Incontro con l'autore: Chiara Gamberale con "Qualcosa"



Luogo:          LONGANESI, MILANO
Data:            19 FEBBRAIO 2017
Autore:         CHIARA GAMBERALE
Libro:           QUALCOSA
Editore:        LONGANESI
Pagine:         177


Uno degli angoli più interessanti di Milano è quello che si trova alla confluenza tra corso Sempione ed il parco che porta il suo nome: l'Arco della Pace. Una zona ricca di locali alla moda e punto di incontro della gioventù (ma non solo) milanese e non, data la natura ormai cosmopolita di quella che amo definire la capitale della cultura d'Italia. 

Ed in un simile contesto si trova anche la sede della casa editrice Longanesi che, domenica 19 febbraio, ha organizzato un esclusivo brunch domenicale per presentare a numerosi blogger il nuovo libro di Chiara Gamberale "Qualcosa". Un incontro molto piacevole, in un ambiente confortevole e ricco di stimoli interessanti per chi ama i libri, che ha stabilito un contatto molto intimo tra Chiara e chi la ascoltava. Si è percepito da evidenti, ma significativi, segnali, come il fatto di essere tutti molto vicini, o come il desiderio dell'autrice di parlare di sé anche in profondità. Ma anche da quei piccoli particolari che mettono in evidenza disposizioni particolari, come il fatto che Chiara, mentre parlava, lentamente, poco alla volta, ha avvicinato la propria posizione alla nostra.




Presentare Chiara Gamberale penso sia quasi inutile: pur essendo una giovane scrittrice ha ormai una carriera e una serie di pubblicazioni che parlano da sole. E' però interessante confrontare la sua opinione sulle proprie opere con quello che poi percepisce il pubblico, dato che, come spesso accade, ci sono delle inspiegabili difformità. Tanto per fare un esempio lei  è legatissima ad un libro, "Quattro etti d'amore, grazie" che normalmente non appare nella hit parate dei suoi fan, così come è interessante notare come ogni volta sorprenda i lettori con un libro profondamente diverso dal precedente. Ma come si manifesta la sua vena creativa? Chiara si definisce una scrittrice "visiva", nel senso che la sua immaginazione ha inizialmente bisogno di essere stimolata da un contatto visivo con qualcosa che cattura la sua attenzione, per poi essere elaborato dalla sua fantasia. "Quattro etti d'amore, grazie" è nato esattamente in questo modo, da una personale esperienza in un supermercato.




Questa esperienza visiva prosegue nel suo nuovo libro  "Qualcosa", perché arricchito dalle meravigliose illustrazioni di Tuono Pettinato, un abbinamento perfetto tra la creazione dell'immaginazione del lettore e la trasposizione in immagine dell'autore. Non sono frequenti nell'editoria esperimenti di questo tipo perché spesso distorcono l'immaginato con il percepito, oltre a generare difficoltà e costi di produzione.
Ma in questo caso la comunicazione tra i due artisti ha stabilito la giusta sinergia creativa permettendo che il disegnatore interpretasse perfettamente quello che il narratore intendeva.  Che poi sia un caso che la protagonista venga raffigurata con un'evidente somiglianza con l'autrice non può che rafforzare la fortunata congiuntura creativa. 




"Qualcosa" è un libro, ormai lo avrete capito, molto particolare. Nasce da un'esigenza interiore dell'autrice che, citando Pasolini, ci ricorda che "niente può essere così urgente per il lettore se prima non lo è stato per l'autore"; l'esigenza di stabilire che cosa fare con i buchi che abbiamo nel cuore e soprattuto con lo spazio vuoto che inevitabilmente tutti abbiamo al nostro interno.
Si narra della Principessa Qualcosa di Troppo, che fin dalla nascita mostra un'ossessiva ricerca del Troppo, essendo esagerata in ogni cosa che fa. Sia che pianga, che rida, che sia triste o che sia felice, ogni cosa viene portata all'estremo eccesso. Ma quando la vita le imprime il primo, importante, dolore, scopre con sgomento di avere dentro di sé un buco, un vuoto incolmabile che non riesce a gestire. Lo sgomento e il dolore vengono affrontati cercando di riempire tale buco nuovamente con un'iperattività, con nuove esperienze, con la ricerca spasmodica anche dell'amore. Ma sarà l'incontro con uno strano personaggio, Il Cavalier Niente, a farla lentamente rendere conto che il vuoto non è una negatività assoluta. Questi, al contrario della principessa, nonriempie le sue giornate con il nonfare nulla. Una filosofia di vita che, passo dopo passo, farà capire alla Principessa come sia importante prendere consapevolezza di sé come un recipiente vuoto, ma che non va forzatamente riempito con qualcosa fino a traboccare. Un recipiente che deve lasciarsi riempire da quello che la vita offre gradualmente, fino a diventare come quelle meravigliose bottiglie piene di sabbia colorata, ma disposta in modo da creare chiare immagini dai contorni definiti.
Un libro che, nella sua sensibile brevità, racchiude una serie di spunti di pensiero interessanti, tra i quali amo citare l'esigenza di definire la differenza tra "avere bisogno di" e "avere voglia di". Differenza che, come scaturito da un piacevole scambio con Chiara, si può riassumere dicendo che il bisogno non ci appartiene ma viene indotto da forze esterne; la voglia invece è endogena, ci appartiene, è piena espressione di noi stessi. Su come individuare, e separare, i due desideri che lottano per imporsi sull'altro è un'altra questione che non ha una soluzione oggettiva.




Non è la prima volta che intervengo ad un incontro con Chiara Gamberale  ed ogni volta resta la soddisfazione di aver stimolato il ragionamento su temi, a volte semplici, fortemente determinanti per trovare la propria serenità. Quello che da sempre piace di questa autrice è la sua capacità nel trasmettere i dubbi, i quesiti che caratterizzano il suo percorso, in maniera tale da essere percepiti dal lettore come propri. E poi, come il suo percorso professionale dimostra, anche una forza comunicativa che non si esaurisce solo attraverso la pagine di un libro come sanno fare tanti scrittori, ma che si concretizza anche attraverso il mezzo radiofonico o televisivo. Ma soprattutto raggiunge la sua piena espressione dal vivo: è sempre un piacere interagire personalmente con Chiara Gamberale.

Auguro a tutti un buon viaggio attraverso il proprio spazio vuoto interiore con "Qualcosa" .






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