martedì 10 gennaio 2017

Recensione: Rebel - Il tradimento di Alwyn Hamilton


Prezzo: € 16,00
Ebook: € 9,99
Pagine: 448
Genere: Fantasy
Editore: Giunti 
Data di pubblicazione: 2 Novembre 2016

Sono passati pochi mesi da quando Amani, dall'infallibile mira, ha incontrato il misterioso Jin ed è fuggita dal suo paesino nel deserto terribile e meraviglioso del Miraji sul dorso di un buraqi, mitico destriero fatto di sabbia e vento, in cerca della propria libertà. Ora sta invece combattendo per liberare una nazione intera da un tiranno sanguinario che non ha esitato a trucidare il padre pur di salire al trono. Amani si trova prigioniera nell'epicentro stesso del potere, il palazzo del Sultano, ed è determinata a rovesciarne il regime. Disperatamente concentrata nello sforzo di scoprire i segreti di corte, cerca di dimenticare che Jin è scomparso proprio quando le sembrava più vicino e di essere lei stessa pericolosamente in balia del nemico. Ma con il passare del tempo Amani arriverà a chiedersi se davvero il Sultano sia il tiranno che le è stato descritto e chi sia il vero traditore nei confronti della sua terra così bruciata dal sole e piena di magia. Dimenticate quello che pensavate del Miraji, della ribellione, dei Djinni, di Jin e del Bandito dagli Occhi Blu. In Rebel. Il tradimento l'unica certezza è che tutto cambierà. Un mondo di passioni intense, dove padri e figli sono pronti a uccidersi a vicenda, ma dove anche l'amore è ardente come il deserto.

Addentrarmi nel mondo di Rebel, l'anno scorso, si è rivelato essere un concentrato di azione ed emozioni che non possono essere descritte a parole. Da tempo ormai non mi accadeva un qualcosa simile e per questo motivo le speranze e le aspettative che avevo riposto in questo secondo capitolo erano davvero altissime. Alwyn Hamilton, però, ha saputo sorprendermi ancora una volta regalandomi una lettura mozzafiato e appassionante, facendomi immergere nuovamente in quel deserto in cui tanto bramavo tornare e facendomi ritrovare tra le sue dune sabbiose quei personaggi che ho imparato, con il tempo, e conoscere e soprattutto a riconoscere. Rebel - Il tradimento è stata una di quelle letture che, senza ombra di dubbio, possono essere definite indimenticabili.

Solo pochi mesi fa la vita di Amani, la guerriera del deserto con profondi Occhi Blu, è stata travolta da un uragano di mitologia, ribellioni, mistero e amore diretto verso un unico grande obiettivo, la Libertà dei popoli del deserto, sottoposti al volere tiranno di un Sultano sanguinario. Adesso, però, entrati nel vivo della battaglia, le dinamiche di tutto ciò che le ruota attorno cominciano complicarsi e quando la ragazza si ritroverà prigioniera nel centro stesso del potere, nel Palazzo del Sultano rinchiusa nell'harem del Sultim, capirà veramente la grandezza e la pericolosità di quello che vuole affrontare. Con il tempo, quello che passerà suo malgrado a stretto contatto con il Sultano, però, Amani arriverà a mettere in discussione anche le sue convinzioni più forti: è possibile che il Sultano non sia in realtà il tiranno che le è sempre stato descritto? E se il vero traditore non fosse lui, ma qualcun altro, magari qualcuno che conosce fin nel profondo? In un mondo sempre più in subbuglio, il Bandito dagli Occhi Blu dovrà crescere rapidamente, affrontare battaglie incredibili e scegliere se seguire il cuore o la ragione, consapevole del fatto che tutto ben presto dovrà subire un forte cambiamento. Il deserto non è mai stato così pericoloso.

Fin dalle prime pagine l'autrice conferma le sue innegabili doti narrative riportando il lettore nel vivo di quelle vicende che, nel primo volume della Trilogia, lo avevano così tanto appassionato: sentirsi catturati ed intrappolati nuovamente ed immediatamente nella storia di Amani, infatti, sarà la prima sensazione che gli pervaderà l'animo che verrà messo subito a dura prova dagli eventi iniziali che entreranno nella sua vita portando subbuglio, preoccupazione ed una adrenalina incredibile. L'inizio impetuoso e dinamico di questo secondo libro non farà altro che anticipare in tutto e per tutto quello che sarà il ritmo che Alwyn Hamilton ha deciso di dare alla storia, che non conoscerà mai momenti di noia e non toccherà mai la banalità: all'azione vera e propria, infatti, verranno alternati punti riflessivi molto importanti che daranno all'intero romanzo una nota di maturità e di interesse in più che riusciranno a farlo crescere notevolmente fino ad elevarlo al di sopra, nettamente, del volume precedente.

Le nuove vicende della protagonista, e quindi la storia in sé, sono costruite davvero molto bene e quella nota di mistero che si cela al suo interno ha la grande capacità di rendere il lettore ancora più curioso e sopratutto desideroso di conoscere, a tutti i costi, la verità. Quello che più mi ha colpita, però, sta nelle dinamiche che l'autrice ha costruito e magnificamente sviluppato: la complessità che si era intravista nel primo capitolo della Trilogia trova qui piena realizzazione riuscendo così a meglio delineare tutto ciò che in precedenza non era stato debitamente rappresentato, a partire dai personaggi stessi, che ritroviamo sotto una luce più ampia e sicuramente più luminosa, fino ad arrivare a tutte le leggende che popolano la tradizione del deserto, che impareremo a conoscere meglio e soprattutto a comprendere sotto aspetti rimasti in parte oscurati. Il fatto stesso di aver voluto introdurre fisicamente altri personaggi prima solo nominati, come il Sultano o il Sultim, e altre importanti ambientazioni, come il Palazzo del Potere, è una chiara rappresentazione di quanto detto adesso e della maturità stessa che l'autrice ha dimostrato di possedere e soprattutto di voler regalare alla storia. Proprio in relazione alle ambientazioni, ma più in generale, è impossibile non notare lo sviluppo che le descrizioni hanno subito: chiudere gli occhi ed immaginare davanti a sé la scena tratteggiata dall'autrice sarà quanto di più facile abbiate mai fatto e allungare una mano e sentire sotto le dita e sulla pelle tutte le consistenze e le emozioni provate dai protagonisti lo sarà ancora di più.

Le emozioni che l'intera storia risulta in grado di regalare al lettore non possono essere quantificate in relazione alla loro intensità, superano ogni tipo di confronto e non possono in alcun modo essere descritte con delle semplici parole: il cuore e l'animo del lettore non avranno via di scampo e non potranno in alcun modo sottrarsi alle preoccupazioni, alle gioie, all'amore e allo spirito ribelle che Amani e gli altri personaggi sapranno trasmettere loro.

Giunti alle pagine finali con estrema facilità ed in un lasso di tempo incredibilmente breve la sorpresa si dipingerà sul volto del lettore che altro non potrà fare che chiedere a gran voce anche il capitolo conclusivo di una delle Trilogie più belle ed entusiasmanti mai lette. Con uno stile unico, accattivante e magnetico Alwyn Hamilton sa perfettamente come catturare, nell'anima e nel corpo, il suo pubblico. 

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