lunedì 7 marzo 2016

Un tè con... Paolo di Paolo



Buondì ColorLettori,

Venerdì grazie alla casa editrice Fletrinelli abbiamo avuto l'opportunità di incontrare di persona lo scrittore Paolo di Paolo e di intervistarlo per voi!
QUI trovate la recensione in anteprima del suo nuovo libro Una storia quasi solo d'amore!!

Ed ora vi lascio con l'intervista fatta da Manila :)



M: Nel tuo libro possiamo affermare che tutto inizia, ruota e finisce con il teatro. Quanto delle tue esperienze troviamo in quello che hai scritto?

P: In realtà proprio come hai detto tutto gira intorno al teatro, anche il mio stile di scrittura, specialmente in questo libro, ricorda una sceneggiatura con solo una parte di botta e risposta con dialogo aperto. Comunque il teatro per me è sempre stata una passione, uno sfogo, da piccolo prendevo una maglia di mio padre, mi mettevo il borotalco sulla faccia e interpretavo Il malato immaginario, e così è stato nel tempo. A causa della mia timidezza non ho mai avuto il coraggio di cimentarmi nella recitazione, ma proprio questo desiderio mai realizzato vive nel mio libro con il gioco del teatro.

M: Si nota l'assenza dei dialoghi classici, bla trovo una scelta interessante e vorrei sapere cosa ti ha indotto in questo tipo di narrazione?

P: Prendo spunto dal tuo commento iniziale, (alla domanda dell'autore se il libro mi fosse piaciuto o meno, ho risposto che l'ho trovato disturbante, non per il tema trattato ma per lo stile narrativo) il mio stile ti ha disturbata e ci sono volute parecchie pagine prima di capirne il ritmo, questo per te è stato diverso, come blogger leggerai moltissimi libri, e alcuni di loro mentre li leggi ti sembrano uguali ad altri, il mio lo hai trovato diverso e questo per me è un gran complimento perché a prescindere dal ti è piaciuto o meno ha fatto la differenza. Questo è quello che voglio, un mio stile riconoscibile, come un cantante che dalla prima nota riconosci che è lui anche se la canzone non l'hai mai sentita, io ho il MIO stile.

M: Come nasce l'idea dei tuoi libri e quanto impieghi per scriverne uno?

P: Parto da un idea iniziale ma poi non sempre effettivamente creo quella, io vedo i miei libri come un esperimento, scrivo seguendo un flusso di parole fin dove mi perdo, sono uno che prima di scrivere veramente prende mille appunti, idee, scorci di vita e solo successivamente mi siedo ed inizio a scrivere, quindi dove il libro lo scrivo in tempi relativamente brevi, ho una preparazione molto lunga.

M: I personaggi sono frutto esclusivo della tua fantasia o troviamo delle caratteristiche di persone che hai realmente conosciuto? Magari un "Giancarlo" (signore anziano puntiglioso e abbastanza saccente)?

P: Tutti i miei personaggi hanno spunti reali, perché sono tutti normali, tutte persone che puoi incontrare ovunque, forse in questo libro c'è molto di Paolo nel mio protagonista, anche se più giovane e più fragile, ma tutti nascono da qualcuno e da un insieme di persone.

M: Da giovane scrittore affermato come vedi l'attuale panorama letterario? Secondo te è veramente in ripresa?

P: Dicono che è in ripresa, ma per quanto mi riguarda credo che per prima cosa bisogna fare una distinzione, tra chi scrive trainato da pubblicità, perché è sponsorizzato bene, perché il libro lo legge qualcuno di famoso e diventa un successo, e chi scrive per davvero. Spero molto che sia in ripresa per la seconda categoria.

M: Ultimamente ha preso molto piede il self-publishing, che ne pensi?

P: Può essere un trampolino di lancio giusto, ma dobbiamo vederlo sempre con i parametri di prima, comunque non lo condanno assolutamente.

M: Il tuo libro non è un libro d'amore, ma più un libro sull'innamoramento, che personalmente trovo effimero, come mai?

P: Nel momento in cui ti innamori perdi le maschere che hai messo su e dimostri chi sei veramente, in quel momento comincia tutto, il rumore della vita che sentivi prima cambia completamente e se diventa amore cambierà in modo definitivo. Come scrittore ho voluto togliere l'opacità per avere un emozione semplice e reale.

M: Possiamo sapere a cosa stai lavorando adesso?

P: In realtà non ho ancora un idea precisa, posso dirti che vorrei scrivere dell'infanzia, mi affascina il fatto che il carattere e la persona che sei si forma nei primi 3-5 anni di vita, e pure di quegli anni quasi non hai ricordi, ecco, io vorrei raccontare quelli, ma non so se sarà il tema del prossimo libro.




Ancora un immenso grazie a Valeria di Feltrinelli per quest'occasione e naturalmente all'autore Paolo Di Paolo per averci concesso un po' del suo tempo!!



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