Recensione: Cani Malati in Val Padana
CANI MALATI IN VAL PADANA
Prezzo: €14,00 | Ebook: € 9,99 |
Pagine: 175 | Genere: Narrativa contemporanea |
Editore: Ultra|
Data di pubblicazione: 27 giugno 2019
Trama
Stefano Baroni, detto Ruben, è un aspirante scrittore che nell’estate del 1998 ha appena terminato ragioneria, anche se avrebbe voluto fare il classico. A parte un paio di compagni di classe non ha altri amici, non ha una ragazza e soprattutto non ha le idee chiare riguardo al proprio futuro. Nel frattempo partecipa a un concorso letterario semisconosciuto nel quale ripone grandi speranze, che vengono drammaticamente disattese da una dilettantesca serata di premiazione, buona solo per conoscere una certa Fridhole, poetessa crepuscolare che lo trascina a casa sua e lo convince a trascorrere la notte leggendo il suo florilegio poetico. In autunno arriva la cartolina con la convocazione per il servizio civile presso l’ufficio oggetti smarriti del Comune, dove Ruben si troverà a fare i conti con zio Benito, impiegato comunale fancazzista e autoritario. Siccome l’incarico in Comune gli lascia molto tempo libero, ne approfitta per scrivere una raccolta di racconti pulp, che spedisce ad alcuni editori. Dopo mesi trascorsi a controllare la buca delle lettere e a pedinare il postino, ecco che uno di loro si fa avanti. Si tratta della Onesto Edizioni, piccola casa editrice bolognese guidata da Onesto Brancaccio, la cui sede è nel negozio di scarpe specializzato in infradito della moglie. Qui comincia la spassosa avventura editorial-esistenziale del prode Ruben, fra presentazioni deserte, feste milanesi e risse da stadio: un tuffo divertito e divertente nelle atmosfere dei nostri anni Novanta, così vicini da sembrare una vita fa.
IL MIO PENSIERO SUL LIBRO
Il titolo fa pensare a una forma di pandemia canina in Val Padana, soprattutto in questo momento storico, ma in realtà tratta delle difficoltà che un aspirante scrittore può trovare nel pubblicare il suo primo libro e degli ostacoli da superare dopo, quando il libro fresco di stampa deve necessariamente vendere.
Stefano ha appena finito le superiori e dovrebbe scegliere una facoltà universitaria.
In realtà è molto confuso sul suo futuro, quindi decide di prendersi un anno sabbatico, e quando arriva la cartolina del servizio civile, si ritrova a lavorare dentro l'ufficio oggetti smarriti.
Il lavoro è leggero e lascia molto tempo libero, così Stefano decide di seguire la sua vocazione per la scrittura.
Riesce a mettere insieme una raccolta di racconti pulp, intitolati appunto "cani malati in Val Padana" e li spedisce a vari editori.
Finalmente la Onesto Edizioni sembra aver apprezzato il suo libro e lo contatta.
Inizia così la divertente avventura di Stefano Baroni.
Stefano Baroni detto Ruben è un ragazzo che da l'impressione di essere un po' sfigato, fisicamente non prestante è anche timido e insicuro con le donne che certo non gli cadono ai piedi.
Ben descritto e caratterizzato, suscita empatia nel lettore e risulta essere un personaggio in crescita.
La lettura è scorrevole e godibile, lo stile fresco e ironico.
Buon uso dello show don't tell con dialoghi verosimili che configurano meglio i personaggi.
L'ambientazione è in stile anni novanta, che è anche il periodo in cui si svolge il racconto.
E' quindi ben descritta e coerente con la trama.
Per me che oramai ho passato gli 'anta, leggere un libro ambientato nel periodo della mia giovinezza risveglia ricordi sopiti, alleggerisce l'animo e i pensieri dandomi una ventata di freschezza.
Un libro che ho letto volentieri, leggero, fresco e con poche pretese.
Da leggere in questo periodo di per se molto pesante, bevendo un bicchiere di lambrusco e sgranocchiando pop corn.
Consigliato a tutti coloro che vogliono fare un salto nella loro giovinezza e a chi è alla ricerca di un libro spensierato e divertente.









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