venerdì 11 gennaio 2013

Anteprima: Noi siamo Anonymous di Parmy Olson

In libreria dalla prossima settimana per la casa editrice Piemme: Noi siamo Anonymus!


Anonymous balza agli onori delle cronache nel 2008 oscurando il sito di quei potentoni di Scientology. Antefatto: un altro sito, Gawker, aveva pubblicato un video con un improbabile Tom Cruise cheerleader per la chiesa/setta di Ron Hubbard. Il video era finito su youtube e Scientology aveva tentato di eliminarlo appellandosi a una violazione di copyright. Quando la notizia arriva a 4chan – originariamente un sito di incontro di varie sottoculture internettiane – i tempi sono maturi per una presa di coscienza del potere del web, o meglio del potere della massa attraverso il web. Secondo Parmy Olson, infatti, proprio quest’idea di “portare la gente a credere nel potere della massa” è stata una delle conquiste più significative del gruppo. In ogni caso, uno user di 4chan lanciò un messaggio: “È tempo di usare le nostre risorse per fare qualcosa in cui crediamo”.






Prezzo: € 19,00
Pagine: 500
Editore: Piemme

Il Libro

Spalle larghe, capelli a spazzola e sguardo fiero, Aaron Barr è stato un militare, esperto di crittografia e sistemi informatici. Adesso si è messo in proprio e vende i suoi servizi come esperto di sistemi di sicurezza al governo. Ultimamente, per farsi un nome, ha anche deciso di far meglio dell’Fbi nel risalire a un gruppo di hackeristi, chiamati Anonymous. Con uno pseudonimo, è entrato in contatto con alcuni di loro: Topiary, Sabu, Kayla. Una domenica di febbraio del 2011, a poche ore dalla finale del Super Bowl, Barr nota che il suo Iphone è stranamente silenzioso da un po’. Da troppo. Quello che scopre un attimo dopo, cambierà tutto. La sua mail è bloccata. Twitter pure. Il suo pensiero corre alle centinaia di file riservatissimi dell’Fbi, del Dipartimento della difesa e di grosse banche che ha in custodia, e che ora che stanno per essere rubati. Anonymous lo ha scoperto. Quella è la sua vendetta. Sono i “cyber-insorgenti”, giovanissimi anarchici della rete che hanno messo sottosopra Internet e minacciato la sicurezza delle principali istituzioni politiche, economiche e militari di tutto il mondo. Sono imprendibili ed estremamente organizzati. La maschera di Anonymus è il loro volto; il loro nome - LulzSec - significa “prendersi gioco della sicurezza”. Parmy Olson è l’unica giornalista ad avere incontrato faccia a faccia due dei leaders e ad avere avuto la loro piena collaborazione. Ora racconta tutto, come in un romanzo.


AUTRICE

Parmy Olson, giornalista e caporedattrice di Forbes Londra, è riuscita a fare ordine nel disordine, a dare nomi agli Anon, gli anonimi, o almeno, certo ad alcuni di loro. È riuscita, da donna, a infiltrarsi in una sommersa, criptica, non ben definita sottocultura maschile e a tornarne in superficie con “notevoli interviste agli antieroi di Anonymous”, scrive il Washington Post. Il suo lavoro è Noi siamo Anonymous, 4 stelle su Goodreads, pubblicato negli States per i tipi di Randome House lo scorso giugno. Dove Anonymous, di cui tutti abbiamo almeno una volta sentito parlare, è un collettivo di hacker – e non solo - attivisti internettiani, una forza politica, una legione nell’ombra, una maschera mobile e imprevedibile temuta dai potenti che non ha un’organizzazione centrale ne’ membri ufficiali. Se credi in Anonymous e ti definisci tale sei un Anonymous. Questo da fuori. Da dentro “un mondo paranoide i cui abitanti non si fanno mai domande personali e normalmente mentono sulle loro vite per proteggersi” scrive la Olson. Chi sono gli Anonymous? Più difficile dirlo ma per la maggior parte ragazzi o addirittura ragazzini britannici, americani, irlandesi, ma anche professionisti “sotto copertura”, in ogni caso, dice la Olson, “non sono persone normali in circostanze eccezionali. Ma persone straordinarie in circostanze straordinarie”. Come Jake Davis, alias “Tapiary”, con cui la giornalista è entrata in confidenza, 19 anni, delle isole Shetland, l’anno scorso uno degli uomini più ricercati del pianeta oggi libero sotto cauzione e in attesa di giudizio. Accusato di 5 reati di hackeraggio è il geniale comunicatore di LulzSec, un ramo “dissidente” di Anonymus -, come si legge sulla Kirkus - quello in cui la Olson è entrata in profondità. 



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