lunedì 6 febbraio 2017

Recensione: Chance di Kem Nunn


Prezzo: € 14,90
Ebook: € 4,99
Pagine: 344
Genere: Thriller psicologico
Editore: TimeCrime
Data di pubblicazione: 27 Ottobre 2016

Quando Jaclyn Blackstone varca la soglia del suo studio, Eldon Chance non può immaginare che quella che all'apparenza è solo l'ennesima paziente affetta da amnesie possa rappresentare il più grave pericolo che abbia mai corso. Il dottor Chance è un rinomato neuropsichiatra di San Francisco nel bel mezzo di un divorzio difficile, alle prese con i problemi di una figlia adolescente piuttosto complicata, con l'invidia dei colleghi e con grane finanziarie che non gli danno tregua. Jaclyn, affetta da un grave disturbo della personalità, lo intrappola in una rete di sesso e inganni, mistero e crimine, in una dimensione psichica in cui il binario della realtà scorre parallelo a quello dell'illusione. Il dottor Chance sa che l'unico modo per uscire vivo da quel gioco estremo è guardare negli occhi la follia, riconoscerne le facce, sventarne le insidie e allo stesso tempo coglierne le infinite inclinazioni, ma per far questo ha bisogno di ritrovare quell'istinto di sopravvivenza rabbioso, al limite dell'irragionevole.

Sono rari i casi in cui ci si approccia ad un libro senza alcun tipo di aspettativa, senza speranze, desideri o sentimenti particolari, la tendenza a farsi coinvolgere anche solo nella lettura della trama è quasi l'essenza stessa dell'essere lettori ed io non sfuggo certamente a questo carattere: non appena ho fatto scorrere gli occhi sulla sinossi del nuovo thriller di Kem Nunn, infatti, la sensazione che tra le sue pagine si potesse celare un romanzo intrigante ed avvincente mi ha persuasa immediatamente ad immergermi tra le sue atmosfere con la certezza che al suo interno vi avrei trovato un personaggio interessante e soprattutto una storia incredibilmente accattivante. Nel corso della lettura, però, il mio entusiasmo si è perso inesorabilmente in una trama fin troppo piatta e lenta che non saputo in alcun modo catturarmi veramente.

Con un curriculum di tutto rispetto alle spalle ed una carriera particolarmente prolifica di successi, Eldon Chance è sicuramente uno dei neuropsichiatri più rinomati di San Francisco. Intrappolato in una vita sentimentale burrascosa, con un divorzio in corso ed una figlia adolescente dal carattere ribelle, il lavoro è l'unica cosa che riesce a lasciargli ancora un pizzico di dignità, almeno fino a quando Jaclyn Blackstone non varca, apparentemente impaurita, la soglia del suo studio. Affetta da un grave disturbo della personalità, la donna riuscirà a mettere in subbuglio la vita del dottore che, completamente soggiogato dal suo fascino, si farà trascinare in un gioco di sesso, amore e sangue in cui il pericolo non si farà certo attendere. Ma è con l'entrata in scena del marito della donna, il detective Blackstone, sul cui capo pendono pesanti accuse di corruzione, che il tutto assumerà toni e sfumature ancora più oscure: cosa nasconde veramente Jaclyn Blackstone? Quale terribile segreto la lega alla crudeltà del detective della omicidi? E soprattutto, che ruolo svolge, in tutto questo, il dottor Chance? In una San Francisco oscura, illuminata solo dal colore rosso vivo del sangue, la vita di Eldon Chance dimenticherà per sempre il sapore della tranquillità.

In perfetta linea con le mie aspettative, le prime pagine del romanzo sono riuscite, fin da subito, a far emergere il potenziale che Kem Nunn aveva tra le mani: un personaggio all'apparenza come tanti altri, ma in fondo notevolmente differente, un'ambientazione dalle mille sfumature ed una trama complicata, ma ben architettata sono, senza ombra di dubbio, tutti elementi in grado di rendere un Thriller psicologico una vera eccellenza nel suo genere, a patto, però, che trovino, nelle sue pagine, un giusto sviluppo. In questo specifico caso, purtroppo, l'autore non è riuscito a far fruttare appieno tutta la ricchezza che era stato in grado di costruire trasformando così Chance in un romanzo poco avvincente, lento, troppo attento al lato psicologico e troppo poco all'aspetto adrenalinico della storia.

Essenzialmente gli aspetti che più hanno convinta in tutto il romanzo sono due, da un lato il protagonista principale, il dottor Chance, che con il suo essere ordinario e soprattutto il suo essere umano ha reso la lettura diversa, interessante e sicuramente più piacevole, e dall'altro un'ambientazione particolarmente suggestiva, una San Francisco che, con le sue contraddizioni, i suoi lati oscuri ed il suo essere così incredibilmente affascinante, ha saputo regalare scorci di vita per nulla banali. Sebbene io non sia riuscita ad apprezza pienamente l'opera di Kem Nunn, non posso certo negare che il suo saper indagare l'animo umano, mettendone in luce forze e debolezze, il suo non voler creare eroi, ma voler dar voce a personaggi ordinari inserendoli in un contesto semplice, sicuramente non inarrivabile, mi ha conquistata e meravigliata al contempo: troppo spesso oggi si prendono in considerazione modelli di uomini e di donne praticamente perfetti, fin troppo si crea intorno a loro un contesto idilliaco, senza sfumature e altrettanto troppo spesso li si pone davanti a situazioni surreali e assurde che stentano a trovare corrispondenza nella realtà, anche solo nella realtà. Sotto questo punto di vista, dunque, Chance si pone in netto contrasto con quanto letto e recensito fin ora, peccato però che nient'altro è riuscito a convincermi.

La trama, di per sé caratterizzata, come dicevo prima, da un grande potenziale non sfruttato coscientemente, viene purtroppo sviluppata molto lentamente facendo risultare il romanzo quasi del tutto piatto: non ci sono grandi colpi di scena capaci di suscitare tensione e paura nel lettore sebbene situazioni idonee a dare al romanzo un ritmo decisamente più veloce e scorrevole non manchino di presentarsi in più occasioni, non vi è mai un vero elemento disturbante, un aspetto in grado di far rimanere a bocca aperta il lettore o di sorprenderlo veramente e solo nelle ultime pagine il libro trova quel trampolino di lancio che avrebbe dovuto cercare fin dall'inizio. Una caratterizzazione simile è sicuramente data dalla mancanza vera e propria di un'atmosfera cupa e carica di tensione e dall'insistenza quasi estenuante sul profilo psicologico dei personaggi, e del protagonista in particolare, a discapito dell'azione e dell'adrenalina che da essa consegue che, a tutti gli effetti, viene rilegata ad una quantità esigua di pagine. 

Sulla stessa linea si muove il finale che, in realtà, non ha suscitato in me grandi emozioni rilegandomi a mera spettatrice senza alcun tipo di trasporto. Il tutto, infine, viene incorniciato in uno stile penetrante, a tratti troppo articolato e farraginoso che però ben si adatta all'insieme degli elementi che compongono il romanzo. Chance non è stata per me una lettura entusiasmante e sicuramente non all'altezza delle aspettative, ma per gli amanti degli elementi psicologici potrebbe diventare una chicca da non farsi scappare.

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