Incontro con l'autore: Carlo Vicenzi


Buongiorno e Buona domenica Lettori :)

Con un po' di ritardo, oggi sono qui per farvi il resoconto di quello che è stato un incontro davvero interessante. Giovedì 21 Aprile la Libreria Feltrinelli di Ferrara ha ospitato un autore tutto italiano, e tutto regionale oserei direi, Carlo Vicenzi, in occasione della presentazione del suo romanzo, targato Dunwich Edizioni: Nyctophobia.

Non credo di avervi mai parlato nello specifico di questa libreria, quindi direi di cominciare da qui e successivamente andare nel vivo dell'incontro. La Feltrinelli si estende su due piani: al pianoterra troviamo i libri divisi per genere ed in ordine alfabetico per autore, dal fantasy ai classici, dai gialli/thriller agli storici, dai romance agli erotici e così via fino ad arrivare ai libri per bambini, senza farci mancare poi i libri in lingua (all'inizio) e i dvd (un po' più nascosti, ma comunque presenti) insieme ai bellissimi vinili! Al piano superiore invece troviamo libri, per così dire, di nicchia: oltre alle guide turistiche ritroviamo i saggi e i romanzi dedicati all'attualità e alla politica, quelli consacrati alla musica e alle varie materie universitarie, quali il diritto o la psicologia o le diverse scienze. Nel complesso, la Libreria Feltrinelli di Ferrara non ha nulla da invidiare ad una qualsiasi altra meravigliosa libreria, ho sempre trovato tutti i libri di cui avevo bisogno ed il personale è eccezionale! Inutile dire che è una tappa fissa durante la settimana :)

La prima impressione che ho avuto di Carlo Vicenzi è stata molto positiva e fortunatamente nel corso dell'incontro lui stesso me ne ha dato conferma: Vicenzi è un autore molto alla mano, per nulla pieno di sé, molto semplice e ascoltarlo è stato un piacere :)

La genesi di Nyctophobia è molto particolare: l'idea del libro, infatti, è nata mentre l'autore stava guardando un telefilm particolarmente brutto che faceva riferimento ad un mondo post-apocalittico e da qui ha avuto inizio il processo creativo. Il mondo creato da Vicenzi è un mondo completamente senza luce in cui la protagonista assoluta è l'oscurità, un qualcosa in grado di trasformare tutto ciò che tocca, tutto ciò che incontra. Cosa succede quando l'essere umano si ritrova a vivere in un mondo completamente trasformato? In che modo possono svolgersi le vicende? E' questo che si è domandato Carlo Vicenzi ed è stato questo che l'ha spinto a scrivere questo romanzo: un punto di partenza davvero molto interessante, non trovate?

In particolare, però, sono stata colpita dalla sua concezione dei personaggi: come lui stesso ha affermato, i protagonisti non devono rimanere piatti, uguali, ma devono evolversi, devono diventare vere e proprie persone con l'evolversi della storia, solo così è possibile renderli intriganti, solo in questo modo il lettore può sentirsi vicino a loro ed io mi sento di condividere pienamente questa sua considerazione! Ha messo, poi, subito in chiaro che non ha voluto creare una storia di eroi, al contrario, appunto, ha voluto rendere i personaggi delle vere e proprie persone, ha voluto mettere in luce l'evoluzione di Eliana, la ragazzina tredicenne protagonista della storia, la sua crescita, quasi forzata, e ciò che le sue scelte l'hanno portata a diventare.

Per quanto riguarda gli elementi presenti nel romanzo, ritroviamo sicuramente caratteristiche tipiche della fantascienza, altre tipiche dell'horror e altre ancora riferibili al mondo fantasy; questo ha creato lo spunto per parlare, più in generale, di quelli che sono oggi i generi letterari che ci troviamo davanti ed anche in questo caso mi sono ritrovata ampiamente d'accordo con l'autore: ormai non esiste un genere specifico, i confini degli stessi sono molto sfumati e paradossalmente adesso trovare un libro appartenente solo ad uno di essi è quasi impossibile! Siamo poi passati a parlare dell'ambientazione del romanzo: la scelta di rendere sfondo delle vicende la sua Regione, l'Emilia Romagna, è completamente voluta, non è assolutamente vero che a casa nostra non succede nulla di bello, una bella storia ed un bel personaggio sono in grado di far affezionare il lettore anche quando i luoghi descritti non sono stranieri! Come dare torto ad un'affermazione del genere? Anche me personalmente piacerebbe leggere molti più romanzi ambientati in Italia, non sarebbe affatto male!

Infine, Erika Zini gli ha posto poi una domanda molto semplice, ma d'effetto: Una volta letto il libro cosa ti piacerebbe che restasse? e la risposta non si è fatta attendere: la storia di Eliana dimostra come il trovarsi in una situazione impossibile non impedisca di riuscire nella propria impresa, anche se la salita sembra impossibile c'è sempre un modo per arrivare in cima e farcela. Solo questa risposta meriterebbe di correre in libreria e acquistare il romanzo!

Nel complesso quello con Carlo Vicenzi si è rivelato essere un incontro interessante, anche se, forse, non proprio folgorante come mi sarei aspettata. Sicuramente più avanti recupererò il romanzo perché ammetto di esserne stata incuriosita, voi invece che ne pensate? Avete già letto il romanzo?

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