mercoledì 9 dicembre 2015

Un tè con.... Davide Cavazza


Oggi ho il piacere di pubblicare l'intervista a Davide Cavazza che con il suo libro "Diciannove Novantuno" edito da Leone Editore che sta avendo molto successo sia tra i lettori che tra i critici letterari.


Diciannove Novantuno

COLLANA: Sàtura
PAGINE: 288, Brossura cucita con alette
PRIMA EDIZIONE: 201
PREZZO: 12.00EUR

Matteo Torrente è una promessa della nazionale italiana di nuoto, e si allena duramente per qualificarsi alle olimpiadi di Barcellona. Ma nel frattempo frequenta l’ultimo anno di liceo, si prepara agli esami di maturità, si innamora di Francesca, sua compagna di classe, si scontra e si confronta con amici e rivali. Da gennaio a dicembre, mese per mese, sullo sfondo di Bologna e degli eventi di un intero anno, scorre la vita di Matteo, alla ricerca di un equilibrio, di risposte, di se stesso, e del tempo per centrare le olimpiadi.


Buongiorno Davide,
comincio con il farti i miei complimenti per il marchio di qualità assegnato al tuo nuovo libro “Diciannove Novantuno” durante la Rassegna della Microeditoria ed un ottimo terzo posto al Premio Firenze Capitale d'Europa.
Nel ringraziarti per la disponibilità a rispondere alle nostre domande comincio subito con l’intervista.

Come protagonista hai scelto un adolescente dedito al nuoto che deve fronteggiare esami di maturità, amori, amicizie , avversari e il non piccolo impegno della preparazione per le olimpiadi, quindi dal profilo psicologico abbastanza complesso. Che difficoltà hai trovato nel renderlo il più vero possibile?
Matteo Torrente è un ragazzo di diciannove anni che vuole vivere intensamente la sua età. Ho cercato di entrare in sintonia con un personaggio complesso, alla ricerca di risposte umane e sportive. Matteo vuole sapere cosa nasconde il passato oscuro di suo nonno, ma vuole anche fare il tempo per qualificarsi alle Olimpiadi, e deve sostenere l’esame di maturità. Queste cose insieme lo obbligano a una vita di impegno e di tensione verso la verità delle cose, siano esse un risultato cronometrico o la ricostruzione di una vita.

Ti sei ispirato a qualche sportivo in particolare, hai attinto da esperienze personali o è solamente frutto della tua penna?
Mi sono ispirato a Giorgio Lamberti, come nuotatore, e ad altri sportivi del 1991 e precedenti. Da Michael Ray “Sugar” Richardson a Roberto Mancini, a Roberto Brunamonti, a Ettore Messina. Sportivi importanti per Bologna e per lo sport italiano e internazionale. Grandi atleti e grandi allenatori. Personaggi dotati di un carisma straordinario, e personalità che hanno una vita ben più ricca e intensa di quanto non riveli la sola professione.

Questo è il tuo secondo romanzo. E’ stato più o meno difficile la sua stesura rispetto al primo?
I romanzi non sono mai paragonabili. Ognuno è un cesto di ciliegie, del quale vanno conservati i frutti più belli e gustosi e vanno buttati gli altri. Il lavoro dello scrittore consiste nel dare pienezza e trama ad ogni pagina, e a sacrificare quelle che non sono funzionali alla storia e allo scorrere degli avvenimenti, anche se queste fossero le più amate da chi le ha immaginate e poi messe sulla tastiera e poi sulla carta.

Che emozioni provi quando scrivi? E che emozioni speri di trasmettere al lettore?
La scrittura è esercizio meraviglioso e difficile. In questo romanzo ho voluto concentrarmi su una storia di forti contrasti, mentre nel mio romanzo d’esordio volevo descrivere la parabola di un’amicizia. Queste tracce di base poi si arricchiscono di molto altro, di fatti, di cose che succedono, di traumi e colpi di scena. Cerco però di rimanere sempre fedele alla tensione che muove i protagonisti e di dare alla storia un suo filo narrante definito. Tutto il resto non conta.

Che consiglio daresti a chi sogna di diventare uno scrittore?
Non darei un consiglio, ma tre. Iniziare a scrivere presto. Cercare il proprio stile, la propria cifra narrativa leggendo molto, vedendo film, andando a teatro, viaggiando, prestando attenzione alle cose che più ci emozionano. Essere tenaci, e non farsi scoraggiare dalle critiche e da una strada che a tratti sembra impossibile. La scrittura prima o poi ripagherà.

Ultima domanda e credo la più classica di tutte: Progetti per libri futuri?
Il prossimo romanzo proverà a parlare del silenzio. Ma con le parole.

Io non posso che augurare di continuare così a Davide visto il successo che sta riscuotendo!

2 commenti:

  1. Intervista molto interessante, non conoscevo questo autore!

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  2. Molto bella complimenti per l'intervista, neanche io conoscevo l' autore, ed posso affermare che questo libro mi piace molto ed ha una copertina fantastica

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