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Recensione: A Crown of Hopes and Sorrows di Nicole Bailey

 


A CROWN OF HOPE AND SORROWS



                                                                   di Nicole Bailey



Prezzo: € 15,90 | Ebook: € 4,99 |
Pagine: 338| Genere: Retelling Romance Fantasy MM|
Editore: Triskell Edizioni |  Data di pubblicazione: 19 giugno

Trama

Due anime legate dal destino.
Ma c’è qualcosa che minaccia di separarle. 
La gelosia. 

 Mentre le tensioni crescono e il fato muta, Hyacinth e Apollo vanno in cerca di Zephyrus, il dio del vento dell’ovest. Ha ottimi contatti con le divinità minori. Ed è un ex amante di Hyacinth. Tra complotti politici e conflitti personali, Apollo e Hyacinth arrancano in un mondo sul ciglio della guerra. Ma quando la gelosia divampa e i segreti vengono alla luce, tutto il loro piano tanto accuratamente studiato rischia di andare in cenere.


IL MIO PENSIERO SUL LIBRO

Dopo A Veil of Gods and Kings, l’autrice torna con un secondo capitolo ancora più intenso e stratificato. A Crown of Hopes and Sorrows non è soltanto un sequel, ma un vero approfondimento emotivo e mitologico di un universo narrativo già ricco di sfumature.

Ritroviamo Apollo e Hyacinth (Cyn), ora legati da un amore profondo, ma costantemente messi alla prova da forze più grandi di loro. Insieme al padre di Cyn, si muovono in un intricato gioco di alleanze e strategie: il loro obiettivo è convincere altre divinità a schierarsi contro Zeus, sostenendo Giove. Una missione quasi impossibile, in un mondo in cui gli dèi sono volubili, vendicativi e spesso mossi solo dal proprio tornaconto.

Parallelamente, seguiamo il viaggio di Temi (che scopriamo essere Artemide) con Epyphany, detta Pip, verso l’isola di Lesbo. È un cammino di rivelazioni, non solo sulle origini di Temi, ma anche sul significato di essere umani, semidei e divinità. La sua natura semidivina apre nuove domande: quanto conta davvero il sangue divino in una battaglia fra dèi? E fino a che punto gli esseri umani possono sperare di opporsi al potere assoluto di Zeus?

Ciò che colpisce maggiormente è la tensione costante tra potere e vulnerabilità. Apollo porta con sé il peso emotivo dell’essere dio in mezzo agli uomini: la relazione con Cyn lo rende più umano, ma ne mette a nudo paure e fragilità. Temi, a sua volta, impara a comprendere sempre più il fratello, scoprendo la paura, il disincanto e la rabbia che si nascondono dietro la sua perfezione dorata.

Il romanzo riesce a fondere mito e introspezione con grande efficacia. I personaggi non sono eroi invincibili, ma figure complesse, piene di dubbi, desideri e contraddizioni. Le due linee narrative – quella strategico-politica di Apollo e Cyn e quella più esistenziale di Temi e Pip – si intrecciano con equilibrio, creando un crescendo che prepara il terreno a sviluppi ancora più epici.

A Crown of Hopes and Sorrows non è soltanto una storia di dèi e semidei: è un’indagine sul potere, sulla lealtà e sulla possibilità – o forse l’illusione – di cambiare un ordine stabilito da sempre.

Barbara







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