[BlogTour] Il gusto di uccidere di Hanna Lindberg: Cinque ingredienti per leggere il libro - 6° Tappa
Ciao a tutti Lettori e ben trovati!
Eccezionalmente di domenica, torna sul blog il nuovo romanzo di Hanna Lindberg, di cui vi ho parlato solo qualche giorno fa, per la Sesta (e penultima) Tappa del BlogTour ad esso dedicato. Come racchiudere in soli cinque elementi l'essenza de Il gusto di uccidere?
Eccezionalmente di domenica, torna sul blog il nuovo romanzo di Hanna Lindberg, di cui vi ho parlato solo qualche giorno fa, per la Sesta (e penultima) Tappa del BlogTour ad esso dedicato. Come racchiudere in soli cinque elementi l'essenza de Il gusto di uccidere?
IL GUSTO DI UCCIDERE.
IL GUSTO DI UCCIDERE
di Hanna Lindberg
Prezzo: € 20,00 | Ebook: € 9,99
Pagine: 416 | Genere: Thriller
Editore: Longanesi | Data di pubblicazione: 31 Gennaio 2019
Il Cuoco d’Oro: l’evento al quale chiunque abbia, o aspiri ad avere, un ruolo nel prestigioso mondo della gastronomia svedese non può non partecipare, una serata che riserva sempre grandi sorprese. Solveig Berg, la più spregiudicata giornalista d’inchiesta di Stoccolma, sempre alla ricerca dello scoop, si è assicurata l’ingresso allo Stockholm Grotesque, il noto ristorante che ospita il premio. Tutti sembrano puntare su Florian Leblanc o su Jon Ragnarsson – due chef stellati un tempo soci, ora rivali. Ma proprio al momento dell’annuncio del vincitore le luci si spengono improvvisamente e un colpo di pistola sovrasta il brusio della sala, uccidendo Vanja Stridh, il capo di Solveig. Le indagini sull’accaduto iniziano rapidamente, ma Solveig capisce subito che la polizia sta imboccando una pista sbagliata, soprattutto a causa di quello che Vanja le ha bisbigliato prima di morire. Tra le sale e le cucine dei ristoranti di lusso della città, la giornalista si troverà così ad affrontare nuovi intrighi, una mente criminale imprevedibile... e le ombre del suo stesso passato. Una sua vecchia conoscenza, Lennie Lee, ex fotografo di moda che ha visto la sua rivista scandalistica disfarsi e chiudere i battenti durante la sua permanenza in carcere, è finalmente tornato a Stoccolma dopo tre anni. Ha perso tutto, ma è pronto a rifarsi investendo questa volta nella ristorazione, e spende i suoi ultimi risparmi per acquistare un food truck. Le strade di Lennie e Solveig sembrano destinate a incrociarsi di nuovo…
Cinque ingredienti per leggere il libro
Sotto molti punti di vista cucina e letteratura, pur essendo mondi distanti destinati comunque ad intrecciarsi nel tempo, hanno, a modo loro, elementi e necessità comuni: studio, precisione, volontà di innovare, passione ed un amore incredibile sono per entrambe le discipline caratteristiche imprescindibili per rincorrere e forse raggiungere il tanto agognato successo, ma Hanna Linberg con Il gusto di uccidere ci sarà riuscita? In cinque motivi/ingredienti vi dico perché la risposta a questa domanda non può che essere affermativa.
1. AMBIENTAZIONE. Elemento principe del romanzo è, senza alcun dubbio, il contesto all'interno del quale le vicende prendono pian piano possesso della scena: sfruttando molto sapientemente il momento di gloria che il mondo della ristorazione sta vivendo, Hanna Lindberg riesce a dipingere con dovizia di particolari un ambiente difficile da penetrare, ma incredibilmente interessante da osservare, ricreandone dinamiche e sentimenti con una certa maturità artistica assolutamente non sottovalutare.
2. MATURITÀ PSICOLOGICA DEI PERSONAGGI. Mettendo a confronto Il gusto di uccidere e Stockholm Confidential, primo libro arrivato in Italia di Hanna Lindberg con Longanesi, non può non saltare all'occhio la maturazione caratteriale, ma soprattutto psicologica che i due personaggi principali dell'uno e dell'altro romanzo, Solveig Berg e Lennie Lee, affrontano: a partire dalla propria personalità fino ad arrivare ai rapporti che intrecciano, entrambi si fanno portatori di una profondità ed un'intensità d'animo non indifferente, capace di fare la differenza, rendendoli oltre che più affascinanti decisamente più umani e verosimili.
3. RITMO NARRATIVO. Pur costituendo un elemento particolarmente discusso, il ritmo del romanzo rappresenta appieno, a mio personale giudizio, il fascino della vicenda: un incedere studiatamente lento caratterizza, infatti, la prima parte del libro dando ad ogni pagina quell'atmosfera tesa ed angosciante destinata ad esplodere nella sua seconda metà, in cui, invece, adrenalina e mistero prendono il sopravvento trasformando il tutto in un autentico thriller mozzafiato.
4. RETROGUSTO AMARO DELLE TEMATICHE. Spesso le emozioni più forti trovano nelle lacrime la valvola di sfogo perfetta ed Hanna Lindberg ha dimostrato di esserne del tutto a conoscenza: alternando al presente, la narrazione di un passato il cui protagonista si scoprirà solo nelle pagine finali, l'autrice è riuscita, infatti, a dare spazio ad una tematica, come quella della guerra, nei confronti della quale rimanere indifferenti è impossibile, riguardandola però da un punto di vista nuovo, quasi inusuale, capace di suscitare una sana commozione.
5. LA DISCESA NELL'OSCURITÀ DELL'ANIMO UMANO. Uno dei più interessanti fili conduttori del romanzo è, senza alcun dubbio, l'efficace messa a nudo dell'animo umano, il quale si rivelerà, attraverso immagini e parole, contenitore di una vera e propria battaglia tra bene e male, tra luce ed oscurità, in cui spesso è proprio quest'ultima a prevalere.
1. AMBIENTAZIONE. Elemento principe del romanzo è, senza alcun dubbio, il contesto all'interno del quale le vicende prendono pian piano possesso della scena: sfruttando molto sapientemente il momento di gloria che il mondo della ristorazione sta vivendo, Hanna Lindberg riesce a dipingere con dovizia di particolari un ambiente difficile da penetrare, ma incredibilmente interessante da osservare, ricreandone dinamiche e sentimenti con una certa maturità artistica assolutamente non sottovalutare.
2. MATURITÀ PSICOLOGICA DEI PERSONAGGI. Mettendo a confronto Il gusto di uccidere e Stockholm Confidential, primo libro arrivato in Italia di Hanna Lindberg con Longanesi, non può non saltare all'occhio la maturazione caratteriale, ma soprattutto psicologica che i due personaggi principali dell'uno e dell'altro romanzo, Solveig Berg e Lennie Lee, affrontano: a partire dalla propria personalità fino ad arrivare ai rapporti che intrecciano, entrambi si fanno portatori di una profondità ed un'intensità d'animo non indifferente, capace di fare la differenza, rendendoli oltre che più affascinanti decisamente più umani e verosimili.
3. RITMO NARRATIVO. Pur costituendo un elemento particolarmente discusso, il ritmo del romanzo rappresenta appieno, a mio personale giudizio, il fascino della vicenda: un incedere studiatamente lento caratterizza, infatti, la prima parte del libro dando ad ogni pagina quell'atmosfera tesa ed angosciante destinata ad esplodere nella sua seconda metà, in cui, invece, adrenalina e mistero prendono il sopravvento trasformando il tutto in un autentico thriller mozzafiato.
4. RETROGUSTO AMARO DELLE TEMATICHE. Spesso le emozioni più forti trovano nelle lacrime la valvola di sfogo perfetta ed Hanna Lindberg ha dimostrato di esserne del tutto a conoscenza: alternando al presente, la narrazione di un passato il cui protagonista si scoprirà solo nelle pagine finali, l'autrice è riuscita, infatti, a dare spazio ad una tematica, come quella della guerra, nei confronti della quale rimanere indifferenti è impossibile, riguardandola però da un punto di vista nuovo, quasi inusuale, capace di suscitare una sana commozione.
5. LA DISCESA NELL'OSCURITÀ DELL'ANIMO UMANO. Uno dei più interessanti fili conduttori del romanzo è, senza alcun dubbio, l'efficace messa a nudo dell'animo umano, il quale si rivelerà, attraverso immagini e parole, contenitore di una vera e propria battaglia tra bene e male, tra luce ed oscurità, in cui spesso è proprio quest'ultima a prevalere.









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