venerdì 1 aprile 2016

Recensione: Embassytown di China Miéville


Prezzo: € 16,90
Ebook: € 4,99
Pagine: 448
Genere: Fantascienza
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: 31 Marzo 2016

In un futuro remoto, gli esseri umani si sono spinti ai confini dell’universo colonizzando il pianeta Arieka. Qui i rapporti tra gli uomini e il popolo degli Ariekei, custode di una lingua misteriosa e inaccessibile, sono possibili solo grazie ai pochi ambasciatori in grado di comprenderne il linguaggio. Avice Benner Cho, una colona umana, ha fatto ritorno sul pianeta, nella città di Embassytown, dopo anni di viaggio nello spazio più profondo. Non è in grado di parlare la lingua degli Ariekei, eppure in qualche modo ne rappresenta una parte: lei, come altri esseri umani, è utilizzata dagli indigeni come una “similitudine vivente”, necessaria alla formulazione di concetti altrimenti inesprimibili. A causa di oscuri intrighi politici, sul pianeta è stato inviato un nuovo ambasciatore e il fragile equilibrio tra umani e alieni subisce una violenta scossa. Una catastrofe è all’orizzonte, mentre Avice si trova divisa tra un marito che non ama più, un sistema nel quale non ha più fiducia e una lingua che non può parlare ma che comunica attraverso di lei, al di fuori della sua volontà.

Ho sempre avuto un rapporto abbastanza conflittuale con la Fantascienza vera e propria, non ho mai trovato un libro in grado di catturarmi ed interessarmi veramente, ma questo prima di tuffarmi nel mondo creato da China Miéville, così incredibilmente surreale da risultare geniale. Embassytown, fatemelo dire, è un piccolo capolavoro, uno di quei libri che non si può non avere nella propria libreria, uno di quelli che ti regala davvero il piacere della lettura.
In un futuro remoto, non meglio precisato, gli umani sono riusciti ad esplorare lo spazio ed, quanto meno in minima parte, a colonizzare un pianeta, denominato Arieka. I rapporti con i suoi abitanti però non sono assolutamente facili: gli Ariekei, infatti, sono a tutti gli effetti delle creature aliene dall'aspetto per certi versi sconcertante, sono dotati di due paia di ali prensili e di artigli veri e propri, ma, soprattutto, la loro Lingua è incomprensibile alla maggior parte degli umani. Solo gli Ambasciatori, un nucleo composto da due persone collegate tra loro attraverso uno strano meccanismo, dei veri e propri esperimenti scientifici, sono in grado di comunicare con loro, solo questi strani esseri possono farsi capire dagli alieni poiché sono gli unici in grado di parlare la Lingua. Tutto sembra procedere nella normalità, ma quando ad Embassytown arriva un nuovo Ambasciatore, EzRa, l'equilibrio del pianeta sembra spezzarsi: chi è veramente EzRa? Perché in sua presenza gli Ospiti, ossia gli Ariekei, si comportano in un modo eccessivamente strano? Attraverso gli occhi della protagonista, Avice Benner Cho, una giovane immergente, trasformata in una similitudine, che deve destreggiarsi tra un marito che non ama più, una Lingua che non può né parlare né comprendere pienamente e un sistema in cui non crede più, assisteremo a intrighi politici che porteranno umani e alieni al declino: quale sarà il destino del pianeta Arieka? E se la fine del mondo fosse vicina?

Definire in poche parole un libro come Embassytown ed un autore come China Miéville è davvero difficilissimo, l'originalità, il genio e l'estro che lo contraddistinguono sono assolutamente introvabili in altri scrittori e tutto questo traspare fortemente da questo suo nuovo romanzo, un'opera unica in grado di trasportare il lettore in un mondo nuovo, del tutto diverso ed innovativo rispetto a quelli che troviamo descritti in altri libri del genere, in un futuro in cui, nonostante il progresso, la società umana non ha ancora compreso il vero significato della vita.

La prima cosa che salta all'occhio è sicuramente la costruzione del romanzo, una struttura molto particolare che dà al lettore, fin dall'inizio, un'idea precisa sul suo autore. Il libro si apre con una scena molto accattivante che ha la grande capacità di innestare nel lettore una grande curiosità, quell'elemento essenziale per questa tipologia di romanzi, che lo spingerà a proseguire nella lettura e soprattutto a divorare pagine e pagine senza sosta e senza tregua; subito dopo, invece, si ritroverà davanti ad un Proemio, definito proprio così dall'autore, composto da tre capitoli che hanno la funzione di accompagnare il lettore, quasi prendendolo per mano, nel mondo di Embassytown, trasportandolo nell'infanzia di Avice, la protagonista, così da permettergli di entrare nell'ottica di questo futuro in cui le dinamiche non sono propriamente di immediata comprensione. Successivamente il libro viene diviso in nove parti: le prime tre saranno a loro volta suddivise in capitoli denominati Ricordo datato e Ricordo recente che ricostruiranno le vicende che hanno portato poi il pianeta sull'orlo del declino; ho particolarmente apprezzato questa scelta perché così facendo l'autore ha permesso al lettore di comprendere pienamente lo stile di vita degli umani e degli alieni, e soprattutto le varie relazioni che intercorrono tra di essi, senza incappare mai nella noia o nella banalità, questo intervallare eventi passati ed eventi recenti è risultata essere una tecnica davvero molto efficace anche perché ha permesso all'autore di definire quella che è Embassytown senza inficiare minimamente la scorrevolezza del romanzo, rendendolo anzi più interessante ed incredibilmente dinamico. Le restanti parti, invece, riprenderanno la suddivisione classica in capitoli trasportando il lettore nel mezzo della storia, dove troveremo una città ed un pianeta in pericolo in cui la tensione e la paura per quello che potrebbe succedere, o quello che sicuramente accadrà, saranno fortemente percepibili. Tutto questo, unito al fatto che la storia verrà vista dai soli occhi della protagonista, permetterà sicuramente al lettore di entrare gradualmente nel mondo creato dalla penna di China Miéville, comprendendone così ogni minimo dettaglio: ho apprezzato molto questo aspetto perché non solo ha reso l'opera originale ed inimitabile, ma ha anche trasmesso l'idea chiara di chi è veramente Miéville, un autore consapevole di aver dato vita ad un romanzo che per essere capito appieno abbisogna di una guida, che necessita di qualcuno che prenda il lettore per mano e lo conduca all'interno di un pianeta a sé sconosciuto, ma che, con il tempo, diverrà la sua casa.

Questa originalità viene poi rimarcata quando si parla di personaggi: gli Ariekei sono le creature aliene che popolano il pianeta Arieka, depositari della Lingua non sono in grado di comprendere il linguaggio umano, tutto in loro, partendo dall'aspetto fisico fino ad arrivare ai loro comportamenti, è descritto perfettamente e l'autore è uno dei pochi in grado di suscitare curiosità e soprattutto interesse anche nei confronti di creature simili e lo fa in modo impeccabile; accanto ad essi abbiamo, invece, gli umani che, sebbene le sembianze siano quelle che noi tutti conosciamo, sono molte le particolarità che li contraddistinguono dalla nostra idea di essere umano: prendiamo ad esempio gli Ambasciatori che a tutti gli effetti sono due umani collegati tra loro, due parti simbiotiche dello stesso nucleo che si completano le frasi a vicenda e che non possono vivere separati, ma non voglio dirvi di più per non rovinarvi il piacere della scoperta; infine, troviamo all'interno del romanzo anche dei veri e propri automi, delle macchine per intenderci, che incredibilmente si armonizzano perfettamente con il tutto. Sarà impossibile non farvi sorprendere da ogni singola creatura, ognuna di esse diverrà per voi perfettamente comprensibile e la cosa più facile del mondo sarà chiudere gli occhi ed immaginarvi sul pianeta Arieka in compagnia di Avice, diverrete voi stessi i protagonisti di una vicenda unica.

Altro elemento chiave del romanzo è il Linguaggio, sia dal punto di vista contenutistico, quindi come tema trattato, sia a livello di prosa, che si evolve poi in una vera e propria metafora di quella che è la nostra società oggi, e molti aspetti in riferimento a questo mi hanno colpito e mi hanno fatto riflettere: attraverso la Lingua gli Ariekei non possono mentire, non sono in grado di parlare di ciò che non conoscono o di ciò che sanno non essere vero, nel corso del romanzo però Avice scoprirà che in realtà essi stessi, stando a contatto con gli umani, verranno a conoscenza di un modo per raggirare il loro vero essere ed impareranno a mentire. Non trovate sia incredibilmente rappresentativo del nostro mondo? Quando un romanzo di fantascienza diventa incredibilmente veritiero io non posso non gridare al capolavoro e per questo e tanti altri motivi non posso far altro che inchinarmi davanti al genio che questo autore ha dimostrato più e più volte di possedere. Dal punto di vista dello stile, invece, ho trovato China Miéville praticamente inattaccabile: un uso accurato e consapevole delle parole ha fatto sì che Embassytown divenisse davvero un piccolo gioiello di conservare gelosamente nelle proprie librerie, nonostante non sia particolarmente semplice è risultato essere comunque molto scorrevole, ma soprattutto travolgente, mi ha fatto sentire parte di sé in tutto e per tutto.

Per quanto riguarda, infine, tutto ciò che ha a che fare con gli intrighi che hanno messo in pericolo il pianeta Arieka e i suoi abitanti non voglio scendere nei particolari per non anticiparvi nulla, sappiate solo che sono rimasta piacevolmente colpita da come l'autore ha deciso di gestire questa tematica, elementi così ben studiati raramente li ho ravvisati in altri autori, tutte le strategie prospettate dai vari personaggi mi hanno spiazzata e mi hanno dato un motivo in più per apprezzare questo romanzo.

Ci sarebbe tanto altro da dire su questo libro, ma penso che tutto possa riassumersi in una piccola e semplice parola: Opera d'Arte. Embassytown ed il suo creatore sono delle autentiche opere d'arte.

4 commenti:

  1. Neanche io sono una fan della fantascienza, ma l'entusiasmo della tua recensione mi ha incuriosita! Segnato in WL! Grazie mille!!

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    1. Grazie a te! *-* quando lo leggerai fammi sapere :)

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  2. WOW una recensione lunghissima per un libro bellissimo, Meglio di cosi non potevi che convincermi in pieno. Molto bella

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    1. E avrei scritto molto di più! Ahah :) Grazie!

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