martedì 17 novembre 2015

Sulle tracce di.. Il Parrucchiere di Auschwitz


Qualche giorno fa ho recensito il libro Il parrucchiere di Aushwitz e visto cosa sta accadendo in questi giorni in Europa e nel mondo ho pensato fosse importante fare un viaggio all'interno di uno dei peggiori Lager nazisti della seconda guerra mondiale, perchè possiamo anche girarci dall'altra parte e decidere di non voler sapere, ma tutto ciò é accaduto davvero...

A me tocca in particolar modo perchè il mio nonno materno per qualche mese è stato prigioniero di guerra proprio in un lager...

Salite sul treno, vi porteremo fino all'inferno...







Facevano parte di Auschwitz tre campi principali più 45 sottocampi... i Principali erano: Auschwitz, Birkenau (dove si svolgono i fatti del libro) e Monowitz.


Ed eccoci pronti ad entrare... La foto è in bianco e nero perchè sicuramente rende molto di più il senso di angoscia che si prova nel momento in cui si sta per entrare in un luogo di morte come questo... La scritta all'ingresso dice "Il lavoro rende liberi"




Queste sono le baracche in cui vivevano i prigionieri, chiamati dai tedeschi semplicemente PEZZI... 




Quante vite son state strappate all'interno di questo luogo... Entravano nelle docce e nelle camere a gas (vedi foto) inconsapevoli e finivano per uscire dai camini dei forni crematori...


Il viaggio all'interno di questi luoghi è terribile, ma aiuta a non dimenticare...








4 commenti:

  1. Utopicamente ho sempre sperato che l'uomo possa imparare dai suoi stessi errori di cui la storia è piena! Soprattutto la più recente. Vedere come l'odio porti solo altro odio. Forse è brutto dire " appassionata ", ma ho letto moltissimi libri sull'argomento: romanzi, biografie, storie vere etc.. ed in ognuna di essere traspare come la discriminazione, al violenza, l'odio sia sempre ed in qualunque forma un male da scacciare prima che sia troppo tardi..

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    1. Mio nonno fu catturato a Marsiglia quando i tedeschi si impossessarono del porto e sequestrarono la nave Himalaya su cui lavorava come macchinista... venne deportato in un lager, ma nela zona destinata ai prigionieri di guerra... Riuscì a scappare e torno a Genova a piedi... Purtroppo è morto che avevo 3 anni e non ha avuto il tempo di raccontarmi gli orrori di quei giorni di prigionia, mi resta solo la lettera che scrisse per giustificare la sua lunga assenza lavorativa :(
      Ci sono persone che preferiscono non leggere libri che parlano di quel periodo, ma io credo che sia giusto continuare a ricordare, presto non ci sarà più nessun testimone di quell'orrore indicibile e noi dobbiamo mantenere vivo il ricordo nella speranza che prima o poi si smetta di commettere gli stessi errori..

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  2. Solo vedendo queste immagini, penso alle tante persone che sono state uccise. Bisogna far si che questo non accada di nuovo, anche le povere vittime della francia, tutto ciò non deve ripetersi. ci definiamo degli uomini evoluti ma fin tanto succedono queste barbarie, non possiamo definirci che bestie.

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    1. Purtroppo l'uomo è incapace di imparare dalla storia, molti si girano dall'altra parte, si giustificano dicendo che non ce la fanno, ma così facendo alla fine tutto ciò verrà dimenticato...

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