Recensione: Write about our love di Anna Liebert
Trama
Anthony è un sedicenne insicuro, introverso, pieno di paranoie su se stesso, che trova nella scrittura un modo per sopravvivere a un mondo reale che percepisce come ostile. La sua valvola di sfogo sono fanfiction romantico-pornografiche in cui il protagonista è lui stesso insieme a Patrick, il ragazzo popolare della scuola per cui prova molto più di una semplice cotta: una vera e propria fissazione.
Write About Our Love è un romanzo che parla di adolescenza senza filtri, di desiderio, di fantasia e di quella zona fragile in cui l’immaginazione diventa allo stesso tempo rifugio e ferita.
La frase che guida Anthony è tanto semplice quanto potente: se il tuo mondo reale fa schifo, puoi scriverne uno tuo. E lui lo fa, ma pagando un prezzo emotivo alto. Perché quelle storie, se da un lato gli permettono di vivere l’amore che desidera, dall’altro gli ricordano continuamente che non sono reali. Patrick, nella vita vera, ha una relazione stabile con una ragazza e un gruppo di amici molto unito, che rappresenta quasi un mondo a sé stante.
Quando Patrick scopre l’esistenza di queste fanfiction, scritte usando i loro veri nomi, non reagisce come ci si aspetterebbe. Non c’è rabbia immediata, ma curiosità. Chi è davvero questo Anthony che lo vede in un modo così intenso, così totalizzante? E soprattutto: chi è il Patrick che emerge da quelle storie? Un Patrick idealizzato, quasi irreale, che mette a disagio il ragazzo in carne e ossa, consapevole di non essere affatto all’altezza di quell’immagine perfetta.
Da qui nasce la curiosità di Patrick di conoscere chi ci sia davvero dietro quelle storie: così, sotto pseudonimo, inizia a scrivere ad Anthony. Il loro dialogo segreto, seppur pieno di battute e prese in giro, diventa un viaggio doppio. Anthony si racconta, si espone, abbassa le difese; Patrick, invece, comincia a guardarsi allo specchio attraverso lo sguardo di qualcun altro. È un confronto silenzioso tra fantasia e realtà, tra ciò che desideriamo essere e ciò che siamo davvero.
Write About Our Love parla prima di tutto di amore adolescenziale. Di quell’amore vissuto spesso nell’ombra, fatto di sguardi rubati, di idealizzazione, di sogni che crescono più velocemente della realtà. È facile riconoscersi in Anthony: in quell’atto di ammirare da lontano l’oggetto del proprio desiderio, senza considerare che dall’altra parte c’è una persona reale, con fragilità, insicurezze e paure non meno profonde delle nostre.
Il romanzo riflette con delicatezza su quanto l’identità si costruisca anche attraverso lo sguardo degli altri e su quanto possa essere difficile, ma necessario, trovare il coraggio di essere se stessi, anche quando questo significa rischiare di deludere le aspettative altrui. Patrick si confronta con l’immagine che Anthony ha creato di lui; Anthony, invece, deve fare i conti con il divario tra il mondo che ha scritto e quello che vive.
C’è poi un tema estremamente contemporaneo: l’anonimato digitale. Il libro racconta quanto sia spesso più facile essere autentici dietro uno schermo, soprattutto per i ragazzi di oggi. Online, Anthony riesce a dire cose che nella vita reale non oserebbe mai pronunciare. La distanza del digitale diventa uno spazio sicuro, ma anche un luogo ambiguo, dove la verità può emergere mascherata.
Alla fine, la domanda che attraversa tutto il romanzo è una: la realtà può mai coincidere con la fantasia? O è destinata a deluderla? O, forse, a essere migliore?









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