Recensione: Il parrucchiere di Auschwitz di Eric Paradisi


Prezzo: € 14,90
E-book: € 9,99
Pagine: 208
Editore: Longanesi
Genere: Romanzo

Maurizio ha vent'anni, lavora nel negozio dei genitori come parrucchiere, vive a Roma...Sembrerebbe tutto normale se non fosse che vive nel 1943 ed è ebreo. La sua vita scorre lenta e tranquilla, fino a quando non conosce Alba e si innamora e tutto sembra essere ormai perfetto, ma una notte che Maurizio è a dormire dalla fidanzata le SS fanno irruzione nel ghetto e portano via tutti gli ebrei, compresa la sua famiglia! Maurizio è costretto a nascondersi da Alba, ma un giorno arrivano i fascisti con alcuni soldati tedeschi e li arrestano: Alba viene torturata, Maurizio viene deportato ad Aushwitz, dove scoprirà gli orrori della guerra...


I libri sulla seconda guerra mondiale, la deportazione e il genocidio mi lasciano sempre un grande vuoto, ma anche un senso di rabbia ed impotenza eppure non smetto di leggerli ed anche se oramai so bene cosa accadeva nei Lager e in giro per l'Europa ogni libro è sempre una novità, c'è sempre qualcosa da scoprire e imparare su quegli anni così terribili.

Il parrucchiere di Aushwitz racconta la storia di Maurizio, anche se tra un capitolo e l'altro vi è qualche stralcio di vita della nipote Flor e personalmente non ho capito bene quale nesso ci sia tra le due storie, soprattutto perchè tutta la parte riguardante la nipote è assai confusa, poco delineata e non coinvolge particolarmente: è una sorta di viaggio nei sogni di Flor durante le sue ultime ore e tutto viene raccontato in maniera poco chiara, saltando da un discorso all'altro, la realtà è distorta da una specie di vaneggiamento della donna...
Invece tutta la parte relativa a Maurizio, Alba e i vari personaggi che in un modo o nell'altro sono entrati nelle loro vite è davvero molto bella e coinvolgente. 
È attraverso le parole di Maurizio che il lettore finisce dritto dentro il Lager, costretto ad osservare un popolo spogliato di tutto, umiliato, torturato e spesso massacrato senza una ragione. 
Tralasciando la parte di narrazione di Lucia, la nipote del protagonista, tutti gli altri personaggi di cui parla Maurizio sono ben delineati, con caratteristiche particolari, sono ben descritti sia fisicamente sia caratterialmente, sono veri, reali e mettono in mostra ognuno qualcosa di se: il modo in cui vengono descritti alcuni soldati delle SS o l'ufficiale fascista che  arrestò Lucia e Maurizio è così reale, così forte che si ha l'impressione di averli davanti agli occhi. Ma non sono solo i personaggi ad esser descritti con grande intensità, anche le scene di violenza riescono ad arrivare dritte al lettore, che le vive e osserva inerme.
La maniera in cui Maurizio descrive i prigionieri di Aushwitz il suo primo giorno nel Lager spezza il cuore del lettore, che ancora una volta si ritrova davanti agli orrori di una guerra senza senso e dall'inizio fino a dopo la liberazione soffre con Maurizio, si arrabbia insieme a lui e con lui si sente tradito da politici e Italiani, che nonostante fossero appena usciti da una guerra sanguinosa, finiscono per rimettere al potere il centro destra... 
Nella prima parte del libro quindi assistiamo ai 10 mesi che Maurizio vive nel Lager, fa amicizia con Jonas il pittore e grazie al mestiere imparato da ragazzo riesce ad essere un "privilegiato", usato per rasare i suoi carnefici o per pettinare le loro prostitute... Tutto come ho detto è descritto vividamente, in maniera cruda, senza girarci intorno e senza cercare di addolcire la pillola al lettore, perchè alla fine in qualche modo si sta leggendo la storia vera di qualcuno che ha davvero lottato contro la fame, la sete, il freddo e la violenza.
La lettura scorre velocemente, tranne per i capitoli riguardanti la nipote di Maurizio, in cui difficilmente il lettore riesce a trovare un senso, annoiandosi in attesa di scoprire come ha continuato la sua vita Maurizio anche dopo esser stato liberato. Impossibile non farsi coinvolgere dalla vita del protagonista ed è anche impossibile staccare gli occhi da libro, interromperne la lettura e quando lo si fa ci si domanda "chissà cosa accadrà ora", perchè Paradisi nel suo libro mostra un altro spaccato della vita nei Lager, svela qualche altro segreto che non tutti magari conoscono e poi passa ad analizzare attraverso Maurizio come gli Italiani e alcuni ebrei sono tornati a vivere dopo la guerra e ciò che ci mostra non è affatto bello, delude nel profondo e colpisce il lettore con potenza, come uno schiaffo in pieno volto.
Paradisi coinvolge emotivamente, mostra i tormenti dei protagonisti e ancora una volta ci obbliga a riflettere su ciò che accadde più di 60 anni fa... Il finale non è affatto scontato e lascia nel lettore una certa angoscia, perchè dopo aver detto addio a Maurizio e agli altri personaggi incontrati in 208 pagine resta la sensazione che in realtà tutto ciò non finirà mai, consapevoli che da qualche parte nel mondo c'è chi ha una storia simile da raccontare!
Purtroppo a causa della parte dedicata alla nipote di Maurizio non mi sento di dare una valutazione piena, ma nonostante ciò mi sento comunque di consigliarlo caldamente, perchè
Il parrucchiere di Aushwitz, pur non essendo una lettura facile o il classico libro che si compra per perdersi e rilassarsi, è senza dubbio uno di quei libri che tutti almeno una volta dovremmo leggere...






valutazione 5

Commenti

  1. Sai che anche a me piace leggere libri di quel periodo, tra quelli che mi sono rimasti più a cuore sono "Il Diario Di Anna Frank" e "Ho Sognato La Cioccolata Per Anni", e devo dire che questo mi piace tantissimo, dal titolo sembra tutt'altra cosa. veramente bello e bellissima recensione

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  2. Non ho mai letto un libro ambientato in quel periodo a credo che non avrei neanche il coraggio di leggerlo purtroppo! :(

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  3. Io faccio molta fatica a leggere romanzi ambientati nel periodo di guerra :(

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  4. Io adoro i libri ambientati nel periodo dell'olocausto, anche se sono sempre molto toccanti. Penso che quel periodo debba rimanere impresso nella memoria di tutti.

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