venerdì 10 giugno 2016

Incontro con l'autore: Wulf Dorn


Data: 30 Maggio 2016
Autore: Wulf Dorn
Libro: “Incubo”
Luogo: Casa Editrice Corbaccio- Milano

Ed eccomi finalmente a parlarvi del mio bellissimo incontro con un autore davvero unico e che ha scritto libri capace di lasciare senza fiato i lettori!
Milano mi ha accolta con la pioggia, ma la giornata senza dubbio una delle più belle degli ultimi mesi sia per aver avuto l'opportunità di incontrare Dorn sia perché ho passato ore piacevolissime insieme ad altre bloggers e con gli addetti stampa di una casa editrice con cui collaboro da anni!

QUI potete trovare il video che è stato fatto il 30 maggio dagli addetti della casa editrice Corbaccio per la diretta su Facebook.

Sono tante le domande che abbiamo posto a Dorn e lui sempre sorridente e paziente ha risposto a tutte, complimentandosi con chi gliele rivolgeva in tedesco (non io ahah).
Valentina ha letto il libro per Il colore dei libri e mi ha poi fatto avere le domande da fare, tra le tante ho scelto di chiedere a Dorn se per caso vi è una scena che l’ha coinvolto maggiormente mentre la scriveva? 
"Una scena molto intensa è quella che si svolge nel vecchio hotel, quando i ragazzi lo scoprono e cominciano a entrarvi. È una scena che ho amato molto, e trovo sempre affascinante che dei personaggi giovani come questi due vanno incontro al passato attraversando queste rovine. C’è uno scambio tra presente e passato, è una scena molto emozionante, dove ho veramente provato la sensazione di esserci dentro anch’io. Un’altra scena che ho vissuto intensamente, anche se ora non voglio aggiungere troppo per chi non avesse ancora letto il libro, è quella in cui Simon e suo fratello parlano di come Michael voglia cambiare la propria vita. Quello è il momento in cui Simon deve diventare adulto, ma protesta e cerca di ribellarsi a questa cosa, mentre Michael tenta di appianare il conflitto tra loro."

Sono molte le domande fatte a Dorn e lui ogni volta ha risposto con un sorriso, qualche battuta e sempre in maniera esaustiva... 
Vi propongo quelle che mi hanno colpito maggiormente, più quelle che non sono presenti nella diretta :)

Ho trovato delle novità in questo libro, a cominciare da questa: il personaggio principale è un ragazzo, non un adulto come nei romanzi precedenti, e il nemico è la paura. Perché questa scelta? 


Avevo già trattato una volta un personaggio giovane, nel romanzo "Il mio cuore cattivo". Qui però si tratta soprattutto di elaborare la paura della perdita, che è il tema centrale di tutto il romanzo. Mi interessava partire dal punto di vista di un ragazzo, perché trovarsi proprio nel momento di passaggio tra l’infanzia e l’essere adulti rappresenta secondo me un processo estremamente interessante, che riguarda tutti. È il momento in cui ci troviamo di fronte alle nostre prime vere paure. Durante l’infanzia non hai mai paura di perdere qualcosa o qualcuno, tutto ciò comincia quando entri a far parte del mondo degli adulti. Proprio il tema della perdita assume dunque grande importanza, perché nel bambino non c’è mai l’idea di perdere qualcuno attraverso la morte, sei solo proiettato nella vita. Ma se, proprio in questo momento, fai sì che il tuo personaggio perda qualcuno, questa perdita acquisisce un’intensità maggiore che se avvenisse in un altro momento.


Secondo lei è più difficile sopportare una morte, una perdita, da giovani oppure a una certa età? 

È difficile questa domanda, ma direi che in ogni fase della nostra vita affrontare questi dolori è sempre difficile. Quando sei giovane e inesperto, queste cose ti colgono impreparato e la grande difficoltà sta proprio in questo: non hai gli strumenti per reagire. Per quanto riguarda la mia esperienza personale, anche se ho dovuto affrontare questa cosa quando ero già ultraquarantenne, è stato comunque molto difficile, perché avevo costruito una relazione in tanti anni e poi avevo perso la persona alla quale avevo voluto bene, quindi è stato difficile affrontare la situazione, ma soprattutto accettarla, anche se in verità non hai altra scelta: l’unica cosa che puoi fare è accettare, e provare a guardare in avanti. Credo che in ogni fase della nostra vita questo tipo di esperienza sia complessa, così come trovare gli strumenti adatti per elaborarla.


Lei parte con un riferimento a Cappuccetto Rosso. Qual era la favola che proprio non sopportava da bambino? 

Non c’è nessuna favola che non mi piacesse, tuttavia ci sono alcune favole che mi hanno particolarmente colpito, soprattutto certe scene che mi sono rimaste fissate nella memoria Una di queste è “la guardiana delle oche” (dei fratelli Grimm), dove si parla di una ragazza che parla in continuazione con la testa tagliata di un cavallo, una scena veramente raccapricciante: mi è rimasta impressa anche se non ricordo più tutta la storia. E poi ci sono dei personaggi delle favole che ricordo in modo particolarmente vivido, come il lupo cattivo che è un simbolo molto preciso, direi freudiano, di tutto ciò che è negativo e cattivo, quindi sta bene sulla copertina del romanzo. La cosa che più m’impressiona è che rileggendo certe favole con gli occhi dell’adulto si vede come ciò che è lì nero su bianco sia un autentico horror da cui, rimanendo fedeli alla lettera, si potrebbe trarre un vero film dell’orrore. Pensate al cannibalismo di Hansel e Gretel o alla matrigna di Cenerentola che danza con i piedi sanguinanti (sempre nella versione dei Grimm), eppure si leggevano tranquillamente ai bambini. Se io oggi inserissi una scena del genere in uno dei miei libri, il mio editor mi direbbe “dacci una limatina per favore, perché sei troppo brutale.”







Che cos’è un incubo per lei e quanto può essere spaventoso?


Io direi che per me l’incubo è qualcosa che va nella stessa direzione dell’incubo di Simon: la perdita di una persona cara mi impegna parecchio emotivamente e mi dà modo di avere cattive nottate di pessimo sonno. Però non è così legata a un’immagine come accade a Simon, non c’è il lupo: nel mio caso è qualcosa di più emozionale e meno figurativo. Nel caso di questo romanzo, l’incubo ricorrente di Simon era uno strumento stilistico che mi consentiva di mostrare le paure del personaggio, perché è sempre difficile descriverle, e quindi mi serviva per dimostrarle.


Ha mai pensato di scrivere qualcosa di diverso dai thriller? 

Lo so che adesso vi metterete a ridere tutti, però stavo pensando a un libro di cucina, con delle ricette italiane, perché ritengo che la cucina italiana sia veramente la migliore. Da nord a sud, in Sicilia e in Sardegna, ogni regione ha delle specialità fantastiche e vorrei fare una sorta di giro d’Italia raccogliendo ricette, ma non quelle dei ristoranti, quelle della nonna, di famiglia, che si tramandano di generazione in generazione, e di cui si va così fieri. Non ho ancora iniziato, ma l’intenzione è quella. So che c’è già un libro scritto da Jamie Oliver, che è proprio di questo genere ed è bellissimo, però credo che mi piacerebbe fare un libro che vada proprio in questa direzione.


Il libro è stato terminato nel mese di luglio 2015. Cos’ha fatto in questi mesi?

Ho cominciato a scrivere un nuovo libro. Sono una persona estremamente superstiziosa e quindi mi comporto come quando ti sta per nascere un bambino, ma non vuoi dire il nome prima della nascita. È ancora una storia terribile, con un argomento molto particolare, che mi stava estremamente a cuore. Il mio editore tedesco, quando gli ho raccontato come funzionava la mia idea, mi ha guardato veramente con degli occhi così e mi ha detto “ma sei sicuro?” Ma io lo sto scrivendo, sono molto fiducioso e spero di finirlo il mese prossimo. L’uscita in Germania è programmata per la prossima primavera. Subito dopo uscirà anche in Italia. Vi do solo un indizio: si parla di bambini.











Dopo la bellissima intervista Dorn ha firmato le copie dei libri che avevamo con noi e ha fatto mille mila foto! Una persona fantastica e sono davvero molto felice di aver avuto la possibilità di incontrarlo!!




Questa copia è tutta per voi, a breve avrete la possibilità di portarvela a casa :)



4 commenti:

  1. Ciao Rory!
    Complimenti per l'intervista davvero interessante. Il libro non l'ho letto (ce l'ho nel limbo della WL), ma la copertina mi inquieta un po'.... :o

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  2. Wow sara stato bellissimo *_* e cmq quella copia del libro autografata farà gola a tutti *_*

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  3. La vera natura della fiabe dei fratelli Grimm l'ho scoperta quando ero già al primo anno di liceo. Nel libro di critica letteraria che avevamo, c'era tutta questa sezione dedicata alle fiabe e proprio il vero finale di Cenerentola mi aveva impressionata - talloni e dita dei piedi mozzati di una sorellastra, uccellini che cavavano gli occhi all'altra e via dicendo.
    Bellissima intervista!

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  4. Bellissima esperienza e anche l'intervista *-*

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