Recensione: Grey's Pride di Claudia Riconda

Se tutti noi fan di Grey's mettessimo un dollaro a testa, potremmo costruire un gigantesco Seattle Grace dotato di Concorde personalizzati capaci di venire a prendere noi ipocondriaci in qualsiasi città e portarci in 2 - 3 minuti davanti a quell'ingresso così familiare dove i nostri ragazzi ci aspettano (sotto la pioggia) con le vestine gialle allacciate dietro al collo e il dottor Webber che dice: cosa abbiamo qui?


Prezzo: € 4,99 (eBook) - € 9,99 (cartaceo)
Pagine: 76
Genere: Pamphlet ironico 
Editore: goWare
Data di pubblicazione: 4 Dicembre 2015

Possiamo non dirci devoti di Grey's Anatomy? No, non possiamo. Grey's Anatomy ci ha cambiato la vita: ora sappiamo cosa vuole dire clampare l'aorta e siamo perfettamente in grado di fare una tracheotomia per strada, a un uomo schiacciato da un camion, usando la nostra penna Parker. La famiglia di Grey's Anatomy è ormai la nostra famiglia. Meredith, Cristina, Owen, Derek e tutti gli altri dottori. A loro possiamo perdonare tutto, fughe e tradimenti, diagnosi strampalate e sbagli clamorosi in sala operatoria. Tutto, tranne una cosa: che non esistano nella realtà.

Sono un'irriducibile amante delle serie Tv e la mia rubrica Popcorn e.. lo testimonia senza ma e senza se, e potevo mai farmi mancare, tra le tante, il più famoso medical drama degli ultimi tempi? Ovviamente no! Grey's Anatomy mi ha catturata molto gradualmente, episodio dopo episodio, e non appena la Casa Editrice goWare ci ha informati di questa uscita non potevo perdermela ed ho colto anche l'occasione di passare qualche ora in assoluta spensieratezza, tra sonore risate ed enormi sorrisi grazie a Grey's Pride.
In questo pamphlet ironico l'autrice mette nero su bianco l'ossessione, perché di questo si parla, di tutti i milioni di fan del mondo per una delle serie più viste in questi anni, Grey's Anatomy, ossessione che se da una parte risulta controproducente, dall'altra ha quanto meno inculcato in ognuno di essi una sorta di conoscenza medica per nulla scontata. Attraverso i protagonisti e le loro vicende, le diverse morti più o meno brutali e dolorose, e l'occhio della creatrice della serie, Shonda Rimes, Claudia Riconda ci regala una visione ampia del medical drama, ironica e assolutamente veritiera e di come questo abbia cambiato la vita ad ogni singolo spettatore.

Per quelli come me, e se siete come me non potrete che darmi ragione, c'è solo una cosa intollerabile in questo mondo: che il Seattle Grace Hospital non esista. Che sia solo una fortunata allucinazione uscita dall'encefalo di Shonda Rimes appena trapanato dal dottor Shepherd. Le guerre, la fame nel mondo, perfino Ebola: tutto in qualche modo si può sopportare. Ma che il Seattle Grace non esista, questo no.

Durante la lettura ho scoperto di essere particolarmente in sintonia con l'autrice e credo che questo sia uno dei tanti motivi che mi ha fatto apprezzare particolarmente il pamphlet: come lei, anche io preferisco la mitica Cristina Yang all'assoluta protagonista Meredith Grey, anche se devo dire che ultimamente la sto rivalutando, ed esattamente come Claudia Riconda avrei preferito assistere a qualche lieto fine ogni tanto, soprattutto in materia di matrimoni e vite di coppia, ma immagino che ogni fan accanito della serie televisiva sia d'accordo su questo. 
Ho apprezzato, poi e soprattutto, il modo in cui l'autrice ha deciso di scrivere questo libro perché al di là dell'ironia facilmente percepibile, la decisione di inserire una sorta di dialogo, di cui si leggono solo le sue battute, con la dottoressa asiatica alla fine di ogni capito è stata davvero fenomenale ed a mio avviso molto originale e più volte, anzi diciamo anche per ogni singola pagina, mi ha fatto sorridere, veramente.
Inoltre, la scrittrice ha toccato temi molto profondi che vengono affrontati nello show televisivo: lasciando da parte la caratteristica prima della produttrice, ossia la capacità di provocare morti particolarmente sgradite, si parla veramente di tutto, a partire dall'aborto, e dalle mille discussione che ne sono nate e che ancora oggi popolano i nostri giornali, all'accanimento terapeutico, anche questo un argomento molto spinoso, fino ad arrivare alle diversità sessuali, come gay e lesbiche siano ben inseriti all'interno dell'ospedale più famoso del mondo e di come effettivamente ci vorrebbe un po' più di coscienza ai giorni nostri.
L'ironia, poi, non lascia il lettore nemmeno giunto alle ultime pagine quando un argomento a me molto gradito viene tirato in ballo, lo Spoiler: ebbene sì, ho una grande confessione da fare, io mi rovino le puntate da sola andando a cercare anticipazioni in giro con molto serietà e facilità e pensavo di essere l'unica pazza, ma Claudia Riconda mi ha fatto sentire meno sola affermando: "Ma la tentazione di ogni tentazione, per noi fanatici di Grey's, ha un solo nome: spoiler.", e mi ha rincuorato facendomi sentire parte di una grande comunità di ossessionati e particolarmente pazzi, per cui non mi resta che ringraziarti cara Claudia, con il cuore.

Finita una puntata si vorrebbe subito sapere se Amelia e Owen faranno pace, se la Kepner salterà su una mina antiuomo, e se Webber e Catherine Avery divorzieranno dopo la prima notte di nozze. L'attesa di una settimana, o peggio ancora di nuove mesi per l'inizio di una nuova stagione, è qualcosa di insopportabile.

Insomma, per molti versi ho trovato questo pamphlet sì esilarante, ma anche molto costruttivo, il che può sembrare assurdo, ma vi assicuro che sotto molti aspetti è stato esattamente così e per questo motivo mi sento di consigliarlo a chiunque: amanti o no della serie vi farete delle sonore risate e comincerete a guardare e considerare certi argomenti, perché no, da un punto di vista decisamente differente.
In ultimo, lo stile risulta essere molto pulito, diretto e scorrevole, in una sola parola: perfetto.

valutazione 5

Commenti

  1. sicuramente questo e un libro per i fan di Grey's Anatomy, io non essendo uni di questi non posso capire al meglio il libro, ma sembra ben fatto

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  2. Io non seguo molto le serie TV ma posso dire che grey's è l’unica che continuo a vedere (e bisogna dirlo dopo tanti anni, siamo fedeli stacanovisti!). Anche il mio personaggio preferito è la Yang e credo di essere fortunata perché è una delle poche uscite dallo show senza fare una brutta fine! Seguo la programmazione americana ma non amo lo spoiler, anzi me ne tengo alla larga, perché preferisco gustarmi la puntata settimana per settimana.
    Direi che con questo libro, la scrittrice farà leggere anche i più restii alla lettura! Poi se tutto è condito con toni allegri e dinamici sarà un’ottima cura per alleviare i 12 anni di traumi e sofferenze che la Rhimes ci ha regalato in tutte queste stagioni!

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