Recensione: La strega di Baratti di Stelio Montomoli
LA STREGA DI BARATTI
Prezzo: € 13,50 | Ebook: € |
Pagine: 196 | Genere: Narrativa|
Editore: Ouverture |
Data di pubblicazione: 1 Gennaio 2014
Trama
Cosa successe a Baratti nel 1200? Chi era la donna dai chiodi in bocca e inchiodata al terreno? Che relazione aveva con la vicina sepolta insieme ad alcuni dadi? Stregoneria, superstizione o violenza gratuita verso le donne? Dopo il misterioso ritrovamento da parte degli archeologi impegnati negli scavi a Baratti, due ragazzi si interrogano e indagano su questo strano caso.
IL MIO PENSIERO SUL LIBRO
Nel 2011 a Baratti, vicino alla cappella di San Cerbone, sono state trovate due sepolture "anomale" ovvero due tombe, contenenti scheletri di donne.
Uno scheletro è più giovane, ed è stato sepolto con circa 15 dadi da gioco, mentre l'altro scheletro è di una donna sui 45- 50 anni, inchiodata a terra con 9 chiodi, uno infilato nel cuore e 5 altri infilati in bocca.
Gli archeologi si chiedono ancora cosa può essere successo a quelle donne nel 1300, ma non avendo altri riferimenti è difficile ricostruire l'accaduto.
Sarà che sono nata e vissuta vicino Baratti, ma questo avvenimento, al tempo, mi aveva davvero incuriosito, e quando mi sono imbattuta nel libro di Stelio Montomoli, sono stata davvero felice di leggerlo.
La trama prende spunto da questa vicenda vera, e l'autore ricostruisce quello che potrebbe essere successo alle due donne.
Sinceramente sono rimasta stupita come ciò che viene narrato delle due donne risulti verosimile, a tal punto che alla fine del libro si ha quasi la convinzione che l'autore abbia in qualche maniera "visto" ciò che è successo 700 anni prima.
Matteo e Denise vengono a conoscenza del particolare ritrovamento.
Denise ne rimane colpita e convince Matteo ad andare a Baratti perché vuole vedere la "tomba anomala" con i suoi occhi.
I due giovani resteranno talmente affascinati da questa storia che inizieranno a fare supposizioni, finché non giungeranno a una personale verità.
Mentre i due giovani svolgono la loro indagine, l'autore fa rivivere le due donne così da far intrecciare passato e presente.
E' così che veniamo a conoscenza di Iade e della sua giovane cugina Lorica, di Gradulfo, di suo figlio Achille e del suo fratello minore Agigulfo.
I personaggi sono ben caratterizzati e tridimensionali e lo stile di scrittura scorrevole e godibile.
La storia del "passato" è avvincente e i dialoghi sono coerenti e danno una vera voce ai protagonisti.
Bella l'ambientazione che riesce davvero a immergere il lettore in un altra era.
Non è facile recensire un libro così, perché non è un libro archeologico, ma nemmeno un romanzo vero e proprio, sicuramente posso dire che mi ha emozionato e coinvolto.
Consigliato a tutti coloro che amano l'archeologia misterica e a tutte le persone curiose.









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