martedì 15 marzo 2016

Un tè con... Federico Inverni



Oggi prenderemo un tè insieme al misterioso Federico Inverni, autore del libro Il prigioniero della notte, di cui trovate la recensione QUI


V: Sono una lettrice molto curiosa e proprio questa mia natura mi ha portato a formulare questa prima domanda: hai scelto di presentarti ai lettori con uno pseudonimo, come mai? Che motivo ti ha indotto a prendere questa scelta?

F: Grazie per aver voluto intervistarmi, intanto. Il motivo è di natura personale, ci sono ragioni per le quali non posso utilizzare il mio vero nome. Ma c'è anche il fatto che, secondo me, è lo scritto che conta, non lo scrittore!

V: Come scrittore ti sei dedicato ad un genere molto particolare, il Thriller, come lettore invece da che storia ti lasci catturare?

F: A dire il vero sono un lettore piuttosto onnivoro, disordinato, compulsivo. Le storie, in fondo, sono dappertutto. La realtà è già molto più thriller di quanto sarebbe 'sano', a ben vedere. Personalmente, amo da sempre le storie che mettono un brivido, che ti costringono a farti domande, che ti tengono in sospeso.

V: Ci sono autori che ti hanno influenzato in particolare, qualcuno che ti ha fatto diventare scrittore?

F: Non saprei proprio nominarne uno, o anche una manciata... Sono tantissimi! Sono cresciuto immerso nei libri, nei fumetti, nei racconti della mia famiglia, nelle storie di paese. Ho amato e amo Stephen King e Shakespeare, Carl Barks e Stan Lee, Agatha Christie e Edgar Allan Poe...

V: Per quanto riguarda, invece, Il prigioniero della notte, com'è nata l'idea del libro? Ti sei ispirato a qualcosa di reale? Questa sensazione mi ha accompagnata per tutta la durata della lettura!

F: Il fatto che tu abbia provato questa sensazione mi lusinga molto, vuol dire che Lucas e Anna sono riusciti a trascinarti dentro la storia... L'idea è nata da una serie di esperienze personali, che mi hanno portato a indagare (non professionalmente, sia chiaro, da semplice curioso -- ma la curiosità per le cose del mondo è fondamentale, a mio parere) sul ruolo che la memoria, come facoltà mentale, svolge nella nostra vita e nella formazione dell'identità personale. Per studiare più da vicino come funziona la memoria, ho esaminato innanzitutto cosa succede quando non funziona. Le patologie psichiche connesse a disfunzioni mnemoniche sono interessantissime... E da lì è nato Lucas.

V: Sono rimasta molto colpita dal lessico che hai utilizzato: sia dal punto di vista psicologico sia in riferimento alle nozioni di criminologia e medico legale ci hai fornito informazioni molto dettagliate e molto puntigliose, che tipo di ricerche hai effettuato in questo senso? E quanto c'è di tuo al loro interno?

F: Ho passato molto tempo a cercare e consultare tesi universitarie e di dottorato, ho acquistato tramite internet manuali di criminologia e testi di riferimento dell'FBI e della CIA, per esempio alcuni sulle tecniche di interrogatorio dei terroristi, sull'analisi delle tracce ematiche... E poi resoconti clinici e studi statistici sull'incidenza di alcune malattie in certe fasce sociodemografiche... Devo dire che ho un'età tale da consentirmi di apprezzare fino in fondo la totale, sconvolgente rivoluzione che internet ha rappresentato, in questo senso. Sinceramente, trovo ancora stupefacente e incredibile poter consultare una tesi di medicina clinica o di psichiatria scritta da un dottorando australiano standomene comodamente seduto a casa.

V: Se dovessi descrivere il tuo libro in poche parole come lo definiresti?

F: Preferirei che fossero i lettori a definirlo! Per me, è come se tu mi chiedessi di impiegare poche parole per definire un figlio, quando per un figlio nemmeno tutte le parole del mondo sono sufficienti. C'è di mezzo l'amore, e l'amore non si può esaurire con le parole, per fortuna. Ma sono curioso: tu che parole useresti? ;-)

V: Quando hai cominciato a scrivere avevi già in mente il finale oppure è andato formandosi nel corso della stesura del libro?

F: Avevo in mente il finalissimo, avevo in mente un personaggio (Lucas) e un paio di snodi centrali. Alcune cose mi hanno effettivamente sorpreso in corso d'opera... Anna per esempio.

V: Ultimissima domanda, giuro! Lucas ed Anna sono personaggi per me molto speciali, ho apprezzato il modo in cui li hai delineati e caratterizzati e secondo me non affezionarsi a loro è praticamente impossibile: li ritroveremo in altri libri? E più in generale, ti ritroveremo presto nelle nostre librerie?

F: Questa è la domanda più bella che potessi farmi, grazie! Non so risponderti, molto dipende anche dai lettori e da come reagiranno... Io però ti posso dire che mi sono affezionato molto a questi due singolari individui. A Lucas e ai misteri del suo passato, tutti da esplorare (perché non tutto è come sembra) e ad Anna e al suo meravigliosamente difficile carattere rabbioso e passionale. Difficile farli stare zitti, a dirla tutta...


Grazie mille alla casa editrice Corbaccio a a Federico Inverni per la disponibilità e la bellissima intervista!!


1 commento:

  1. Magnifica intervista, non sapevo che era un pseudonimo, ma anche se non ho letto il libro, gli faccio i miei complimenti, si vede dalla recensione che è un libri stupendo.

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