Recensione: Non si uccide per amore di Rosa Teruzzi
NON SI UCCIDE PER AMORE
di Rosa Teruzzi
Pagine: 159 | Genere: Thriller |
Editore: Sonzogno| Data di pubblicazione: Marzo 2018
Trama
IL MIO PENSIERO SUL LIBRO
Ecco che ritrovo Libera e la sua arzilla mamma Iole. Due detective decisamente sopra le righe ma efficaci ed acute.
Questa volta Libera dovrà riaffrontare il dolore della perdita del marito e sarà un biglietto ritrovato nella sua camicia a farla insospettire.
L'aveva scritto una donna... un'amante? Un'informatrice? La sua assassina?
Recava proprio la data in cui lui è stato assassinato.
Libera vorrebbe scoprire finalmente chi ha ucciso Saverio ed una debole pista sembra farsi strada attraverso il tempo.
Grazie al giornalista/segugio Cagnaccio riuscirà a trovare gli indizi giusti che la guideranno dritta verso personaggi loschi e decisamente poco raccomandabili ed in giro per l'Italia fino alla Calabria ed al Nord-Est.
In un'atmosfera tra il cupo ed il faceto le due donne riusciranno ad attirare l'attenzione pericolosamente e sarà la prontezza di spirito dell'anticonformista Iole a tirarle fuori dai guai.
Naturalmente riusciranno a risolvere il mistero e forse Vittoria, la figlia di Libera, sarà un po' meno rabbiosa del solito sapendo che giustizia è stata fatta.
L'autrice riesce magistralmente a dar di nuovo vita alle nostre eroine e pian piano conosciamo sempre un pezzetto in più di questa famiglia un po' strampalata.
La trama è ben sviluppata ed originale, si nota uno studio accurato dei fatti di cronaca per riuscire a dar vita ad una storia reale ed allo stesso tempo avvincente e coinvolgente.
I personaggi maschili anche questa volta sono figure marginali e spesso non fanno delle gran belle figure, si punta molto sulla naturale propensione femminile al multitasking ed al loro intuito quasi infallibile.
Un plauso enorme a questa bravissima autrice di thriller intrisi del fascino sessantottino di Iole e dall'amore per la natura e le piante di Libera.
Promosso e da leggere assolutamente nelle vostre pause estive perchè le pagine scivolano veloci ed è difficile staccare gli occhio se non all'ultima pagina.
Questa volta Libera dovrà riaffrontare il dolore della perdita del marito e sarà un biglietto ritrovato nella sua camicia a farla insospettire.
L'aveva scritto una donna... un'amante? Un'informatrice? La sua assassina?
Recava proprio la data in cui lui è stato assassinato.
Libera vorrebbe scoprire finalmente chi ha ucciso Saverio ed una debole pista sembra farsi strada attraverso il tempo.
Grazie al giornalista/segugio Cagnaccio riuscirà a trovare gli indizi giusti che la guideranno dritta verso personaggi loschi e decisamente poco raccomandabili ed in giro per l'Italia fino alla Calabria ed al Nord-Est.
In un'atmosfera tra il cupo ed il faceto le due donne riusciranno ad attirare l'attenzione pericolosamente e sarà la prontezza di spirito dell'anticonformista Iole a tirarle fuori dai guai.
Naturalmente riusciranno a risolvere il mistero e forse Vittoria, la figlia di Libera, sarà un po' meno rabbiosa del solito sapendo che giustizia è stata fatta.
L'autrice riesce magistralmente a dar di nuovo vita alle nostre eroine e pian piano conosciamo sempre un pezzetto in più di questa famiglia un po' strampalata.
La trama è ben sviluppata ed originale, si nota uno studio accurato dei fatti di cronaca per riuscire a dar vita ad una storia reale ed allo stesso tempo avvincente e coinvolgente.
I personaggi maschili anche questa volta sono figure marginali e spesso non fanno delle gran belle figure, si punta molto sulla naturale propensione femminile al multitasking ed al loro intuito quasi infallibile.
Un plauso enorme a questa bravissima autrice di thriller intrisi del fascino sessantottino di Iole e dall'amore per la natura e le piante di Libera.
Promosso e da leggere assolutamente nelle vostre pause estive perchè le pagine scivolano veloci ed è difficile staccare gli occhio se non all'ultima pagina.









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