Recensione [Fumetti/Graphic Novel]: Le streghe. La graphic novel di Pénélope Bagieu
LE STREGHE. LA GRAPHIC NOVEL
LE STREGHE. LA GRAPHIC NOVEL
di Pénélope Bagieu
Prezzo: € 24,90 | Ebook: € 9,99
Pagine: 304 | Genere: Letteratura per ragazzi
Editore: Magazzini Salani| Data di pubblicazione: 28 Gennaio 2021
TRAMA
Questa non è una fiaba. Le streghe che la popolano non indossano strambi cappelli a punta e non cavalcano manici di scopa. Le streghe, quelle vere, sono in mezzo a noi, e nascondono gli artigli aguzzi e le teste calve come uova sotto guanti di seta ed eleganti parrucche. Anche se sembrano donne qualunque, una cosa le accomuna: l'odio per i bambini. Ecco perché, quando il protagonista di questa storia e sua nonna si troveranno faccia a faccia con la più temibile tra le streghe, la Strega Suprema, dovranno far leva su tutto il loro coraggio per cercare di sventare il suo piano e mettere così in salvo tutti i bambini d'Inghilterra. Dal classico di Roald Dahl, una graphic novel adattata e illustrata dalla premiata artista Pénélope Bagieu.
IL MIO PENSIERO.
Sempre più ricercati, negli ultimi tempi i riadattamenti di opere che hanno segnato l’infanzia e l’adolescenza di chi è nato e cresciuto dai primi anni ottanta in poi stanno riconquistando il mondo dell’arte, imponendosi sia in ambito letterario che televisivo e cinematografico. Se, infatti, sono diverse le storie che sceneggiatori e registi stanno riproponendo sul piccolo e sul grande schermo al proprio pubblico attraverso i cosiddetti reebot, ossia vere e proprie riscritture, totali o parziali, degli eventi già conosciuti nella serie originale al fine di ridare vita ai suoi personaggi, altrettanto sta avvenendo nel mondo della carta stampata, dove romanzieri e fumettisti stanno attingendo alle narrazioni del passato per ripresentarne con una nuova veste le peculiarità che tanto le avevano contraddistinte.
E proprio in questo particolare contesto si inserisce il lavoro di Pénélope Bagieu, illustratrice di origini francesi già nota nel nostro Paese e presente in diversi cataloghi con titoli dal calibro di Indomite, California Dreamin’ e Un amore di cadavere, dedicatasi all’adattamento a fumetti di una delle opere più conosciute ed apprezzate di Roald Dahl, autore di spicco della letteratura per l’infanzia divenuto presto punto di riferimento per ogni lettore e aspirante scrittore.
Le Streghe venne pubblicato per la prima volta nel 1983 dall’editore londinese Jonathan Cape e fu affiancato dalle illustrazioni ormai divenute famosissime di Quentin Blake. Nella sua stesura originale, protagonista è un bambino inglese, dai natali norvegesi, rimasto orfano a causa di un incidente stradale in cui entrambi i genitori hanno trovato la morte. Secondo le specifiche volontà testamentarie del padre, il piccolo viene affidato alle cure della nonna materna, un’anziana signora ancora piena di vita con il vizio del fumo, che un giorno comincia a raccontare al nipote la storia sull’esistenza, reale, delle streghe. Al contrario di ogni immaginario, esse sono donne all’apparenza normali con vite comuni e solo prestando ben attenzione ai dettagli può essere svelata la loro vera identità: sotto la parrucca sono completamente calve, nascoste dai guanti hanno artigli e dita grinzose, celati da scarpe chiuse e appuntite vi sono piedi squadrati, gli occhi sono soggetti a cambiamenti di colore frequenti e i denti sfumati di azzurro a causa del blu della loro saliva. E più di ogni altra cosa, provano un odio irrefrenabile verso tutti i bambini del mondo: unire le forze sotto il comando della Strega Suprema ed eliminarli è il loro unico scopo. Per il piccolo orfano tutto cambierà quando si renderà conto fino a che punto le parole di sua nonna corrispondono a verità e l’Inghilterra intera, pur ignorandone il bisogno, reclamerà il suo aiuto.
Rispetto alla storia originale, nella sua graphic novel Pénélepe Bagieu non ha apportato molti cambiamenti, lasciando la trama e le sue sequenze narrative pressoché invariate. Adattando allo strumento del fumetto le vicende nate dalla penna dello scrittore inglese in maniera semplice, equilibrata e particolarmente efficace, l’artista è riuscita a dipingere intorno ad esse un quadro fedele e allo stesso tempo innovativo, rendendo la narrazione meno intricata, più lineare e diretta, ma ugualmente ricca e avvincente.
All’interno del fumetto, gli eventi si susseguono, infatti, ad un ritmo travolgente, nonostante la staticità fattuale delle prime pagine, essenziale per contestualizzare il tutto e fornire al lettore tutti gli elementi necessari per una comprensione non meramente superficiale del testo. Inizialmente intervallata da ricordi del passato e veri e propri sipari atti a fornire le giuste spiegazioni, la storia del piccolo protagonista comincia la sua corsa ponendo fin da subito l’accento sull’elemento chiave dell’intera narrazione: le emozioni, attraverso la cui espressione l’autrice riesce ad instaurare con i propri lettori un legame destinato a divenire indissolubile. La perdita dei genitori ed il vincolo familiare sono chiaramente il perno centrale attorno a cui ruota l’intera avventura del protagonista, che già in tenera età si trova costretto ad affrontare le più grandi difficoltà della vita, ed è strabiliante il modo in cui Roald Dahl prima e Pénélope Bagieu dopo abbiano trovato la delicatezza e la sensibilità perfette nell’affrontare una simile tematica, senza cadere mai nella scadente retorica della commiserazione.
Agevolata in questo dalla presenza di un personaggio iconico come quello della nonna, fonte inesauribile di saggezza, premura ed ironia, l’illustratrice francese si affida anche alle atmosfere che avvolgono la narrazione per alleggerire il carico emotivo che la premessa iniziale porta inevitabilmente con sé, arricchendole di un umorismo per nulla forzato, una spensieratezza rincuorante ed un velo di tensione unita ad un mistero funzionale all’intrattenimento di cui l’opera si fa portatrice.
Educare attraverso lo strumento della fantasia è, dunque, il fine ultimo del volume, che destinato in prima battuta ad un pubblico giovane, presenta tutte le caratteristiche necessarie per attrarre a sé proprio i più piccoli: il tratto morbido, tondeggiante ed essenziale, che non si cura particolarmente delle proporzioni reali dei soggetti, ma che al contrario le rende volutamente eccessive e l’utilizzo di colori per lo più brillanti, capaci di enfatizzare gli stati d’animo dei personaggi, assumono una connotazione rassicurante, familiare per i loro sguardi, divertiti e coinvolti nella lettura anche grazie al font usato all’interno dei balloon e alla costruzione dinamica e variegata delle tavole.
Un incontro straordinario quello perpetuatosi tra due generazioni così profondamente distanti come quelle di Roald Dahl e Pénélope Bagieu, ma legate dallo stesso bisogno, quasi viscerale, di scrivere e raccontare, che ha dato vita ad un prodotto fruibile a lettori di tutte le età, ognuna delle quali capace di trovarvi un insegnamento sempre diverso, ma ugualmente prezioso.








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