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Recensione: Lame incrociate di Hayden Hall

 

 


LAME INCROCIATE



                                                                   di Hayden Hall



Prezzo: € | Ebook: €  4,99 - KU|
Pagine: 232 | Genere: Sport Romance MM|
Editore: Quixote |  Data di pubblicazione: 23 gennaio

Trama

Quest’anno ho la mia ultima possibilità di portare i Titans alla vittoria. L’anno scorso ci siamo fatti rubare la coppa, ma non commetterò di nuovo lo stesso errore. E sono determinato a passare le selezioni entro la fine della stagione.

Il successo che mi aspetta si basa su tre anni di affilata concentrazione e di un rispetto guadagnato duramente. Per non parlare di quanta vita personale abbia sacrificato per l’hockey. I Titans si fidano della mia guida e io non li tradirò. Niente potrebbe andare storto.

Almeno finché l’ex amore della mia vita e attuale arcinemico, Cameron Martinez, non si ripresenta nella mia vita. La sua sola presenza mi destabilizza. Il suo sguardo intenso e la sua vena aggressiva, dominante e possessiva sono come un lazo che mi attira verso di lui.

Posso sopportare solo qualche doccia condivisa e incontro negli spogliatoi prima di cedere a questa attrazione.


IL MIO PENSIERO SUL LIBRO


Lame incrociate è un romance sportivo che usa l’hockey come metafora perfetta dello scontro emotivo tra due ragazzi che non hanno mai smesso davvero di appartenersi. È una storia di seconde possibilità e di sentimenti negati che fanno più male di una caduta sul ghiaccio.

All’inizio conosciamo Riley e Cam: compagni di squadra, amici, “amici di letto”, scambiatori di sesso occasionale senza etichette e senza promesse. Cam viene da una famiglia violenta e instabile, Riley da un contesto soffocante, dominato dall’incomprensione verso le sue scelte. Insieme trovano una tregua, un rifugio temporaneo dalla realtà. Ma quando arriva il momento di andare all’università, Cam spezza tutto con una freddezza improvvisa, lasciando Riley solo, illuso e ferito, senza spiegazioni e senza chiusura.

Tre anni dopo, il destino li rimette sulla stessa pista di ghiaccio: stessa squadra di hockey universitario. Ma Cam non è più Cam. Ora è Cameron: distante, controllato, emotivamente blindato. Riley invece è diventato capitano, ma porta addosso una rabbia irrisolta che rischia di distruggerlo sia come atleta sia come leader. La presenza di Cameron è un’intrusione dolorosa, un promemoria costante di ciò che è stato e di ciò che non è mai stato davvero.

Cameron continua a ripetersi che quello che c’era tra loro non significava nulla: una parentesi, una fuga dalla sua famiglia violenta, non la vita reale. Non riesce a capire come Riley abbia potuto credere in qualcosa di più. Eppure la narrazione mostra con chiarezza come entrambi stessero usando quel legame per sopravvivere: Cam per scappare, Riley per sentirsi finalmente visto e accettato. Fino a diventare per entrambi, in maniera inconscia, qualcosa di più.

Ma il cuore del romanzo sta proprio qui: nell’incapacità di definire i sentimenti, nel peso delle parole non dette, nel conflitto tra ciò che si desidera e ciò che si crede di meritare. Per restare in squadra devono imparare a controllare l’emotività, a trasformare l’odio e il risentimento in qualcosa di gestibile. Ma l’odio non sparisce: si trasforma, o forse semplicemente ritorna, nella sua forma più pericolosa, la passione.

Man mano che il loro rapporto migliora, migliorano anche sul ghiaccio. La chimica emotiva diventa chimica sportiva. Ma il successo porta con sé una nuova minaccia: i talent scout, la possibilità concreta di essere scelti… e separati di nuovo. A quel punto la domanda diventa inevitabile: è meglio interrompere tutto prima che faccia troppo male? O vale la pena lottare, questa volta davvero, per stare insieme?

Questa storia non è solo una storia d’amore, ma una riflessione su cosa significhi scegliere se stessi anche quando farlo implica smettere di scappare. Una storia di personaggi imperfetti e di sentimenti che colpiscono quanto un body check contro le balaustre.


E MEZZO






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