RECENSIONE: IL VIAGGIO DEI VIAGGI. SI PUò ESPLORARE IL MONDO IN CINQUECENTO PASSI?
Prezzo: 17.00 € | Ebook: 9.99€ |
Data di pubblicazione: 14 maggio 2020
Sembra un’uscita d’istruzione scolastica qualunque, quando il professor Terranova, docente di storia, e la sua classe entrano al "Museo dei grandi viaggi di avventura, di esplorazione e di scoperta". I suoi ragazzi sono rumorosi, indisciplinati e distratti come sempre, e spesso è costretto a richiamarli davanti alla giovane guida che si appresta a ripetere un discorso collaudato e sempre uguale. Ben presto, però, l’insegnante si rende conto che si tratta di ben più di una semplice visita museale, e che il catalogo delle esposizioni non è un semplice catalogo, ma può trasportarlo attraverso spazio e tempo, nel cuore delle storie.
Se l’idea è molto interessante, il progetto forse è un po’ ambizioso. Utilizzando il museo e il catalogo guida come spunto storico, l’autore crea dei gate temporali attraverso cui il professor Terranova viene catapultato nelle storie in epoche e in spazi lontani. Approfittando della guida del museo che si assume l’ingrato compito di catturare l’attenzione della scolaresca, o di una capatina alla toilette, il docente si immerge nel catalogo e si ritrova a sognare ad occhi aperti di essere egli stesso, uno dopo l’altro, grandi personaggi storici.
La narrazione è quindi intervallata dal racconto dei giorni nostri, della classe in gita, chiassosa e vera, alle vicende di grandi uomini del passato, dai viaggi di Marco Polo alle imprese egizie di Giovanni Battista Belzoni, dal viaggio intorno al mondo di Darwin a bordo della “Beagle”, alle sirene delle Galapagos.
Terranova non è un bel personaggio, incarna un po’ tutti quei docenti frustrati e stanchi di insegnare. Insofferente al clima scherzoso e puerile della sua classe, pensa solo a mantenere l’ordine e a contarli e ricontarli, senza partecipare con interesse alla visita, salvo qualche scambio di battute con la guida.
I ragazzi sono invece veri, genuini e reali, i dialoghi un po’ poco realistici, ma non troppo lontani dall’esserlo e le loro storie sono forse le parti più scorrevoli e interessanti del romanzo, ma lo spazio dedicato loro è troppo poco per poterli davvero apprezzare, così che restano un po’ in sospeso.
I capitoli dedicati ai viaggi, alcuni narrati in prima persona come un diario, altri in terza persona, qualche volta sono un po’ didascalici, senza pathos e con pochi elementi capaci di suscitare meraviglia. L’aneddotica è imperante, a discapito in alcuni punti, del movimento della narrazione che pare piatta e poco avvincente.
La struttura del
romanzo, quindi, è davvero originale e forse andava sfruttata
diversamente, dando più colore e animazione alle vicende per
appassionare davvero il lettore, mentre così la narrazione risulta un po' lenta e non riesce a prendere vigore.
Il concetto chiave
trasmesso tuttavia è bellissimo e molto importante: la cultura,
attraverso qualsiasi mezzo utilizzato per ottenerla -libri, musei,
uscite di istruzione, lettura e arte, ... - ha la capacità di
fare viaggiare nel tempo e nello spazio chi è così coraggioso da
cercarla sempre.
Cari Lettori, non
posso senz’altro dire che sia un capolavoro, ma le citazioni
storiche sono tante e chi ama la storia non può che apprezzarle, così
come chi ama i viaggi non potrà che trovare stimolante l’idea stessa
del romanzo. Onestamente, secondo il mio gusto personale, l'ho trovato un po' ostico in alcuni punti, arrancando per arrivare alla fine.
È tuttavia un libro diverso, dalla struttura interessante e originale perché viaggiare non è solo muoversi nello spazio, ma è anche compiere una crescita interiore, attraverso i propri limiti e le proprie paure, con l’obiettivo di migliorarsi sempre.









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