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Recensione: Playing For Keeps - Quando non è solo un gioco di Jennifer Dugan

 


PLAYING FOR KEEPS



                                                                   di Jennifer Dugan



Prezzo: € 16,90 | Ebook: € 7,99 |
Pagine: 294 | Genere: Romance Queer YA|
Editore: Leggereditore|  Data di pubblicazione: 18 aprile

Trama

June, lanciatrice di punta della sua squadra di baseball e dall’ego smisurato, ha tutte le carte in regola per venire reclutata a livello universitario, proprio come i suoi genitori hanno sempre desiderato. Ammesso che riesca a guarire da un infortunio da sovraccarico che sembra peggiorare di giorno in giorno. Ivy, dal canto suo, non arbitra solo per pagarsi le spese sportive o per arrotondare. Diventare un’arbitra professionista è il suo sogno, anche se i genitori preferirebbero che andasse all’università. Al loro primo incontro, Ivy espelle June per atteggiamento esibizionista. Tuttavia, le due ragazze superano rapidamente le loro differenze diventando prima amiche, e poi qualcosa di più. Ma, secondo le regole, a giocatori e arbitri è proibito frequentarsi sentimentalmente. Quando la situazione alla spalla di June si aggrava e l’arbitro rivale di Ivy minaccia di rivelare la loro relazione segreta, tutto ciò per cui le due hanno lavorato duramente è a rischio. Devono fare una scelta: seguire i sogni o il cuore?


IL MIO PENSIERO SUL LIBRO

Jennifer Dugan, autrice già nota nel panorama della narrativa young adult LGBTQ+, torna con Playing for Keeps – Quando non è solo un gioco, un romanzo che combina sport, identità, e romanticismo adolescenziale in una trama coinvolgente e carica di tensione emotiva. 
La storia si distingue per l'intreccio ben costruito tra crescita personale, ostacoli esterni e relazioni affettive, mantenendo il focus su due protagoniste forti e complesse: June e Ivy.

Al centro della narrazione ci sono due adolescenti con ambizioni molto diverse ma ugualmente pressanti. June, una lanciatrice di talento nel baseball femminile, affronta la possibilità concreta di una carriera universitaria sportiva, ma è ostacolata da un infortunio alla spalla che potrebbe compromettere tutto. Ivy, invece, è un’arbitra giovane ma determinata, il cui sogno è costruirsi un futuro nel mondo dell’arbitraggio professionale, nonostante la disapprovazione dei genitori. Il loro incontro avviene in un contesto di conflitto — Ivy espelle June da una partita — che stabilisce sin da subito un tono di rivalità e orgoglio, ma anche di potenziale sviluppo emotivo.

La struttura del romanzo segue una narrazione duale, alternando i punti di vista delle due protagoniste. Questo espediente permette al lettore di entrare nella psicologia di entrambe, creando una simmetria narrativa efficace e un equilibrio tra le due voci. La Dugan gestisce abilmente il ritmo della storia, alternando momenti di introspezione personale a scene dinamiche ambientate sul campo da baseball o in contesti familiari carichi di tensione.

June e Ivy sono personaggi ben caratterizzati, con motivazioni credibili e conflitti interiori realistici. June, in particolare, rappresenta l’archetipo della ragazza sportiva sicura di sé, ma il suo ego e la pressione esterna la rendono anche vulnerabile. La sua lotta contro l'infortunio fisico si riflette in una crescente instabilità emotiva, che porta il lettore a empatizzare con le sue scelte, talvolta impulsive, ma coerenti con il personaggio.

Ivy, invece, si distingue per una maggiore disciplina e determinazione, ma anche per un senso di responsabilità che sfocia spesso nell’autocontrollo esasperato. La sua ambizione la porta a rispettare rigorosamente le regole, ed è proprio questo il nodo centrale del conflitto: la sua relazione con June entra in collisione con i regolamenti sportivi che vietano rapporti sentimentali tra arbitri e giocatori.

Entrambe le protagoniste affrontano pressioni familiari opposte ma ugualmente invasive: i genitori di June vogliono vederla brillare nello sport universitario, mentre quelli di Ivy preferirebbero vederla seguire un percorso più tradizionale. Questi elementi creano un sottotesto importante sul tema delle aspettative genitoriali e sulla costruzione dell’identità personale al di fuori delle imposizioni familiari.

Il romanzo affronta con sensibilità e profondità temi centrali della narrativa contemporanea per giovani adulti e mostra il conflitto interiore delle due ragazze che trasgrediscono alle regole che vietano relazioni tra arbitri e giocatori e ci si domanda fino a che punto si è disposti a mettere tutto in gioco per amore... 

La Dugan non offre risposte semplici, ma lascia spazio alla riflessione, mostrando sia i rischi che le motivazioni profonde dietro le scelte delle protagoniste.

Ma June e Ivy cercano anche la loro indipendenza e soprattutto di affermare la propria identà, rappresentano due modi diversi di affrontare il passaggio all’età adulta. Entrambe devono imparare a distinguere i propri desideri autentici da quelli proiettati da genitori, allenatori o colleghi.

Riguarda le tematiche LGBTQ+  l'autrice trattaz la relazione tra June e Ivy viene  con naturalezza, evitando stereotipi o eccessi melodrammatici, ma senza negare le difficoltà reali legate alla visibilità e al giudizio sociale.

Lo stile di Jennifer Dugan è diretto, accessibile e calibrato su un pubblico giovane ma esigente. Il linguaggio è fresco, ricco di dialoghi vivaci e interiorità ben dosata. L’autrice evita facili sentimentalismi, preferendo descrizioni concrete delle emozioni, degli spazi e dei gesti. La scelta di alternare i punti di vista favorisce un’identificazione emotiva con entrambe le protagoniste, senza mai sbilanciare troppo la narrazione verso una o l’altra.

Il tono del romanzo oscilla tra il drammatico e il leggero, riuscendo a toccare momenti di grande intensità emotiva senza appesantire la lettura. Anche i personaggi secondari — compagni di squadra, membri della famiglia, rivali sportivi — sono credibili e funzionali alla trama, benché non sempre approfonditi.

Personalmente ho amato questa storia e ne consiglio caldamente la lettura, perfetta per gli adolescenti, perché tratta con autenticità temi come identità, pressione sociale, prime relazioni, scelte di vita, ma ache per chi ama protagoniste forti, ma imperfette.






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