[Review Party] : Asilo club di Mirko Volpi
ASILO CLUB
di Mirko Volpi
Pagine: 224| Genere: Narrativa|
Editore: Salani Editore| Data di pubblicazione: Aprile 2021
Trama
– Ludovico, mi racconti cosa avete fatto oggi di bello, all’asilo?– …
– Giocato?
– …
– Disegnato?
– …
– Cantato?
– …
– Niente?
– Niente.
Polo a strisce, capelli appena tagliati e zaino dei Minions in spalla: ecco Ludovico al suo primo giorno di asilo. Ed ecco anche suo padre, dopo una notte insonne, accompagnarlo diligente fino ai cancelli della scuola dell’infanzia L’Aquilone di Pavia, presidiati da un sorridente nano Dotto in terracotta che sembra lanciare un avvertimento ai poveri genitori ancora ignari del destino a cui stanno andando incontro.
Cosa si nasconde dietro le impenetrabili mura della classe dei Verdi? Chi sono Margot, Desirée, Viola e gli altri membri della segretissima società di tre, quattro e cinquenni che è l’Asilo Club? Nessuno lo saprà, mai.
Abbandonata ogni pretesa di essere un padre ‛all’antica’, Mirko Volpi si ritrova alle prese con i temuti Giorni dell’Inserimento; con gli odiatissimi ma ormai imprescindibili corsi pomeridiani; con la routine quotidiana del tragitto casa-scuola e ritorno, in cui ogni tentativo di carpire qualcosa sulla giornata di Ludovico è sempre, comicamente e drammaticamente, vano. Con ironia tagliente e allo stesso tempo con uno sguardo tenero e sincero, Mirko Volpi ci offre un punto di vista inedito sulla paternità, in questo romanzo autobiografico che è un viaggio semiserio tra le paure, le aspettative e le domande di tutti i genitori alle prese con il grande mistero della crescita dei figli.
IL MIO PENSIERO SUL LIBRO
Buon pomeriggio Colors!
Oggi vi parlerò di questo libro singolare e spiazzante.
Il protagonista è un bambino di nome Ludovico alle prese con il suo inserimento all'asilo...no! Scusate ma il burocrate del MIUR ci tiene a precisare che non si dice asilo o scuola materna ma scuola per l'infanzia.
Ricominciamo.
Il protagonista è il papà di Ludovico, da grande ingenuo credeva di poter figliare e occuparsi della progenie solo quando questa fosse stata in età da patente.
Talmente incosciente da credere di poter colmare le lacune in un soffio non sapendo che appena un bambino nasce ti sconvolgerà la vita dalle fondamenta, non ci saranno regole o tabelle da seguire ,anche se ben pianificate, perchè essere genitore sarà la cosa più terrorizzante e convolgente che esista.
Questo sprovveduto papà si occuperà dell'inserimento all'asilo, scusate scuola per l'infanzia, di suo figlio e nonostante si sia convinto di essere quasi indifferente a poco a poco sarà divorato dalla curiosità di sapere cosa avviene tra le mura dell'asilo Aquilone.
Lui porterà e andrà a prendere il figlio sforzandosi di coinvolgerlo e farlo parlare ma il bambino non collaborerà per nulla.
-Ludo, com'è andata oggi all'asilo?
- ...
Più il bambino è sfuggente e più la curiosità sale.
Il papà fa mille congetture e cerca di entrare nel mondo di Ludovico per capire cosa accade esatamente dalle 9.00 alle 16.00 meno un quarto!
Non riesce a carpire i nomi degli amichetti, delle piccole pulci in gonnella si contendono le attenzioni del figlio e le maestre sembrano sfingi da quanto sono criptiche e monosillabiche.
Ormai sembra quasi che il motto del fight club sia stato creato per l'asilo club un po' rivisitato :
Bambini, benvenuti all'asilo Club. Prima regola dell'Asilo Club: non parlate mai dell'Asilo Club. Seconda regola dell'Asilo Club: non dovete parlare mai dell'Asilo Club. Terza regola dell'Asilo Club: se qualcuno grida basta, si accascia, è spompato, fine del combattimento.- E oggi cosa avete fatto all'asilo?
- ...
-Avete giocato, ballato, disegnato?
- Sì.
- E poi?
- Poi niente.
A tratti esilarante questo libro cerca di mettere nero su bianco le paure di ogni genitore di non essere abbastanza preparato, di non sapere esattamente cosa fa il proprio figlio, di non sapersi destreggiare tra festività, corsi pomeridiani, letti da preparare per il riposino pomeridiano, festicciole, recite, lavoretti manuali più o meno inguardabili, silenzi a tratti imbarazzanti nella tratta casa-scuola sculola-casa e la temutissima chat di Whatsapp a cui fortunatamente è iscritta la moglie.
Questo libro sembra scritto di getto come a voler dar voce alle elucubrazioni che intasano il fluire dei pensieri del protagonista/autore creando una sorta di diario scandito dalle stagioni.
Piacevole e spassoso mostra il punto di vista maschile, mette a nudo la paternità vissuta con un po' di leggerezza anche se è solo un modo per stemperare l'ansia e il timore di non essere abbastanza presente.
Un libro a dir poco eccentrico e originale, non si può parlare di trama o credibilità visto che Mirko Volpi si mette decisamente in gioco raccontando la sua esperienza accalappiando il lettore con uno stile di scrittura inusuale ma facilmente comprensibile.
Lo consiglio a tutti i genitoir e non per capire che siamo un po' tutti sulla stessa barca e non sempre sappiamo dove stiamo andando o chi la sta guidando.










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