Recensione: Le spade dei Drenai di David Gemmell

Tenaka sentiva il vento fresco sul viso e sorrideva.
Solo in quel luogo poteva sentirsi un uomo intero.
Mezzo Nadir, mezzo Drenai.. niente, in definitiva, un prodotto della guerra, un simbolo incarnato di una pace incerta. Era accettato dalle tribù con fredda cortesia poiché nelle sue vene scorreva il sangue di Ulric, ma c'era poco cameratismo nei suoi confronti. Per ben due volte nel corso della storia le tribù erano state respinte dai Drenai. La prima volta quando il leggendario Conte di Bronzo difese Dros Delnoch dalle schiere di Ulric. La seconda volta, vent'anni prima, l'esercito di Jongir era stato decimato dai Dragoni.
Ora c'era Tenaka, un memento vivente di quella sconfitta.


Prezzo: € 16,90
Pagine: 352
Genere: Fantasy
Editore: Fanucci
Data di pubblicazione: 19 Novembre 2015 (Prima edizione risalente al 1985)

Cento anni dopo l'assedio di Dros Delnoch, i Drenai sono soggiogati da un imperatore tirannico e folle, Ceska, che impone il suo volere servendosi delle Unioni, creature abominevoli e feroci, e dei Templari Oscuri, una perfida élite dotata di sorprendenti poteri magici, il cui vero scopo è impadronirsi dell'impero manipolando l'imperatore. Tenaka Khan, un principe mezzosangue odiato dai Drenai per le sue origini nadir e dai Nadir per il suo sangue drenai, è il solo ad avere un piano per distruggere l'imperatore. Contando sul prestigio che gli proviene dall'aver fatto parte dell'élite dei Dragoni, si pone a capo di una rivolta che ha come centro la città di Skoda. Ma le forze fedeli all'imperatore sono soverchianti e a Tenaka non resta che chiedere l'aiuto delle tribù dei suoi antenati nadir. In vista dello scontro finale, eroi provenienti da genti diverse si uniscono con un solo fine: abbattere il regno di Ceska e cancellare per sempre il ricordo delle sue mostruose creature. Tutti sanno però che affidarsi a un mezzosangue Nadir vuol dire scendere a patti con il più antico e irriducibile dei nemici...

Avete presente la sensazione che vi fa sentire un certo attaccamento verso un autore? Quella che non vi permette di stare un'ora sola senza un suo libro in mano perché anche solo possederlo vi fa stare bene? Questo per me è David Gemmell, con lui ho riscoperto il piacere vero del fantasy puro, dell'epic fantasy mai noioso e sempre più accattivante ed emozionante, ma non solo: con questo autore si approda davvero nel piacere della lettura. Presa dall'entusiasmo del primo capitolo del Ciclo dei Drenai, non potevo non continuare la storia dei cavalieri Drenai e Nadir, perennemente in guerra tra loro, e mi sono tuffata nel secondo capitolo, Le spade dei Drenai, dove ancora una volta David Gemmell ha saputo sorprendermi.
Esattamente cento anni dopo l'assalto di Dros Delnoch, ci ritroviamo in compagnia dei Drenai, e dei Nadir successivamente, con i diretti discendenti dei protagonisti precedenti, Rek e Druss, ma ancora una volta il popolo si trova difronte ad un grande pericolo: il loro legittimo imperatore, Ceska, è un tiranno spietato, un essere umano, se così si può definire, pronto a tutto pur di sottomettere al suo volere l'intero Impero, anche a costo di servirsi di creature orripilanti con una forza sovrumana, le Unioni, una sorta di fusione tra animali e umani, e di una élite di uomini dotata di poteri sorprendentemente magici, i Templari Oscuri, una grande forza oscura. L'unico modo per salvare Skoda, la cittadina dell'impero direttamente interessata, e tutto il popolo Drenai, è affidare la guida del piccolo esercito di montanari ad un valoroso generale, Tenaka Khan, seppur con mille dubbi: è vero, Tenaka componeva il Dragone, un gruppo di guerrieri tenaci e valorosi, ma è un mezzosangue poiché oltre a possedere sangue Drenai, essendo il discendente del Conte di Bronzo, è macchiato anche di sangue Nadir, acerrimi nemici dei primi, essendo diretto discendente anche di Ulric, signore delle Teste di Lupo, la tribù più importante, numerosa e potente di tutto il popolo. Riusciranno i Drenai a sconfiggere i pregiudizi e le ostilità ed affidarsi così alla guida di Tenaka? Quest'ultimo, coadiuvato da vecchi amici, anche loro facenti parte del Dragone, quale Ananais e Decado, riuscirà a riunire le due popolazioni, prendendone il comando o sarà costretto a perire? In un susseguirsi di battaglie, sentimenti, rancori, paure e trionfi David Gemmell ha dato vita ad una storia epica.

"Il mondo è un luogo triste" gli fece notare la ragazza "pieno di morte e terrore. Perché il male è più forte dell'amore?"
"Chi lo ha detto?" rispose lui.
"E' un po' di tempo che non vivi tra i Drenai, vero? Gli uomini come Aulin sono perseguitati come criminali, i contadini sono massacrati perché non riescono a soddisfare le assurde richieste imposte dall'imperatore, le arene sono piene di gente che urla e ride mentre creature immonde fanno a pezzi donne e bambini. E' uno schifo! Tutto."

Fin dalle prime pagine, già dal Prologo, il lettore intuisce a cosa si troverà davanti e cosa dovrà affrontare nel corso della lettura: mille e più emozioni lo investiranno con tutta la loro forza, sentimenti contrastanti si impossesseranno del suo corpo, i personaggi del libro diverranno i suoi impavidi amici, nulla avrà più un senso senza i Drenai e senza i Nadir, entrerà in un modo in cui non vi è via d'uscita.
La storia è costruita benissimo, con un filo logico inespugnabile e colpi di scena in grado di arricchire notevolmente le vicende narrate, ed è di un'intensità e di una maestosità tali da tenere incollati i lettori alle sue pagine, rendendoli incapaci di chiudere il libro, assorbendoli completamente tramite l'uso delle parole ed incuranti di tutto ciò che li circonda si ritroveranno essi stessi parte delle avventure e delle feroci battaglie combattute dai protagonisti.
Ancora una volta, poi, spiccano su tutto i personaggi, creati e sviluppati con intelligenza e maestria: Tenaka Khan, il vero protagonista della vicenda, è uomo dedito al combattimento e molto abile con le spade, dai movimenti rapidi e molto fluidi, per questo motivo denominato Spada Danzante, ma possiede anche un animo molto umano che nel corso della lettura il lettore scoprirà piacevolmente, il paragone con l'eroe del primo libro, Regnak, è immediato poiché in molte occasioni Tenaka lo ricorderà nei gesti e nelle parole, ma l'autore è stato davvero molto bravo a non far assimilare troppo i due, non li ha resi uno il doppione dell'altro e amarli entrambi non risulterà assolutamente difficile; Ananais, vecchio amico di Tenaka, detto il Dorato, appellativo atto a ricordarne l'aspetto fisico, è uomo possente con un passato doloroso, ma altalenante alle spalle che ha saputo forgiarlo nell'animo e nel corpo, fino all'ultimo momento si fiderà del compagno Dragone e conquisterà i cuori di molti lettori che vedranno in lui un eroe sensibile e forte allo stesso tempo; Decado, il Glaciale, è un altro componente del Dragone, grande amico dei primi due, è uomo dedito alle battaglie e alle guerre, il suo unico scopo di vita è guardare la morte in faccia e sconfiggerla, fino a quando però, resosi conto di essere arrivato al limite, decide di cambiare strada e troverà rifugio verso i Trenta, i preti guerrieri, il gruppo riformatosi dopo l'assedio di Dros Delnoch, incurante ma non incosciente del fatto che presto la sua vecchia vita ritornerà a bussare alla sua porta; Renya, amante di Tenaka, è una donna all'apparenza gracile, ma ha un temperamento ed una forza in grado di far inginocchiare un uomo al suo cospetto, è uno dei personaggi che più ho amato nel libro, rappresentazione del lato guerriero e quasi animalesco delle donne; Rayvan, invece, è la donna su cui tutta Skoda fa affidamento, con una grande forza d'animo, fiducia e amore per il suo popolo, sarà in grado di guidare i suoi montanari verso un orizzonte forse più roseo, sicuramente più umano; Valtaya entra in scena grazie al coraggio ineguagliabile di Ananais che sarà in grado di salvarla, dimostrerà di possedere sangue freddo e di essere dotato di un sentimento altruistico molto forte durante le innumerevoli battaglie prendendosi cura dei feriti, ma francamente l'ho sempre trovata una donna debole, quanto meno rispetto alle altre; infine, molti altri personaggi si sono susseguiti nel libro, come Galand o Pagano, Luke o Parsal, tutti degni di nota e tutti altrettanto valorosi, ma una cosa accomuna ognuno di essi: tutti subiscono un cambiamento più o meno profondo nel proprio animo e ancora una volta ho potuto apprezzare Gemmell nel suo descriverli non tralasciando nulla al caso, prospettando un eroe valido e coraggioso da un lato, ma altrettanto sensibili e accecato dai sentimenti dall'altro e credetemi, non ho ancora trovato qualcuno che sappia farlo come lui.
Le descrizioni si superano l'una con l'altra grazie ad una ricca presenza di particolari sia paesaggistici sia di guerriglia e questo contribuisce sicuramente a rendere il tutto talmente tanto vivido da sembrare quasi reale, pur trattandosi di un fantasy: il lettore sarà in grado di ritrovarsi perfettamente nelle valli e tra le montagne di Skoda, di immaginarsi la ferita morale inferta al nemico e l'aspetto fisico di ognuno dei protagonisti quasi fosse lì con loro a vivere, amare, soffrire e perire sotto l'assedio nemico.
Il finale, decisamente consono al ritmo della storia, lascerà nel lettore un senso di smarrimento ed incertezza, ma soprattutto un senso di solitudine: una volta chiuso il libro sentirete la mancanza dei personaggi e delle loro avventure nell'immediato e l'unico pensiero che farete sarà esattamente lo stesso che ho fatto io, "adesso l'unica cosa che voglio è il terzo libro".
Lo stile si conferma essere molto scorrevole, semplice ma al contempo specifico e mirato a far innamorare il lettore dei personaggi e della storia creata.
David Gemmell è stato in grado ancora una volta di dare vita ad una storia epica, senza ma e senza se.

valutazione 5

Commenti

  1. Eh vale sarò io ma sto libro , proprio non mi dice niente, anche perche con tutti questi nomi strani, mi confondo.

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    1. Ti ci abituerai subito, fidati! ;) se poi non ti prende proprio la trama è un altro discorso, ma io l'ho amato!

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