mercoledì 22 giugno 2016

Recensione: Incubo di Wulf Dorn



Prezzo: € 16,90
Ebook: € 9,99
Pagine: 361
Genere: Thriller
Editore: Corbaccio
Data di pubblicazione: 26 Maggio 2016

Simon è un ragazzo difficile, rinchiuso da sempre nel suo mondo. La sua vita precipita in un incubo dopo la morte dei genitori in un terribile incidente d'auto, dal quale Simon esce miracolosamente illeso ma, da allora, soffre di fobie, allucinazioni, sogni che lo tormentano ogni notte. Costretto a trasferirsi dalla zia Tilia dopo un periodo di riabilitazione in ospedale, passa le sue giornate esplorando la campagna sulla bicicletta del fratello Michael. Nella zona sembra aggirarsi un mostro: una ragazza è scomparsa, e una notte si perdono le tracce anche di Melina, la fidanzata di Michael, il quale diventa l'indiziato principale. Insieme a Caro, una ragazza solitaria che ha conosciuto nella sua nuova scuola, Simon affronta le proprie paure più nascoste e va a caccia del lupo che miete le sue vittime nel bosco di Fahlenberg. Ma niente è come sembra. Oscuro, inquietante, avvolgente, Incubo è il nuovo psicothriller di Wulf Dorn.

Ci sono autori che sono in grado di colpirci fin dal primo libro, autori di cui ci innamoriamo, metaforicamente parlando, fin dal primo momento in cui saggiamo la loro penna, delle loro storie di cui non potremo più fare a meno, semplicemente del loro estro e del loro ingegno, e tutto questo per me capitò con La psichiatra, il primo Thriller psicologico di Wulf Dorn, che con Il superstite è riuscito a catturarmi completamente il cuore. E ora, arrivata ormai alla fine del suo ultimo libro, Incubo, posso certamente affermare che nel genere Dorn è in assoluto il migliore.
Nonostante la giovane età Simon deve fare già i conti con la propria vita e con i traumi che questa presto o tardi porterà: la morte dei genitori a causa di uno strano incidente d'auto ed il suo conseguente tentativo di suicidio hanno fatto sì che Simon conoscesse i dolori più forti della vita fin troppo presto, e ora non gli resta che rifugiarsi tra le braccia di una zia, Tilia, quasi sconosciuta e di quel fratello di cui ha sempre sentito la mancanza, Michael. Nonostante le prime difficoltà di adattamento, a Fahlenberg Simon riscopre la sua passione per la sua passione per la bicicletta addentrandosi ogni giorno sempre di più nel bosco che costeggia la città, lì dove solo qualche tempo prima una ragazzina, Leonie, della sua stessa età, ha fatto perdere le sue tracce: che sia stata rapita? Quando una notte, però, anche la fidanzata di Michael, Melina, viene aggredita, ogni dubbio sembra sparire: qualcuno sta terrorizzando la cittadina, ma a quale scopo? Chi è il lupo che, esattamente come nelle favole, divora le sue prede in una spirale buia senza lasciare tracce? Simon si ritroverà così ad affrontare le sue paure più recondite, quelle che negli anni ha saputo nascondere nel buio dell'anima, ma che adesso stanno riaffiorando, e sono più pericolose che mai.

Ritrovarsi fin dalle prime pagine immersa nella meravigliosa prosa di Wulf Dorn è stato come riabbracciare un caro amico: uno degli aspetti che in questo autore ho sempre trovato affascinanti sta proprio nelle sue grandi doti narrative, in quella capacità incredibile di inebriare i lettori con il semplice utilizzo delle parole e in quella forza magnetica che solo le sue storie sono in grado di trasmettere. Catturando completamente il lettore, Dorn lo porta all'interno di un vortice di emozioni e di sensazioni alla cui furia è impossibile resistere, lo rende protagonista di una vicenda che sentirà scorrere fin sotto la pelle, che lo terrà prigioniero fino all'ultima pagina e che, forse, non lo abbandonerà mai, lo rende complice del destino dei protagonisti e, soprattutto, lo fa divenire parte integrante della storia trascinandolo, letteralmente, dentro l'antro oscuro ed imprevedibile che rappresenta la psiche umana.

Nonostante una partenza in sordina, Incubo svela già nella prima parte le sue grandi potenzialità portando il lettore nel bel mezzo della vita di Simon, il ragazzino strano amante della matematica che dalla vita ha già ricevuto brutte sorprese e prendere a cuore la sua situazione non sarà affatto difficile, preannunciando così un viaggio sorprendente, attraverso i suoi occhi e i suoi pensieri, verso i segreti più temuti e celati dell'animo umano. Nettamente più accattivante ed intrigante, poi, risulta essere la seconda parte del libro che, tra l'altro, è in grado di mettere in evidenza la capacità dell'autore di portare alla luce le paure stesse del lettore, paure che probabilmente non sapeva di avere o che, magari, aveva semplicemente dimenticato di provare: e se il Lupo delle favole in realtà esistesse davvero e non ci fosse alcun modo per sconfiggerlo? La terza parte, infine, è sicuramente quella più dinamica di tutte: qui, infatti, ci si avvicina prepotentemente al termine della vicenda narrata e il ritmo di intensifica notevolmente facendo sì che l'attenzione del lettore rimanga sempre alta e soprattutto concentrata sui minimi dettagli e sugli indizi che l'autore lascia appositamente trapelare. Ammetto che il finale non mi ha sorpresa, l'idea che il tutto terminasse così come descritto da Dorn mi è balenata in mente fin dall'inizio della terza parte, questo però non ha sicuramente minato, e ci tengo a dirlo, la bellezza della storia che, nel complesso, risulta essere costruita benissimo con un'intelligenza che non lascia nulla al caso e che, soprattutto, non mancherà di ammaliare.

Anche in questo libro, inoltre, viene messe in evidenza un'altra grande capacità di Wulf Dorn: in riferimento ai personaggi, infatti, è innegabile la magnificenza della loro caratterizzazione. Dal primo all'ultimo, dal protagonista assoluto ad un personaggio del tutto secondario, ogni dettaglio e ogni segreto delle loro vita verrà portato a galla e analizzato nel dettaglio, ad ognuno di essi verrà data la possibilità di giustificarsi, in qualche modo, e solo così il lettore riuscirà a conoscere a fondo tutti i protagonisti del romanzo, elemento per nulla scontato che risulterà possedere una particolare importanza in questo Thriller. Questo espediente ha, poi, dato modo all'autore di inserire nel libro tematiche intense e profonde che daranno una marcia in più al tutto: primariamente ci troviamo davanti ad Dolore, quel sentimento distruttivo ed angoscioso che solo una perdita importante può davvero causare, e contestualmente a questo il Senso di Abbandono diverrà il tema che tiene le redini del romanzo ed in tutti e due i casi l'autore sarà molto abile a far trasparire, con una certa intensità, ogni singola emozione provata. Protagoniste assolute, però, sono anche le Paure e la certezza che non scompariranno mai, indipendentemente dal nostro volere; vengono poi presi in considerazione anche i Legami Familiari, qui ritenuti essere quasi un'ancora di salvezza, un ultimo appiglio per potersi tenere a galla e non affogare nel mare buio e burrascoso della mente e dell'animo umano. In ultimo, risalta fortemente anche l'Amicizia e la linea sottile che la separa dall'Amore, quei due sentimenti tanto importanti da risultare quasi vitali e che, forse, saranno in grado di forgiare l'anima di ognuno di noi.

Ancora una volta, poi, ho trovato molto accurate le descrizioni, sia in riferimento ai luoghi sia ai sentimenti, che risultano essere essenziali per un libro di questo particolare genere. Uno stile molto fluido, scorrevole, ma soprattutto accattivante ed ammaliante chiude un cerchio quasi perfetto. Wulf Dorn ha saputo dare vita ad un'altra storia che mi ha tenuta incollata alle pagine, che mi ha fatto tremare e che mi ha fatto sperare e credere in qualcosa in cui forse non credevo più.

3 commenti:

  1. Questo libro mi intriga e mi mette ansia allo stesso tempo. Non so se lo leggerò. La copertina è abbastanza inquietante! :o

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  2. Wow già il titolo mette tantissima ansia, ma lo trovo molto bello. lo segno in Wl

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  3. Waaa non è proprio il mio genere, anzi non leggo mai Thriller ahaha però bu.. chissaàà

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