giovedì 20 settembre 2012

Recensione: Un giorno solo, tutta la vita di Alyson Richman



Prezzo: € 18,00
Ebook: € 4,99
Pagine: 338
Editore: Piemme
Genere: Romanzo

Il giorno del matrimonio del nipote Josef riconosce tra gli ospiti una donna che ha fatto parte del suo passato: la moglie Lenka che credeva morta in un campo di concentramento... I ricordi riaffiorano e la mente torna al 1938 a Praga....

Sono stati scritti molti libri sulla seconda guerra mondiale e sulle atrocità del nazismo, ma ogni volta ogni libro ed ogni pagina scritta lasciano il segno... La storia si ispira a fatti realmente accaduti e molti dei personaggi citati sono esistiti veramente. Una trama purtroppo veritiera, che non lascia soazio ai se e ai ma, che porta con se i segni di una persecuzione ingiusta, ingiustificata e insensata.
I protagonisti principali sono Josef e Lenka, due studenti ebrei nati e cresciuti a Praga che si innamorano e che quando il nazismo arriva nella loro città decidono di sposarsi, ma per vari motivi finiranno per esser separati e per vari malintesi penseranno d'esser divenuti vedovi...
Lenka è una giovane studentessa d'arte, ama dipingere, ha mille sogni e un amore grande che la lascia senza fiato... Un personaggio in continua evoluzione che si definisce lei stessa all'inizio un pò egoista e superficiale, ma che pagina dopo pagina cresce, diviene donna e anche una guerriera che combatte per la sopravvivenza...
Josef studia medicina, vive le sue perdite e il suo dolore in silenzio, di nascosto... Lui non vivrà le atrocità della guerra in Europa, non conoscerà la deportazione, ma sentirà parlare di ciò che fu inflitto agli ebrei nei campi di concentramento. Da giovane studente di medicina diviene uomo, marito, padre e poi nonno: in ogni istante della sua vita non ha dimenticato i volti dei genitori, della sorellina e soprattutto della tanto amata moglie. Giorno dopo giorno i suoi fantasmi lo hanno accompagnato, non l'hanno mai lasciato solo e hanno continuato a vivere accanto lui...
Attorno a Josef e Lenka ruotano vari personaggi, ognuno ben caratterizzato, ognuno di loro si porta dentro un vuoto incolmabile, ha la pelle segnata da un dolore  che non si dimentica e che lascia cicatrici che non smettono di far male...
La storia viene raccontata in prima persona da Josef e Lenka alternativamente: sono i loro ricordi dopo la loro separazione. Josef racconta la sua vita da fuggitivo in America, ricordando la notte che è partito da Liverpool con la sua famiglia, il naufragio e la nuova vita in terra straniera. I ricordi di Lenka sono carichi di dolore, di perdite e di lacrime... Il lettore viene trasportato nel passato, vive con i protagonisti le loro perdite, prova il loro dolore e sente la rabbia salire per ogni morte ingiusta e senza senso, freme e piange con loro, spera pur sapendo già cosa accadde in quegli anni, quante vite vennero spezzate a causa della follia di un uomo...
La Richman descrive ogni luogo, ogni personaggio ed ogni avvenimento con grande minuzia, tanto che durante la lettura chi legge si sente coinvolto a 360°... Lo stile è accurato, il linguaggio è semplice e rendono la lettura scorrevole e mai noiosa. Per gli argomenti trattati e le descrizioni dettagliate il libro lo si legge con calma, a piccole dosi, poichè il coinvolgimento emotivo è totale e si viene completamente travolti dalla storia narrata.




valutazione 5

2 commenti: