Recensione: Perdersi e ritrovarsi di Hayden Hall
Trama
Con Perdersi e Ritrovarsi si chiude la serie ambientata a Christmas Falls, e lo fa con un romanzo che ha il sapore dolceamaro del cioccolato artigianale: confortante, imperfetto.
Protagonista di quest’ultimo capitolo è Milo, tornato nella cittadina che profuma di Natale dopo anni trascorsi altrove a causa del trasferimento dei genitori. Il suo rientro non è solo geografico, ma anche emotivo: a Christmas Falls Milo decide di inseguire un sogno coltivato a lungo, aprendo una cioccolateria tutta sua. Un gesto di coraggio che però si scontra con una realtà meno idilliaca del previsto. Gli affari faticano a decollare, la concorrenza è inevitabile e Milo si interroga continuamente su dove stia sbagliando. È un personaggio fragile, ma autentico, che incarna bene la difficoltà di credere in se stessi quando i risultati tardano ad arrivare. Ma che, comunque, non rinuncia.
Accanto a lui ritroviamo Christian, amico d’infanzia, tornato in città con uno stato d’animo completamente diverso. Se Milo rientra per costruire, Christian torna perché ciò che aveva immaginato per sé (una carriera a New York, una vita “all’altezza delle aspettative”) non si è realizzato. Il suo è un ritorno carico di vergogna e frustrazione: Christian si sente un fallito per non aver raggiunto quei traguardi che la società considera naturali per un uomo adulto, come il successo professionale e una relazione stabile.
Il loro incontro è segnato da un imbarazzo iniziale, soprattutto per Milo, che ha lasciato in sospeso per oltre dieci anni emozioni mai davvero affrontate. Da bambini erano opposti: Milo impacciato e insicuro, Christian sfrontato e sicuro di sé, ma inseparabili. Da adulti, queste differenze restano, ma si arricchiscono di crepe, rimpianti e silenzi mai colmati. La loro relazione si ricostruisce lentamente, passando dall’amicizia ritrovata alla riscoperta di una vicinanza che non ha mai smesso di esistere davvero.
A rendere il romanzo ancora più caldo è la dimensione corale di Christmas Falls. Attraverso i pettegolezzi di paese, Milo viene a conoscenza delle piccole difficoltà degli abitanti: problemi quotidiani, apparentemente insignificanti, ma carichi di significato. Prendersi cura degli altri (anche in maniera anonima) diventa per lui un modo per ritrovare se stesso e il valore del legame con la comunità.
Sotto la superficie resta però, tra i due giovani, una malinconia costante, una domanda che accompagna Milo per quasi tutta la storia: è sufficiente l’amicizia? Le delusioni adolescenziali, le distanze mai colmate e i non detti hanno creato un intreccio emotivo complesso, in cui passato e presente si confondono. Lo sviluppo della relazione tra Milo e Christian dipende da molti fattori, ma uno è fondamentale: che Christian riesca a comprendere che la felicità non deve necessariamente aderire a modelli imposti, nemmeno a quelli che lui stesso ha interiorizzato.
Perdersi e Ritrovarsi è un romanzo delicato e introspettivo, che parla di ritorni, di identità e del coraggio di ridefinire cosa significhi davvero “avere successo”.
Barbara








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