sabato 4 marzo 2017

Recensione: Più veloce dei ricordi di Jeremy Jackson


Prezzo: € 12,00
Ebook: € 7,99
Pagine: 384
Genere: Young Adult
Editore: Giunti
Collana: Waves
Data di pubblicazione: 18 Gennaio 2017

Kevin è un giovane corridore promettente ma senza troppa convinzione. Tutto cambia quando una notte, dopo una gara, il pullmino che riporta a casa i compagni di squadra, la fidanzata, l'allenatore, finisce tragicamente in un fiume. Solo Kevin si salverà, perché quella notte stava tornando a casa in auto con i genitori. Nei mesi successivi la corsa diventa la sua vita: mentre corre si sente avvolto da un silenzio che attutisce il dolore. In pochi anni comincerà ad accumulare record su record, trasformandosi in una promessa nazionale, idolo del pubblico, ma non tutti si lasciano abbagliare dal suo successo. Gregory, il nuovo allenatore, gli lancia una domanda scomoda: ''Per chi vinci? Lo fai per te?''. E poi c'è Henny, la compagna di corse che adora i temporali estivi e con la sua sincerità priva di compromessi sa bucare la scorza di Kevin. Grazie anche a loro Kevin imparerà di nuovo a entrare in contatto con le proprie emozioni, a recuperare i ricordi del passato per poterne creare di nuovi nel presente, a vivere combattendo per quello che realmente vuole e non solo per quello che gli altri si aspettano da lui.

Uscire dalla propria comfort zone non è mai facile, ma la sensazione che l'allontanarsi dalle certezze che solo alcuni generi di libri sanno regalare per abbracciare quello che oserei definire l'ignoto riesce a trasmettere al lettore è, senza ombra di dubbio, una delle più stimolanti e forse una delle più importanti che egli dovrà affrontare nel corso della sua vita: se da una parte, infatti, la voglia di scoprire qualcosa di nuovo e la curiosità del voler allargare i propri orizzonti sembrano oltrepassare qualsiasi paura, dall'altra proprio il timore di dover immergersi in una storia quasi del tutto estranea al proprio sentire sembra apporre una sorta di freno a quel dilagante desiderio di novità che, che lo si voglia ammettere oppure no, crea, almeno in parte, piccoli disagi. L'essermi trovata tra le mani il libro di Jeremy Jackson ha provocato in me tutte queste piccole emozioni, ma più qualcosa in Più veloce dei ricordi mi attirava verso di sé, più in me cresceva una sensazione di estraneità al romanzo stesso: nonostante le potenzialità della storia, farmi avvolgere da essa è stato particolarmente difficile e raramente sono riuscita ad immergermici totalmente.

Kevin è uno dei corridori più giovani e più promettenti della scuola, ma se esiste una cosa che detesta veramente è proprio la corsa, da quel fatidico giorno, però, correre è diventata una necessità: da quando il pullmino con a bordo i suoi compagni, la sua fidanzata ed il suo coach è precipitato nelle acque impervie del fiume, infatti, la vita di Kevin è cambiata completamente. Correre adesso vuol dire soffocare il dolore che non credeva di poter provare, ma soprattutto è l'unico modo per sfuggire agli sguardi compassionevoli, alle lacrime e alla domanda che Gregory, il suo nuovo coach, gli lancia, giorno dopo giorno: "Per chi vinci, Kevin? Lo fai per te?". Nonostante i trofei, le medaglie e i record conquistati con il tempo, però, il ragazzo sembra essere ormai perduto, almeno fino a quando non irrompe nella sua vita Henny, la ragazza che ama i temporali estivi e che ben presto diventa la sua compagna di corse, che tenterà in tutti i modi di fare breccia nel suo cuore e di infrangere l'oscura corazza che da anni Kevin si porta dietro. Solo grazie a loro il ragazzo potrà finalmente tornare a vivere, riprendere contatto con le proprie emozioni e soprattutto riportare a galla i ricordi di un passato indimenticabile.

Che la storia di per sé abbia grandi potenzialità non è in alcun modo discutibile, ma lo stesso non può dirsi del modo in cui l'autore ha deciso di sfruttare la ricchezza che si celava dietro la sua abile penna. Se da una parte, infatti, è vero che Jeremy Jackson è riuscito a dare vita ad un romanzo originale ed accattivante, ponendo al centro dell'attenzione uno sport quanto meno inconsueto e difficile da ritrovare altrove, dall'altra è altrettanto vero che lo sviluppo che ha voluto dare alla trama e soprattutto il ritmo che ha voluto infondere al libro hanno notevolmente deluso le mie aspettative portandomi a non apprezzare il libro sotto diversi aspetti. Ma andiamo con ordine.

L'idea alla base del romanzo è sicuramente l'elemento che più mi ha colpita ed essenzialmente anche l'unico che mi ha spinta a proseguire una lettura che più volte ho trovato difficile da affrontare, il fatto di aver voluto porre al centro dell'attenzione uno sport inusuale, poco conosciuto e spesso sottovalutato ha sicuramente contribuito a donare al libro quel carattere forte ed originale di cui necessitava ed è stato, in definitiva, l'unico elemento del romanzo che è riuscito a convincermi. Tutto il resto, purtroppo, non ha esercitato su di me quel fascino che ha conquistato molti altri lettori, a partire dal protagonista stesso ed in generale dai personaggi che non hanno saputo colorare efficacemente la vicenda narrata. Per tutta la durata della lettura mi sono sentita semplice spettatrice della narrazione e per nulla ammaliata da essa non vi ho trovato, al suo interno, alcun tipo di trasporto o di emozione, nulla essenzialmente che potesse farmi desiderare di esserne la protagonista o che, in qualche modo, potesse spingermi a divorarne le pagine e a nutrirmi delle sue parole. Il ritmo lento e troppo cadenzato, senza particolari picchi emotivi, non ha, inoltre, reso la lettura agevole, non permettendo così al lettore di entrare in perfetta sintonia con lo stile dell'autore che, nonostante tutto, è risultato essere fresco e semplice e ha notevolmente aiutato la storia a decollare.

Tuttavia, ciò di cui il romanzo si fa veramente forza risiede nelle tematiche che riesce a toccare e che, pur con semplicità, riesce a trattare in modo adeguato, con la giusta delicatezza e con la giusta urgenza. Il dolore, il suo percorso, il modo in cui riesce ad insinuarsi in un corpo, in un'anima spezzata pronta ad accoglierlo, la sua vittoria e la sua puntuale sconfitta, il suo perimento di fronte ad un affetto vero e sincero, il suo essere infinitamente piccolo di fronte un amore incredibilmente forte, tutto questo viene raccolto e raccontato da Jeremy Jackson in un romanzo che, forse, doveva essere curato maggiormente sotto alcuni piccoli, ma importanti aspetti. 

Più veloce dei ricordi si è dimostrata una lettura decisamente al di sotto delle aspettative, ma si sa, sono sempre i dettagli a fare la differenza ed in questo l'autore ha saputo valorizzare al meglio, per quanto possibile, questa sua piccola creazione.

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