mercoledì 5 aprile 2017

Recensione: La conquista del K.O. di William Ernest Bowman


Prezzo: € 14,00
E-book : € 9,99
Pagine: 168
Editore: Corbaccio
Genere: Narrativa

«Una satira spassosa e una parodia impeccabile della Britishness… supera di gran lunga qualsiasi libro umoristico contemporaneo.» 
THE TIMES

«Un libro di culto fra gli amanti della montagna e non solo!» 

THE GUARDIAN 

Sotto la guida del tenace «Legaccio», una squadra di sette coraggiosi alpinisti britannici, fra cui il dottor Prone (sempre malato), l’esploratore Jungle (che si perde sempre), il linguista Constant (incapace di farsi comprendere) e 3000 portatori yogistani, tentano, fra ostacoli di ogni genere, molti dei quali causati da loro stessi, la conquista della cima più alta dell’Himalaya: il K.O. alto ben 40.000 piedi e mezzo, circa 12.200 metri… Pubblicata per la prima volta nel 1956, «La conquista del K.O.» è un’irresistibile parodia dei serissimi resoconti delle spedizioni alpinistiche famose negli anni Cinquanta, quando vennero saliti per la prima volta quasi tutti gli Ottomila, fra cui l’Everest e il K2. Pubblicato in diverse lingue e più volte ristampato, «La conquista del K.O.» è ormai considerato a tutti gli effetti un classico della letteratura di montagna.



Ammetto che lo hu
mor inglese è sottile e potrebbe essere benissimo confuso con sarcasmo e questo libro ne è un esempio lampante.
Ci troviamo difronte ad un manipolo di gentiluomini britannici assolutamente convinti di essere preparati e capaci di effettuare una spedizione alla conquista dell'altissimo K.O. 
Niente di più lontano dalla realtà!
Abbiamo l'esperto di cartografie e mappe Jungle che è famoso per perdersi in ogni luogo possibile e solo dopo giorni di girotondi capisce che la sua bussola punta sempre e solo il nord.
L'esperto di lingue straniere Constant che assume per l'impresa un numero spropositato di portatori , ben 30.000, ed ogni volta rischia il linciaggio per traduzioni errate.
E' guardato con sospetto e rabbia dalle varie popolazioni incontrate facendosi quasi sempre dei nemici.
Potrei continuare con il medico Prone che soffre delle malattie più disparate, dalla prostrazione alla carenza di ossigeno, che si cura con dosi massicce di champagne e riposo per poi cadere in depressione una volta che la scorta dell'amato "medicinale" si esaurisce.
Il capo della spedizione poi è la persona più indecisa, inutile e titubante di tutti loro. Si sente in dovere di conoscere i vari compagni tramite domande invadenti sulla loro vita amorosa e non si accorge di come lo prendano per il naso raccontandogli delle storie quanto mai assurde.
Una parodia su uomini che si considerano colti ,e decisamente più intelligenti dei primitivi e rozzi yogistani, che sarebbero morti di freddo e fame se proprio quest'ultimi non avessero agito di propria iniziativa.
In un susseguirsi di contrattazioni con i portatori, percorsi sbagliati, campi base che sembrano circoli del bridge a cui ritornare al primo accenno di difficoltà e continue malattie questo improbabile gruppo resterà via mesi per una missione a dir poco fallimentare.
Già il nome della cima fa pregustare come si svolgeranno gli eventi : K.O.!
Il libro è scorrevole e spassoso,il sottile humor impregna ogni pagina rendendolo particolarmente gradevole.
Lo consiglio per quando abbiamo bisogno di un libro che ci faccia sorridere e magari rallegrare una giornata pesante.






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