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Recesnione: La tragedia di Felix e Jake di J. Daniels

 

 


LA TRAGEDIA DI FELIX E JAKE



                                                                   di J. Daniels



Prezzo: € 16,90| Ebook: € 4,99  |
Pagine: 490 | Genere: Contemporary Romance MM |
Editore: Hope Edizioni|  Data di pubblicazione: 3 marzo

Trama

Questa è una storia d’amore.
È incasinata, complicata, persino terribile, in alcuni punti.
È anche fatta di cose magiche, come i baci sulla fronte.
È la nostra tragedia.
L’amore vince sempre, cazzo
Felix <3

Mi chiamo Jake Tully, e sono un drogato.
Ho iniziato a bere molto presto, a fumare spinelli poco dopo. Poi è arrivato il resto. Errori di gioventù, giusto?
Sono stato pulito per sette anni. SETTE. Poi è andato tutto di nuovo a puttane. Nel modo più plateale possibile. A ventott’anni, ho scoperto che non la sconfiggerò mai.
Ma sono determinato a provarci, tanto che ora ho anche uno sponsor. Giovane (troppo, secondo mio fratello), adora le ciambelle e odia a tal punto i suoi ricci da nasconderli sotto uno stupido berretto. Ha anche un cuore grande, un sorriso incredibile ed è assolutamente perfetto, per me.
Se non fosse che una storia d’amore tra due ex drogati ha scritto sopra “tragedia” ancora prima di cominciare.
Dovremmo davvero stare lontani. Peccato che io sia bravissimo, a prendere le decisioni sbagliate.


IL MIO PENSIERO SUL LIBRO


Ci sono romanzi che promettono redenzione e romanzi che promettono amore. La tragedia di Felix e Jake sceglie invece una strada molto più onesta: raccontare quanto sia fragile la linea tra cadere e restare in piedi.

Jake, all'inizio della storia, sembra avercela fatta. Ex tossicodipendente, è pulito da sette anni. Non solo: è diventato un marine, ha costruito una carriera militare, ha mantenuto un rapporto saldo con il fratello maggiore (la persona che più di tutti ha creduto in lui, il suo sostegno) e anche una relazione stabile. Per qualcuno con il suo passato, sembra quasi un piccolo miracolo.

Ma la dipendenza è un'ombra lunga. E il romanzo non fa nulla per addolcirla.

Quando la sua ragazza lo lascia, Jake si trova davanti a un flacone di pillole. Il gesto che segue è quasi automatico, inevitabile nella sua semplicità. La ricaduta arriva come un colpo secco e ne segue un caos violento: improvviso ma, per chi conosce davvero la dipendenza, dolorosamente plausibile. La conseguenza è immediata: congedo con disonore.

Il mondo che Jake aveva costruito si sgretola in pochi giorni.

Eppure, La tragedia di Felix e Jake non è solo la storia di una caduta. È anche la storia di chi resta accanto a chi cade, nonostante la paura. Il fratello maggiore di Jake torna a fare quello che ha sempre fatto: esserci. Lo porta a casa sua, dove vive con la moglie, lo aiuta a rimettersi in piedi, gli trova un lavoro e lo accompagna di nuovo nel percorso di recupero.

È lì che Jake incontra Felix.

Felix è più giovane, pulito da un anno, ma ha quella presenza viva e ostinata di chi sa cosa significhi combattere ogni giorno con se stessi. In mezzo a una stanza piena di persone che condividono lo stesso passato, è una delle prime persone che davvero vede Jake. Non come un fallimento. Non come un uomo che ha sprecato tutto. Ma semplicemente come qualcuno che esiste.

Tra i due nasce una sintonia immediata.

Decidono che Felix farà da sponsor a Jake, una scelta che sulla carta ha perfettamente senso. Felix è presente in modo costante: un messaggio sia quando la giornata è difficile sia quando non lo è, un invito a un incontro, una merenda a base di ciambelle. Piccoli gesti, quotidiani, ma carichi di significato.

Il problema è che il confine tra amicizia e qualcosa di più è sottile. E nel loro caso lo diventa ancora di più. Il flirt arriva quasi senza che se ne accorgano. Ed è proprio qui che il romanzo mostra una delle sue tensioni più forti: le regole del recupero sono chiare. Due persone così fragili, entrambe ex tossicodipendenti e alcoliste, non dovrebbero intrecciare una relazione. Non è prudente. Non è raccomandato. Non è "giusto".

Ma Jake e Felix non sono persone che hanno sempre seguito le regole. E soprattutto, nessuno dei due crede davvero di meritare qualcosa di buono.

Uno dei grandi meriti del libro è proprio la costruzione dei personaggi. Jake e Felix sono fragili in modo autentico. Non sono eroi della sobrietà né esempi di disciplina perfetta. Il loro carattere cambia continuamente: da sobri cercano di essere presenti, responsabili, attenti; dopo una crisi tornano a essere pieni di rabbia, vergogna e paura. Sono due uomini che oscillano costantemente tra la persona che vogliono essere e quella che temono di essere davvero.

Felix, in particolare, porta con sé un peso familiare che il romanzo non banalizza. Il suo passato e il suo presente sono segnati da relazioni familiari difficili, tossiche. Per lui sembra valere il detto che la mela non cade lontano dall'albero.

Quello che rende il loro rapporto così potente è che Jake e Felix imparano lentamente una cosa che per loro non è mai stata naturale: parlarsi. Non salvarsi a vicenda, perché il libro è molto chiaro su questo punto, ma sostenersi. Dirsi la verità. Ammettere la paura, la vergogna, il desiderio di scappare. Capire che il silenzio è spesso il primo passo verso la ricaduta.

La tragedia di Felix e Jake non è un romanzo che regala dolcezza facile. Non promette che l'amore guarisca tutto, né che la sobrietà sia una linea retta. Al contrario, insiste su una verità scomoda: le debolezze umane non spariscono mai davvero. Restano. Si trasformano. Si nascondono. A volte ritornano.

Eppure, in mezzo a tutto questo, il libro lascia spazio a una speranza più concreta e meno romantica: l'amore, da solo, non basta. Ma può essere un motore. Un motivo per rialzarsi ancora una volta, anche quando si è convinti di non meritare nulla di buono.

Ed è forse proprio questa onestà brutale a rendere la storia di Felix e Jake così difficile da dimenticare.


E MEZZO








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