Recensione: Halo di Brooke Blaine e Ella Frank
Trama
Halo, il primo volume della trilogia Fallen Angel, apre le porte a una storia in cui il rock non è solo colonna sonora, ma linguaggio emotivo, campo di battaglia e luogo di rinascita. Il romanzo ci trascina dietro le quinte di una band all’apice del successo, i TBD, costretti a reinventarsi dopo l’abbandono improvviso del loro storico frontman al termine di un tour mondiale leggendario.
Il vuoto lasciato non è solo artistico, ma profondamente personale, soprattutto per Viper, chitarrista carismatico quanto intrattabile. Rabbioso, disilluso e già poco incline al compromesso, Viper vive questa perdita come un tradimento: il cantante non era solo una voce, ma un amico. È in questo clima teso e ostile che prende forma la ricerca del nuovo frontman, destinata a rivelarsi tutt’altro che semplice.
Ed è qui che entra in scena Halo.
Halo è un cantante (nonché un virtuoso musicista), una presenza luminosa nell’oscurità del gruppo. Fin dal primo incontro conquista tutti per talento e naturalezza, persino Viper, che però resta fedele alla sua maschera di sarcasmo e distacco. Lui lo ribattezza “Angel”, colpito dal suo aspetto e da qualcosa che non osa (o non vuole) ammettere. L’integrazione di Halo nella band è rapida, ma il concerto di debutto si rivela un disastro, segnando un brusco ritorno alla realtà: il cambiamento non è mai indolore.
Da qui il romanzo prende una direzione ancora più interessante: per risollevarsi, i TBD decidono di dare una svolta radicale alla loro musica, più cruda, più vera, più pericolosa. Trasformano così le loro frustrazioni nelle nuove canzoni dei Fallen Angel, giocando sull’ambiguità di testi audaci a confronto con l’immagine angelica del cantante.
Tra Viper e Halo si crea una tensione costante, fatta di sguardi fin troppo diretti e di un’attrazione più o meno dichiarata. Un gioco pericoloso, reso ancora più complesso dalle etichette che entrambi si sono dati: Viper è apertamente gay, Halo si definisce eterosessuale. Eppure la chimica tra loro mette in discussione ogni certezza, dimostrando quanto i confini possano essere fragili quando entrano in gioco desiderio, vulnerabilità e musica.
Halo è un romanzo che parla di nuovi inizi, artistici e personali, e lo fa senza edulcorare i conflitti. È una storia di identità, di perdita e di rinascita, dove il rock diventa metafora di un percorso emotivo intenso e spesso scomodo. La domanda resta sospesa fino all’ultima pagina: un nuovo corso per la band può trasformarsi anche in un nuovo inizio per due anime inquiete?
La risposta, forse, è rimandata al secondo volume, Viper. E dopo aver chiuso Halo, la curiosità di proseguire il tour con i Fallen Angel è più che giustificata.








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