Recensione: Rabbits' forest (Vol. 1 - 2) di Enjo
Trama
Rabbit's Forest è un manga delicato e introspettivo che racconta la crescita emotiva di due ragazzi, Tamaki e Shunta, seguendoli dall’infanzia all’adolescenza. È una storia di legami silenziosi, di sentimenti che cambiano forma con il tempo e di ferite interiori che faticano a rimarginarsi.
Tamaki e Shunta si conoscono da bambini. Hanno un solo anno di differenza e diventano presto inseparabili, passando i pomeriggi insieme dopo la scuola. Tamaki appare subito come il più solare dei due: è allegro, sorride spesso, sembra avere sempre una luce addosso. Ma quella luce, col passare del tempo, si incrina. La sua situazione familiare è tutt’altro che semplice e il peso di ciò che vive finisce per riflettersi nel suo carattere. Cresce con un rapporto irrisolto e traumatico con la madre e con le sue scelte di vita.
Shunta, al contrario, è fin dall’inizio un bambino introverso. Il suo volto lascia trapelare poco, come se le emozioni restassero sempre un passo indietro rispetto alle parole. Eppure, tra i due, è lui il trascinatore, quello che riesce a coinvolgere Tamaki in avventure quasi proibite. Però, stando sempre accanto all’amico, comincia a provare qualcosa di nuovo e confuso. È ancora troppo giovane per dare un nome a quei sentimenti: sa solo che la presenza dell’amico smuove in lui qualcosa di ambiguo, difficile da interpretare.
Crescendo, Tamaki prova a seguire un percorso “normale”: frequenta le ragazze, cerca di adattarsi alle aspettative, ma si rende conto che nulla di tutto questo gli appartiene davvero. Il suo disagio affonda le radici in un trauma inconscio che continua a influenzare le sue relazioni e il modo in cui si protegge dal mondo. Nel frattempo, lui e Shunta rimangono vicini nelle stesse scuole e nei club di atletica. Anche qui, i loro risultati non sono gli stessi: ognuno corre a modo suo, con ritmi e obiettivi differenti, una metafora efficace del loro percorso emotivo.
Uno dei punti di forza di Rabbit's Forest è proprio la rappresentazione del tempo: i sentimenti infantili non spariscono, ma si trasformano, e lo fanno con velocità diverse per ciascun personaggio. Shunta, più consapevole dei propri sentimenti con il passare degli anni, cerca in ogni modo di creare una connessione autentica con Tamaki, abbattendo le barriere che l’amico ha costruito per difendersi. Tamaki, invece, è ancora incapace di guardare dentro sé stesso e andare oltre l’idea di giusto e sbagliato che si è creato negli anni.
I due volumi non concludono la storia: rimaniamo in attesa del terzo per scoprire come proseguirà il percorso di questi due ragazzi.
Barbara








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