domenica 16 ottobre 2016

Recensione: Il verde di Marte di Kim Stanley Robinson


Prezzo: € 16,90
Ebook: € 4,99
Pagine: 759
Genere: Fantascienza
Editore: Fanucci editore
Data di pubblicazione: 29 settembre 2016

Una generazione è passata da quando i pionieri misero piede sulla superficie di Marte. Il processo di trasformazione che dovrebbe portare il pianeta rosso a essere in tutto e per tutto simile alla Terra continua. Eppure, nonostante la colonizzazione sia una conquista inimmaginabile per l’umanità fino a pochi decenni prima, c’è chi è pronto a tutto per scongiurare che quel processo si concluda. Dopo la fallimentare rivoluzione del 2061, che ha costretto i ribelli a vivere in rifugi sotterranei, l’idea di un nuovo tipo di società, opposta a quella imposta dai colonizzatori, continua a farsi strada. Tocca ora alla prima generazione di nati su Marte, a cui si unisce un manipolo dei primi coloni, combattere in difesa del pianeta, determinati a preservarne la splendida quanto ostile bellezza.

Il mondo della fantascienza è, finora, uno dei più affascinanti ed interessanti con cui io abbia mai avuto a che fare: gli scenari che solo i libri appartenenti a questo particolare genere sanno regalare e i personaggi originali ed innovativi che si portano dentro sono riusciti con il tempo, nonostante la complessità, a conquistarmi sotto ogni punto di vista. Il grande merito di ciò va a due autori in particolare: China Mieville, con la sua irresistibile abilità narrativa, e Kim Stanley Robinson con la sua ineguagliabile magnificenza. Dopo aver letto Il rosso di Marte e dopo essere stata catapultata sul Pianeta Rosso non potevo non continuare la Saga e restare all'oscuro di tutto ciò che sarebbe successo dopo e ancora una volta la Fanucci editore si è dimostrata in grado di nutrire la mia grande curiosità: con Il verde di Marte l'autore ha saputo soddisfare le aspettative più ampie creando una storia intesa, profonda ed impegnativa che saprà ammaliare ogni tipo di lettore.

22° Secolo. Il processo di Terraformazione di Marte sta procedendo ed il Pianeta Rosso è pronto a diventare quanto più simile possibile alla Terra sotto il perenne controllo di potenti società terrestri che hanno un solo inquietante fine: lo sfruttamento del Pianeta. Su Marte, però, il clima sta cominciando a surriscaldarsi e tra i suoi abitanti, tra cui gli appartenenti alla Prima Generazione nata e cresciuta sulla sua superficie, una profonda divisione si sta via via radicando: tra gli aeroformisti, coloro che hanno imparato ad apprezzare Marte per la sua vera natura, cruda o meno che sia, e i terraformisti, coloro che, invece, vogliono fare del Pianeta una copia esatta della Terra, infatti, i rapporti non sono dei migliori. L'aria di tensione che fino a qui si è protratta e che altro non ha fatto che addensarsi dopo la fallimentare rivoluzione del 2061 è pronta a raggiungere il suo culmine, e quando tra i ribelli si forma una nuova alleanza l'idea di una Rivolta si fa sempre più vicina. Preservare Marte è il loro obiettivo, ma avranno abbastanza forze e risorse per contrastare il grande potere delle società terrestri?

Sulla stessa scia del primo volume, questo secondo capitolo della Trilogia è tutt'altro che una lettura facile: sebbene risulti essere più scorrevole per via delle vicende narrate, molto interessanti, appassionanti e soprattutto coinvolgenti, la complessità che vi ruota attorno ha la capacità di rendere il romanzo particolarmente impegnativo incollando il lettore alle sue pagine in uno sforzo intellettivo ed emotivo per nulla trascurabile. Parlando della sua costruzione, poi, ritroviamo anche questa volta quella particolare attenzione al dettaglio che ha portato l'autore a soffermarsi in maniera puntigliosa su ogni singolo protagonista: le voci narranti che vi ritroviamo, infatti, sono molteplici e molto diverse tra loro, ma solo in questo modo, a mio parere, è possibile dare al lettore la giusta ampia visione dell'intero mondo, connotato nello specifico caso dalla difficoltà interpretativa, che gli permetterà di comprendere il tutto appieno. Ancora una volta, inoltre, le tematiche di cui Kim Stanley Robinson si fa portatore contribuiscono a dare spessore al libro che, a tutti gli effetti, diviene un mezzo di cui si serve per portare a galla denunce sociali di cui più spesso si dovrebbe parlare, e allo stesso modo del libro precedente il lettore si ritroverà ad assistere ad importanti dibattiti scientifici, naturali e politici che daranno adito a riflessioni particolarmente importanti che difficilmente dimenticherà. L'elemento fantascientifico, poi, non si farà attendere e fin dall'inizio delizierà il suo pubblico in maniera sognante ed impeccabile rendendolo spettatore di scenari incredibili: trovare autori come Robinson è un'impresa quasi impossibile.

Le emozioni che tutto questo sarà in grado di far provare al lettore non lo lasceranno certo indifferente e soprattutto gli consentiranno di approcciarsi al romanzo in maniera differente, con un coinvolgimento emotivo forte, una passione che lo aiuterà a portare a termine una lettura lunga e complessa ed un interesse che non potrà fare altro che crescere pagina dopo pagina. A tutto questo aggiungete, infine, uno stile ricco che riesce a dare vita a descrizioni minuziose e particolarmente evocative che porteranno il lettore ad innamorarsi, letteralmente, di quel Pianeta Rosso che tutti, almeno una volta nella vita, hanno sognato.

Una volta chiuso anche questo secondo capitolo non potrete fare a meno di chiedervi come la Trilogia proseguirà e finirà e soprattutto come l'estro narrativo dell'autore riporterà il suo pubblico su Marte. Io, personalmente, non vedo l'ora di immergermi nuovamente tra le sue pagine, di dare nutrimento alla mia curiosità, alla mia voglia di scoperta e di ritornare ad essere protagonista di quei dibattiti che rendono il mondo fantascientifico di Kim Stanley Robinson qualcosa di molto più efficace ed importante.

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