Recensione [Graphic Novel]: Da altrove e altri racconti di H.P. Lovecraft scritto e disegnato da Erik Kriek


Prezzo: € 16,00
Pagine: 112 in bianco e nero
Collana: Kina - Fumetto
Genere: Horror/Fantascienza
Editore: eris edizioni
Data di pubblicazione: Febbraio 2016 (seconda ristampa)

Howard Phillips Lovecraft (1890-1937) è riconosciuto come uno dei padri fondatori della letteratura dell'orrore. Le sue opere, diventate celebri solo dopo la sua morte, hanno avuto una grande influenza sulla fantascienza e sul cinema dell'orrore. Erik Kriek, uno dei grandi maestri del fumetto olandese, ha trasformato in immagini cinque dei piu famosi racconti di Lovecraft. Per rappresentare un mondo fantastico fatto di evocazioni di mostri innominabili e indescrivibili e di paure senza nome, Kriek si è ispirato ai famosi fumetti americani anni '50 della EC Comics. Il fumettista olandese restituisce perfettamente le visioni dello scrittore americano e si impone come maestro della narrazione di genere.

Dopo aver letto e apprezzato sotto ogni punto di vista Erik Kriek in "In the Pines", la raccolta di racconti incredibilmente affascinante di cui ancora oggi omaggio i miei occhi sfogliandolo ogni qual volta ne sento il bisogno, non potevo non leggere un'altra sua opera altrettanto interessante e affascinante che sempre grazie alla Casa Editrice Eris è andata ad arricchire la mia libreria: con Da altrove e altri racconti Erik Kriek riporta in auge un autore come H.P. Lovecraft che non dovrebbe essere mai dimenticato, un autore che viene definito come il precursore dell'horror e della fantascienza di cui Kriek ha ripreso ed illustrato cinque dei suoi più famosi racconti in maniera impeccabile, rendendoli ancora una volta più che mai attuali e soprattutto riuscendone a catturare l'essenza mettendo in evidenza proprio quello che Lovecraft in persona avrebbe voluto trasmettere ai suoi lettori: una paura semplice, ancestrale, per un qualcosa che non siamo in grado di conoscere e con cui, forse, non vorremmo mai avere a che fare.

In questo Graphic Novel, come vi dicevo prima, l'autore riporta, scrivendoli e disegnandoli e quindi riadattandoli al format del Fumetto, cinque dei racconti più famosi di H.P. Lovecraft, tre dei quali molti brevi: partendo da L'estraneo per arrivare a La maschera di Innsmouth passando da Il colore venuto dallo spazio, Dagon e Da altrove il lettore si ritroverà immerso nelle atmosfere che hanno reso celebre il maestro dell'horror, si sentirà pervaso da una paura antica e profonda che non credeva di poter provare e non potrà far altro che lasciarsi avvolgere dalla spirale di emozioni e sorprese che il fumettista olandese gli riserverà tavola dopo tavola. 

Caratterizzate ancora una volta dalle note cromatiche del nero e del bianco, le tavole sono perfettamente in grado di dare intensità ad ogni racconto rendendo il tutto decisamente più cupo, più spettrale e proprio per questo motivo ancora più reale e convincente. Il tratto risulta essere, esattamente come nel suo stile, molto netto e particolareggiatoben definito, ma mai tale da risultare pesante: resistere al fascino di queste linee è assolutamente impossibile, le tavole così come le storie raccontate al suo interno conquistano il lettore anche grazie al magnetismo che sono in grado di irradiare e credetemi, distogliere lo sguardo e rivolgerlo altrove sarà la cosa più difficile che tenterete di fare!


Elemento comune ad ogni racconto è quello del sovrannaturale, raffigurato da creature strane e orripilanti, con cui il lettore si ritroverà ad avere a che fare in modi differenti: in "L'estraneo", ad esempio, ci si accorgerà subito che è proprio il narratore ad essere quel qualcosa di cui si dovrebbe aver paura, una creatura che verrà svelata solo nella tavola finale creando aspettative, angoscia e tachicardie per nulla indifferenti; ne "Il colore venuto dallo spazio", invece, assistiamo ad un racconto all'interno della narrazione stessa e ci ritroveremo ad immedesimarci nella giovane coppia che, incuriosita più che mai, ascolta con interesse la voce stanca e melliflua di un vecchio signore attraverso i cui occhi scopriremo la verità circa uno strano meteorite che non ha portato altro che scompiglio nelle semplici ed ordinarie vite di campagna, assistendo così al declino di una famiglia per bene. In "Dagon" verrà esplorato, poi, il mondo marino ed in particolare il protagonista farà la conoscenza di un idolo e di una strana creatura minacciosa che gli sconvolgerà l'esistenza intera; con "Da altrove" torniamo nello spazio, all'opposto, e alla paura e alla sgradevole sensazione che forse su questo mondo non siamo gli unici abitanti attraverso scoperte scientifiche in grado di rivoluzionare un'ormai antica visione dell'intero universo. Ed infine, con il racconto più lungo, "Le maschere di Innsmouth" (e forse anche quello più conosciuto di Lovecraft) indagheremo su una cittadina fantasma stregata dalla morte insieme ad un giovane ragazzo che altro non voleva fare se non scoprire il mondo e che, invece, si è ritrovato a scavare nel suo passato alla ricerca del suo vero essere.

Inseriti nel tempo in cui furono scritti, questi racconti risultano essere fortemente innovativi e tutt'oggi, a mio avviso, rivestono un'importanza particolare in quanto affrontano tematiche per nulla trascurabili: al di là del voler intrattenere, quello che deve essere colto è lo spirito di Lovecraft nel raccontare storie tanto cupe e soffocanti che altro non sono se non la rappresentazione della condizione umana e dell'impossibilità di sfuggire al proprio destino. Tutto ciò che accade, accade per un motivo, nessuno è effettivamente artefice del proprio futuro, nessuno può costruirsi la storia della propria vita quando tutto è ormai predisposto e l'unica cosa che si può fare è, molto semplicemente, percorrere quel percorso impervio e faticoso che ci è stato riservato, inconsci dei pericoli che vi troveremo e delle gioie che lo stesso ci riserverà. E accanto a questo viene analizzato profondamente uno dei sentimenti che con più ritrosia l'essere umano arriva ad ammettere di provare: la Paura in ogni sua forma è simbolo di umanità, ci distingue da chi non riesce a provare alcun tipo di emozione e la sua negatività è solo del tutto soggettiva, l'abisso oscuro in cui ci fa cadere può trasformarsi in una rinascita e simboleggiare una nuova vita, oppure può rimanere semplicemente uguale e fine a se stesso, può trascinarci ancora più a fondo fino a raggiungere il punto di non ritorno, ed è qui che lei risulta essere vittoriosa.

Erik Kriek riesce perfettamente nell'intento di regalare queste emozioni e queste preoccupazioni al lettore rendendogli meno impervio un sentiero che tutti, prima o poi, dovremmo percorrere. Se volete avvicinarvi ad un autore come Lovecfrat, in primis, e Kriek, successivamente, Da altrove e altri racconti è il Graphic Novel più adatto, quello che con molta semplicità riesce a mescolare due mondi, quello della realtà e quello della fantasia, creandone una nuovo, vivido ed assolutamente credibile.

Commenti