Recensione: Hollywood Dirt di Alessandra Torre
Trama
A inizio anno ho letto Moonshot di Alessandra Torre e mi era piaciuto molto, quindi ho deciso di leggere anche Hollywood Dirt, uscito a gennaio. Purtroppo, questa nuova storia non mi ha appassionato allo stesso modo.
Ho trovato la trama a tratti difficile da seguire e non sono riuscita a entrare davvero in sintonia con i protagonisti, soprattutto con Summer, che in più occasioni mi è risultata irritante. Come spesso accade nei romanzi dell’autrice, la storia è raccontata attraverso due punti di vista; tuttavia, quello del protagonista maschile è in terza persona, una scelta che inizialmente può destabilizzare, ma che nel complesso non compromette la lettura.
La premessa della storia è interessante: entrambi i protagonisti portano il peso di una delusione amorosa, segnata dal tradimento di quella che credevano essere la persona della loro vita. Questo elemento crea le basi per una seconda possibilità, un nuovo inizio che dovrebbe essere carico di emozione e intensità. Tuttavia, lo sviluppo del rapporto tra i due risulta troppo rapido: non ho percepito una vera crescita del sentimento né una chimica convincente. Si innamorano quasi all’improvviso, lasciando il lettore a chiedersi quando e come sia davvero successo.
Uno degli aspetti che mi ha lasciata più perplessa è proprio la caratterizzazione dei personaggi. Summer viene presentata come una donna dalla lingua tagliente e dal carattere forte, ma nella pratica appare spesso superficiale, molto legata all’idea del denaro e desiderosa soltanto di lasciare Quincy per costruirsi una nuova vita altrove. Questa mancanza di profondità rende difficile empatizzare con lei o comprendere davvero le sue scelte.
Anche Cole non mi ha convinta del tutto: il suo personaggio resta poco definito e, per gran parte del romanzo, sembra attratto più dall’aspetto fisico che da una reale connessione emotiva. Non emergono chiaramente le ragioni per cui si innamora di Summer, e questo indebolisce ulteriormente la credibilità della loro relazione.
Inoltre, il fatto che per buona parte del libro i due protagonisti vengano raccontati separatamente contribuisce a rallentare il ritmo e a rendere la lettura in alcuni punti pesante. La distanza narrativa tra loro si riflette anche nel coinvolgimento del lettore, che fatica a sentirsi davvero parte della loro storia.
Il finale, pur cercando di tirare le fila del loro rapporto e offrire una conclusione positiva, arriva in modo piuttosto frettoloso. Avrei preferito uno sviluppo più graduale, capace di dare maggiore spazio all’evoluzione emotiva dei personaggi e di rendere più credibile il loro lieto fine. Così com’è, lascia una sensazione un po’ superficiale, come se mancasse qualcosa per rendere davvero memorabile la loro storia.
Nel complesso, Hollywood Dirt è un romanzo con una buona idea di base, ma che non riesce a svilupparla appieno, soprattutto per via di personaggi poco approfonditi e di una relazione che manca di autenticità.









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