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Recensione [Anteprima]: Pink Game di Aurora Di Perri

 

 

 


PINK GAME




                                                                   di Aurora Di Perri



Prezzo: € 17,00 | Ebook: € 3,49|
Pagine: 258 | Genere: Sport Romance MM|
Editore: Triskell Edizioni|  Data di pubblicazione: 18 settembre

Trama

Nolan è tornato a Denver per ricominciare da zero.
Peccato che il suo nuovo inizio abbia il volto dell’uomo da cui è fuggito cinque anni prima. 

A venticinque anni, Nolan Jonson vive a Detroit accanto a Luke Enderson, celebre giocatore dei Red Wings.

La sua sembra una vita perfetta, ma dietro il lusso si nascondono una relazione soffocante, sogni mai inseguiti e la sensazione di aver perso sé stesso.

Quando scopre il tradimento di Luke, Nolan non ha più nulla a trattenerlo: senza un lavoro, senza indipendenza e con una famiglia che gli ha voltato le spalle, accetta di tornare a Denver insieme alla sua migliore amica Carol.

Ad aspettarlo nella casa dei Nelson c’è Josh, fratello maggiore di Carol e capitano dei Colorado Avalanche.

Un tempo erano inseparabili, finché un doloroso malinteso non ha spinto Nolan ad allontanarsi senza spiegazioni.

Josh non ha mai smesso di sentire la sua mancanza e, ora che lo ha di nuovo accanto, non intende lasciarselo sfuggire una seconda volta.

Tra partite sul ghiaccio, appuntamenti inaspettati e sentimenti impossibili da ignorare, Nolan dovrà imparare a fidarsi di nuovo e a costruire finalmente una vita che gli appartenga.

Josh, invece, dovrà trovare il coraggio di riconoscere ciò che prova e dimostrare che il vero amore non rinchiude in una gabbia dorata: offre un posto sicuro in cui tornare.

IL MIO PENSIERO SUL LIBRO

Pink Game è uno sport romance, anche se, a voler essere precisi, è decisamente più romance che sport: l'hockey fa da sfondo e da contorno alla storia, mentre al centro ci sono i sentimenti, le seconde possibilità e, soprattutto, il percorso di crescita dei suoi protagonisti.

Cinque anni prima, Nolan è sparito dalla vita di Josh e Carol senza dare spiegazioni. Nolan è gay, suo padre non lo accetta e sua madre, succube del marito, non riesce a prendere posizione. Josh, che di Nolan era il migliore amico, non ha mai realmente capito cosa sia successo e si è ritrovato con una ferita aperta, qualcosa che non ha mai smesso del tutto di fare male.

Nel frattempo, però, Nolan è cresciuto. È rimasto legato a Carol, alla quale è profondamente affezionato, e ha costruito una nuova vita accanto a Luke, giocatore di hockey e suo fidanzato. Una vita che, almeno all'apparenza, sembra funzionare. Eppure Nolan non è davvero se stesso: sembra sempre impegnato a essere all'altezza di qualcosa, a integrarsi in quel posto, a interpretare quel ruolo, quella relazione. È come se fosse diventato semplicemente il compagno di Luke, dimenticando di essere, prima di tutto, Nolan.

Josh, invece, è diventato capitano della squadra di hockey rivale di Luke. Non ha nessuno di veramente importante accanto e non sembra trovare nessuno capace di interessarlo davvero. Perché nei suoi pensieri, in fondo, c'è ancora Nolan. In un modo a cui ancora non riesce a dare una definizione.

Il loro ricordo reciproco è fatto di nostalgia e rabbia, di domande senza risposta e di qualcosa che forse non ha mai avuto un vero nome. E quando il tradimento di Luke fa crollare tutta la facciata che Nolan aveva costruito, lui non può fare altro che rifugiarsi proprio da Carol e da Josh. Carol si ritrova così a fare da punto di unione tra il fratello e l'amico, tra un passato che non si è mai davvero chiuso e un presente che potrebbe aprire una possibilità completamente nuova.

Si può tornare amici dopo cinque anni? Forse sì. Ma cosa succederebbe se ci fosse qualcosa di più? E se quello che è sempre mancato fosse stato proprio lì, davanti ai loro occhi, semplicemente ignorato? Nascosto dietro un malinteso che diventa importante chiarire?

La parte che ho apprezzato maggiormente è il percorso di Nolan. La sua crescita, la scoperta delle proprie ambizioni e del proprio posto nel mondo, sia da solo sia accanto a qualcuno, sono gli aspetti che rendono la storia più interessante. Dopo aver passato tanto tempo a essere ciò che gli altri si aspettavano da lui, Nolan deve finalmente imparare a prendere in mano la propria vita senza paura e senza sentirsi costantemente in dovere di meritare l'amore o il posto che occupa.

Anche il rapporto con Josh non è immediato. Inizialmente si avvicinano, ma non riescono davvero a capirsi. Entrambi hanno paura di fraintendere nuovamente l'altro, consapevoli di aver bisogno l'uno dell'altro per sentirsi felici, ma tormentati dal dubbio che la propria presenza non sia altrettanto importante per l'altro. Questa volta, però, non possono permettersi di lasciare che le cose accadano semplicemente: devono scegliere, e farlo in maniera consapevole, perché in gioco c'è troppo.

La storia non è forse delle più originali e alcuni degli sviluppi possono risultare familiari a chi legge molto romance, ma Pink Game ha dalla sua una narrazione estremamente scorrevole. È uno di quei libri che si lasciano leggere con facilità e che riescono a coinvolgere soprattutto grazie ai personaggi e al loro percorso emotivo. L'hockey, quindi, resta sullo sfondo, mentre il vero campo di gioco è quello dei sentimenti: il passato che ritorna, le occasioni perdute, la paura di scegliere e, soprattutto, la necessità di capire chi siamo quando smettiamo di vivere secondo il ruolo che gli altri hanno scelto per noi.

E forse è proprio questo il messaggio più bello di Pink Game: a volte, per poter amare davvero qualcun altro, bisogna prima avere il coraggio di scegliere se stessi.





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