Recensione [Anteprima]: Quando la morte libera il diavolo di L.J. Hayward
Trama
Con Quando la Morte libera il Diavolo, terzo capitolo della serie Death and the Devil, la storia di Jack ed Ethan entra nel suo territorio più oscuro e doloroso. È un romanzo che non si limita a portare avanti la trama, ma scava in profondità nei personaggi, nelle loro scelte e nelle ferite che li definiscono, mettendo il lettore davanti a una domanda scomoda e costante: chi sono davvero i buoni e chi i cattivi?
Il libro è strutturato in tre parti ben distinte, una scelta narrativa che funziona perfettamente e amplifica la tensione emotiva. Nella prima parte seguiamo Ethan, prigioniero della Cabala dopo aver tentato di uscirne. La sua cattura non è casuale: la Cabala non ha mai accettato la sua fuga e ora lo costringe a rivivere il passato attraverso non solo torture fisiche, ma soprattutto torture emotive inflitte dal Dottore. In queste pagine, crude e intense, Ethan ripercorre la propria formazione, ciò che era prima di entrare nel gruppo e gli anni trascorsi con i “fratelli”, un termine che pesa come una condanna. Il prezzo della libertà è altissimo, perché la minaccia non riguarda solo lui, ma ciò che ha di più prezioso: Jack e la sua famiglia.
La seconda parte ribalta il punto di vista e ci porta nella testa di Jack. Ethan è scomparso e Jack, appena se ne rende conto, mobilita ogni risorsa a sua disposizione. La sua priorità si divide tra la ricerca disperata di Ethan e la necessità di tenere al sicuro la propria famiglia. Sono capitoli carichi di azione, indagini e rivelazioni: Jack ricostruisce passo dopo passo ciò che Ethan ha fatto durante la sua assenza, mettendo insieme frammenti che solo alla fine compongono un disegno più ampio. È qui che emerge tutta la sua complessità: un uomo diviso tra il dovere, l’amore e una rabbia che non ha mai davvero smesso di bruciare.
Nella terza parte, quando finalmente Jack ed Ethan tornano a condividere la scena, il confine tra alleati e nemici diventa sottilissimo. Sono complici o avversari? Le scoperte fatte da Jack, in particolare durante l’interrogatorio di uno dei “fratelli” di Ethan, pesano come macigni sul loro rapporto. Ogni verità ha più di una faccia e ogni scelta, anche quella fatta per amore, ha conseguenze.
Uno dei cardini del romanzo è senza dubbio la fiducia che lega Jack ed Ethan. Una fiducia che resiste nonostante i segreti, le decisioni discutibili e il silenzio. È un legame messo continuamente alla prova, ma che non si spezza mai del tutto, ed è proprio questo a rendere la loro storia così potente.
In parallelo, il libro riflette in modo efficace sul concetto di famiglia. Jack ha la possibilità di ricostruirne una, di proteggerla e di sceglierla ogni giorno. Ethan, al contrario, è cresciuto in un ambiente che gli ha tolto tutto, trasformando il senso di appartenenza in una catena. Emerge con chiarezza l’idea che l’educazione e l’ambiente in cui cresciamo incidano profondamente sulla nostra formazione come individui, ma non determinino in modo assoluto ciò che saremo: la natura autentica di una persona può comunque manifestarsi nel corso della vita. Inoltre, si nota un parallelismo tra il sentimento di vendetta che Jack ha provato in passato e quello che ora anima Ethan: due percorsi diversi, ma sorprendentemente simili.
Quando la Morte libera il Diavolo è un libro avvincente, ricco di scene d’azione e colpi di scena, ma soprattutto una storia moralmente ambigua, in cui è difficile distinguere nettamente i buoni dai cattivi. Perché in ognuno di loro c’è una parte di luce e una di ombra. Ed è proprio lì, in quella zona grigia, che questo romanzo dà il meglio di sé.









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