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Recensione: Zeroventi. Antonio e Marcel di Matteo Bussola e Emilio Pilliu

 


ZEROVENTI - ANTONIO E MARCEL



                                                  di Matteo Bussola e Emilio Pilliu



Prezzo: €  12,00 | Ebook: €  --- |
Pagine: 136 | Genere: Manga BL|
Editore: Einaudi|  Data di pubblicazione: 7 ottobre

Trama

Zero virgola venti secondi. È questo il tempo che, secondo la scienza, impieghiamo per innamorarci di qualcuno. Un manga d’autore. Una commedia sentimentale, brillante e commovente, ideata e scritta da Matteo Bussola e disegnata da Emilio Pilliu. L’amore fa questo, di incredibile: ci rende nuovi a noi stessi. Ci fa scoprire cose di noi che mai avremmo immaginato. Antonio è sempre stato sicuro, egocentrico, sfrontato nella vita e nei rapporti con le donne. Una sera, senza preavviso, la sua armatura da maschio alfa finisce in frantumi: Antonio si scopre a provare qualcosa per un uomo. Il nuovo, inatteso sentimento per Marcel, istrionico e tenero ventinovenne, lo destabilizza, costringendolo a rivedere le sue certezze, i suoi pregiudizi, e pure le sue relazioni passate, compresa quella con Nadine. Ed è proprio a lei che si rivolge, nel tentativo di dare un nome al turbamento che sente. Una storia ironica e romantica di genere yaoi, ambientata tra le luci e le ombre di Napoli. La prima serie manga di Einaudi Stile Libero. Storie di formazione, di donne e di uomini che cercano il loro posto nel mondo, che vogliono dimenticare qualcuno, o lasciarsi qualcosa alle spalle, per cominciare una nuova vita. Per andare incontro al proprio “Zeroventi”.


IL MIO PENSIERO SUL LIBRO


Dopo aver esplorato le vicende di Nadine e Davide, Giulia e Athos nei primi due volumi, il terzo capitolo di Zeroventi ci sorprende con un cambio di prospettiva audace e necessario: al centro della scena c’è ora Antonio, ex di Nadine, in quella che si rivela essere non solo una storia d’amore, ma soprattutto un viaggio di identità e consapevolezza.

La cornice è quella di una Napoli viva, rumorosa, sensuale e profondamente vera: con il suo mare, il dialetto che spunta nei dialoghi come un intercalare spontaneo e familiare. È in questo paesaggio che Antonio pensa di tornare a essere “il solito”: il playboy affascinante che colleziona sguardi, attenzioni e conquiste. I suoi amici contano proprio su questo, “sulle amiche delle conquiste” come premio collaterale del carisma di Antonio.

Ma stavolta qualcosa si spezza. O si accende, a seconda di come lo si guardi.
Antonio incontra Marcel, un uomo che non rientra in nessuna delle categorie previste dalla sua esperienza affettiva. Non lo respinge, non lo corteggia: semplicemente è. Ed è proprio questa autenticità disarmante a mandare in crisi Antonio, a fargli tremare le fondamenta di un’identità così ben costruita e così poco interrogata.

Il cuore del volume pulsa in questo conflitto: chi è Antonio, davvero? E cosa succede quando un sentimento nasce fuori dagli schemi, fuori da ciò che si è sempre creduto “normale”? Zeroventi, il titolo della serie, non è mai stato così coerente: 0,20 secondi, il tempo che serve per innamorarsi – anche se si tratta di qualcuno che, fino a un attimo prima, non pensavi neanche potesse rientrare nel tuo orizzonte di desiderio e che invece ti ritrovi poi a cercare disperatamente in ogni bar della città.

Importante è anche la relazione ritrovata con Nadine. Nonostante la ferita della separazione, lei resta una figura di ascolto e comprensione che Antonio non trova altrove. È Nadine a offrirgli una delle due verità cardine di questo volume: nessuno può capirti meglio di te stesso, e devi imparare a salvarti da solo. Un invito potente alla responsabilità emotiva, al coraggio di affrontarsi senza scuse.

L’altra verità arriva da Marcel, in poche parole che però scardinano tutto: non è questione di genere, è questione di persone.
Una frase che risuona come una liberazione e che regala al lettore un momento di sincera profondità.

Questo terzo volume è forse il più introspettivo della serie finora. È attraversato da una corrente sotterranea di trasformazione. È un romanzo grafico sulla mascolinità che cambia, sull’amicizia che resta e sull’amore che arriva quando smetti di cercarlo dove pensi che dovrebbe essere.

Il percorso di Antonio è credibile, toccante e mai forzato. La forza di questo volume sta tutta nella sua narrazione del disorientamento: non c’è nulla di spettacolare, nulla di urlato. C’è solo un ragazzo che si interroga su chi è davvero e su cosa voglia, scoprendo che l’identità non è una casella da spuntare, ma un processo da attraversare.

L’attrazione per Marcel diventa allora non un punto di arrivo, ma un punto di partenza: l’occasione per Antonio di riprendersi il diritto di scegliere, di sentire, di cambiare.
Non è solo la storia di un uomo che si innamora di un altro uomo. È la storia di una persona che finalmente si guarda allo specchio — e non scappa.


Barbara



E MEZZO





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