lunedì 21 novembre 2016

Incontro con l'autore: Marcello Simoni


Buon pomeriggio Lettori Meravigliosi e ben trovati!
Oggi nuovo appuntamento con una delle rubriche che più amo del nostro blog: per l'Incontro con l'autore di oggi vi riporto a Ferrara per una nuova chiacchierata con Marcello Simoni. Il 15 Novembre, infatti, lo scrittore è stato ospite della Libreria IBS+Libraccio in occasione dell'uscita, il giorno stesso, del suo nuovo libro: Il marchio dell'inquisitore è un romanzo giallo storico che Einaudi editore ha portato nelle nostre librerie e che ci farà vivere intrighi e misteri sullo sfondo di una Roma oscura tutta da svelare.

A dialogare con l'autore e ad intrattenere il pubblico c'era l'immancabile Matteo Bianchi che ha deciso di dare il via alla presentazione leggendo l'incipit del romanzo per introdurre una grande novità dello stesso: al contrario delle altre opere, ne Il marchio dell'Inquisitore Marcello Simoni ha voluto rendere protagonista della storia proprio un inquisitore, colui che agisce secondo la Teoria del Sospetto, Girolamo Svampa, figura molto particolare che, spiega, ha preso in considerazione da una parte in virtù del fatto che l'Editore stesso aveva richiesto espressamente un romanzo sì giallo, ma storico e dall'altra per una questione che possiamo definire pratica: ritrovare nel passato personalità in grado di svolgere operazioni di polizia era particolarmente difficile, a meno che non ci si soffermasse sulle figure degli inquisitori, passate però alla storia più per il loro carattere negativo: è proprio qui che si inserisce Girolamo Svampa e la volontà dello scrittore di porre al centro del romanzo un personaggio appartenente all'organo ecclesiastico dell'Inquisizione profondamente diverso da tutti gli altri suoi componenti con un unico grande obiettivo, quello di affondare le mani in questo universo e dimostrare che, in realtà, il periodo buio dell'Inquisizione non sta nel Medioevo, ma negli anni del '600. Dello stesso personaggio, poi, non verrà messo in evidenza solo questo, ma si scopriranno molti altri dettagli che porteranno la narrazione a seguire due fili destinati ad intrecciarsi, un'investigazione destinata a stanare il colpevole dell'omicidio da una parte e a scavare nel passato dall'altra.

Subito dopo l'autore ha voluto porre l'accento su un altro importante dettaglio del romanzo: l'ambientazione che ha scelto per fare da sfondo alla vicenda è quella rappresentata da una Roma Vaticana composta più da burocrati che da uomini di Chiesa, interessati a giochi di potere ed interessi tutt'altro che puramente religiosi. Ed è a questo proposito che il filo del discorso è andato a toccare un altro aspetto direttamente collegato con il fenomeno dell'Inquisizione: chi non ha mai sentito parlare dei cosiddetti "Libri messi all'indice"? Molto brevemente, tutti quegli scritti che non seguivano una certa morale o una certa dottrina o che comunque erano considerati pericolosi erano destinati a sopperire tra le fiamme e questo definisce molto bene quello che era il concetto di crimina allora, molto diverso da quello che oggi è diventato, attorno al quale stava proprio l'attività dell'inquisitore, ritenuta sicuramente più importante dell'azione moderna dell'agente di polizia.

Ci si è focalizzati, poi, sul Linguaggio che Marcello Simoni ha utilizzato nel romanzo, linguaggio che lui stesso definisce caratterizzato da quella leggerezza seicentesca che non ha avuto l'occasione di usare in precedenza, prendendo ad esempio un altro personaggio della storia, Cagnolo, il mercenario che aiuterà Girolamo Svampa nella sua impresa, e la sua arguzia che verrà messa in risalto proprio attraverso il linguaggio. Qui, inoltre, voglio sottolineare un altro dettaglio che, a mio avviso, dà prova delle grandi doti narrative dell'autore: lo stile linguistico utilizzato da Simoni riesce ad adattarsi molto facilmente ad ogni singolo personaggio che prende la parola e ritengo fortemente che questa caratteristica riesca a dare al romanzo una grande dinamicità, elemento essenziale quando si affrontano generi simili. Un altro personaggio che mi ha affascinata particolarmente è quello di Pier Francesco Capiferro, definito dall'autore come colui che tende a mettersi maggiormente in contrasto con il protagonista, a "pungolarlo", per poi arrivare a sostenerlo nelle sue teorie. Un po' monaco e un po' moschettiere, Capiferro è uomo dalla memoria sconfinata, tanto da essere riuscito a costruire nella sua mente una vera e propria biblioteca e ricordate bene questo dettaglio perché darà vita a scene esilaranti! Questo riferimento ai libri, come avrete potuto constatare, ritorna spesso all'interno del romanzo che può essere definito senza problemi come una vera e propria Ode al Libro: eredi degli amanuensi sono, a tutti gli effetti, i tipografi, uomini laici, e attraverso di essi Marcello Simoni ha voluto far vedere al suo pubblico come si lavorava con i libri nella città in cui se ne bruciavano di più, in quella Roma seicentesca che nonostante questo contava un numero altissimo di librerie e tipografi, sparsi tra le vie della città, accompagnandolo in quel labirinto che finiva per rivelarsi essere il mondo della tipografia.

Non meno importante è il riferimento ad Umberto Eco che aleggia nell'intero romanzo: oltre a citare indirettamente i personaggi creati dal grande scrittore, Simoni riprende un tema a lui caro, quello del Passato, che può tornare a galla solo attraverso le persone. Quello che, infatti, tra le altre cose, farà Girolamo Svampa è proprio un'indagine sul passato, che lo aiuterà non solo a risolvere l'enigma dell'assassinio, ma che gli permetterà di mostrare un carattere essenziale della sua personalità, quell'essere molto legato al passato per una questione particolarmente spinosa (preferisce confrontarsi su fatti accaduti piuttosto che intrattenere rapporti con le persone). In questo, in parte, l'autore ha confessato di ritrovarcisi se si considera il rapporto che lo stesso ha con la scrittura che è finita per diventare, inevitabilmente, la sua isola felice.

Infine, l'incontro si è chiuso con una bella considerazione che non posso non riportare circa, più in generale, quello che è il genere Giallo che deve conservare la sua struttura classica, ma che deve contenere anche molto altro, che deve divenire un qualcosa di introspettivo e che deve riuscire  ad indagare anche la psiche di ogni personaggio.

Come sempre Marcello Simoni ha dato prova del grande talento ed io non vedo l'ora di immergermi tra le pagine di questo suo nuovo romanzo :) 

Nessun commento:

Posta un commento