlia e così lei accetta, entrando in un mondo che la segna per sempre.

L’amico magistrato si scoprirà essere il defunto Pier Luigi Vigna che ai tempi era impegnato nel processo al Mostro di Firenze e nota subito la capacità di Alessandra e le consiglia di intraprendere la strada di Perito Fonico Forense.
Non esistendo una scuola (nemmeno attualmente) l’esperienza arriva sul campo con anni ed anni di pratica.
Il Perito Fonico Forense, detto in soldoni, ascolta migliaia e migliaia di intercettazioni non solo per trascrivere ciò che viene detto ma anche per capire il modo in cui viene detto (ad es.  se uno è stressato o arrabbiato capire se può essere implicato in qualche traffico illecito o se sta mentendo riguardo a qualcosa…). Per usare la definizione di Alessandra Il Perito Fonico trascrive il detto ma soprattutto il celato”.

 



La lunga presentazione viene interrotta dalla prima domanda: "Ma nella vita di coppia come funziona? Si riescono ad intuire queste sfumature nel linguaggio e creano dei conflitti?"
La domanda suscita ilarità ma effettivamente in molti vorrebbero averla fatta.
Alessandra sorride e spiega che lei per 25 anni è rimasta nell’ombra perché si è sempre divisa tra lo studio di registrazione e il carcere, ha sempre avuto pochissime relazioni non solo per la particolare delicatezza del suo lavoro ma anche perché non è facile avere accanto qualcuno che capisce se stai mentendo e come ti senti aprendo bocca solo per qualche minuto!

Alessandra spiega che svolge anche lavoro di Counselor da 4 anni e nelle relazioni le persone di solito diventano tutte uguali perché sono tutte fragili allo stesso modo.
"In una coppia spesso manca l’autenticità: le persone non ascoltano l’istinto, le emozioni “di pancia” e, se lo fanno, comunque fingono e/o celano queste emozioni, ecco perché nascono spesso dei conflitti tra uomo e donna, soprattutto quest’ultima nasconde ciò che pensa e prova per poi rinfacciarlo più avanti ed ecco uno dei tanti problemi".
Una domanda molto interessante sorge con decisione alle mie spalle: “Nel libro si fa riferimento a un cantante ma secondo lei può essere un compagno affidabile uno che è abituato ad utilizzare la voce come lavoro? Uno che simula un vibrato ed altera il proprio tono per cantare con trasporto anche se poi dentro prova altre emozioni?”.
L’Autrice spiega che la musicalità che esce dalla voce di un cantante è proprio ciò che prova, esce in quel modo perché rispecchia la sua emozione ed è difficile che possa fingere.
“Prendete ad esempio un attore: non teme di essere giudicato e scoperto mentre mente proprio perché dichiara apertamente che sta indossando una maschera, lo fa di mestiere e non pretende di essere creduto ma soprattutto sa di essere ascoltato e visto; invece le persone nella vita reale non sanno di essere ascoltate e pretendono di essere credute e qui si tradiscono perché dalla voce emerge la menzogna”.
Essendo un lavoro estremamente stressante  (non si dovrebbe fare per più di 5 ore ma spesso si sforano le 12) è anche molto difficile “spegnere le orecchie” perché spesso anche quando va fuori al ristorante Alessandra riesce ad ascoltare le conversazioni di 5 tavoli per volta e tutto questo per essere evitato abbisogna di un “rituale di scaricamento dello stress”, nel suo caso nuoto e cucina.
E’ un lavoro particolarmente duro anche per il fatto che bisogna non solo non farsi distrarre dai rumori di fondo ma evitare interferenze personali, opinioni, il “secondo me” che falserebbe una perizia…infatti per 7 lunghi anni si lavora psicologicamente sul distacco e l’assenza di giudizio.

Un’altra cosa molto toccante detta da Alessandra è stata: Il reato è un episodio e non è l’intera vita della persona, di solito questo non viene detto. Molti pensano che uno commette reato e allora è sempre stato un delinquente e lo sarà sempre ma non è così: in passato stavo lavorando a un’indagine su un traffico di cocaina e un tizio doveva portarne un grosso carico nella sua auto. Ecco, avreste dovuto sentirlo: era angosciato, la voce tremava, si sentiva benissimo che era disperato e lo stava facendo perché costretto e questo, a livello legale, è fondamentale da capire perché c’è differenza nella responsabilità del reato tra la mente criminale che ha ideato tutto e chi invece magari si è trovato in mezzo e si pente…capite che cambia molto quindi il mio lavoro non è solo ascoltare ma capire cosa stanno provando quelle persone e da questo si intuiscono molte cose”.
 


Confesso: i miei occhi si sono spalancati dalla curiosità perché a questo punto volevo che l’incontro non finisse mai.“Non prova mai senso di colpa?” incalza una blogger dal fondo della sala.
“No perché non sono io che faccio condannare o assolvere gli imputati, io mi limito a trascrivere ciò che sento ma queste trascrizioni sono solo una delle tante prove che vengono presentate e non decidono da sole la sorte di un processo. Io raccolgo elementi fenomenologici cioè legati a un fenomeno, per esempio una persona che abbassa all’improvviso la voce e la modula in un certo modo perché sta tentando di convincere l’ascoltatore…ecco, io riconosco questo, trascrivo e stop e ovviamente il mio lavoro viene sempre verificato”.

Chiara, semplice, diretta. Questa donna mi piace sempre di più, soprattutto quando aggiunge: “Di intercettazioni si parla sempre ma non tutti sanno che hanno un costo altissimo e vanno di 15 giorni in 15 giorni e se in quel lasso di tempo non si trovano elementi non è detto che si ottengano altri giorni da prendere in esame, insomma la procedura non è proprio semplice… soprattutto, dato che come dicevo non esiste una scuola specifica per i Periti Fonici Forensi, è molto importante la certificazione delle competenze perché ognuno svolge la professione in modo diverso e quindi è importantissimo essere oggettivi per essere affidabili infatti le registrazioni vengono sempre accompagnate da trascrizioni scritte.
E ci sono regole a prescindere: l’audio deve essere ben udibile da tutti, non solo da me altrimenti quella registrazione non può essere ammessa come prova, rischi anche una denuncia se sbagli e noi stessi siamo molto controllati a livello personale”.

Lecito a questo punto chiedere come nascano allora tutte le fughe di notizie dato che loro sono così controllati, sono i magistrati o gli avvocati che passano le informazioni ai giornalisti?
Alessandra afferma che purtroppo si tratta degli avvocati e cita un famoso caso di cronaca dell’anno scorso (per discrezione evito di specificare di quale di tratti) quando, nella fase iniziale delle indagini, una popolare trasmissione tv ne fece subito un servizio svelando alcune informazioni in possesso solo degli avvocati.
Sarebbero seguite altre 7 domande ma purtroppo il tempo a disposizione è scaduto e a malincuore tutti veniamo invitati a servirci del delizioso brunch (malincuore si fa per dire…).
Ho avuto il privilegio di fare personalmente i complimenti a questa donna che mi è piaciuta moltissimo per la sua decisione e la passione per il suo lavoro che è emersa dalle sue parole…ed ora via, a divorare il suo interessante libro!

Siete arrivati fin qui a leggere? Mi rendete orgogliosa!
Allora vi do appuntamento al prossimo incontro e occhi aperti perché…BookCity è dietro l’angolo ;-)

 

 

 

 


 

 

3 commenti:

  1. Oddio, ma è un incontro bellissimo *_*
    E io voglio il libro :) hahahaha

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  2. Non conoscevo questo libro, sembra interessante :)

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  3. Incontro fantastico e davvero molto interessante! Devo leggere il suo libro *-*

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