Recensione: Love Mechanics – Vol 1 di Faddist
Trama
Nelle facoltà di ingegneria si impara che le cose complesse tendono a rompersi facilmente; quando si tratta di sentimenti, poi, aggiustare i pezzi è un gran caos. Proprio da qui parte Love Mechanic, il romanzo da cui è stata tratta la celebre serie TV thailandese.
La trama inizia nel modo più caotico e imprevisto possibile. C'è Mark, una matricola ferita da un rifiuto amoroso, che prova ad affogare i dispiaceri nell'alcol. E poi c'è Vee, uno studente più grande, amico proprio del ragazzo che ha spezzato il cuore a Mark. Tra malintesi, rabbia e un bicchiere di troppo, la situazione sfugge totalmente di mano e i due finiscono a letto insieme. Il risultato è un disastro completo. Mark si sveglia divorato dai sensi di colpa e dalla vergogna. Vee, che tra l'altro ha già una fidanzata storica, si ritrova improvvisamente legato a Mark da un filo invisibile, ma pesantissimo. Quella che doveva essere una notte sbagliata, da dimenticare in fretta, diventa l'inizio di una collisione inevitabile.
Nel raccontare l'evoluzione del loro rapporto, il romanzo non ricorre certo a espedienti romantici: è un percorso sporco, imperfetto, narrato attraverso il doppio punto di vista.
Leggere i pensieri di Mark fa male. Lui prova disperatamente a proteggersi. Ha paura di essere considerato solo una seconda scelta, una parentesi o un ripiego temporaneo. Tenta di scappare, di alzare muri, ma ogni volta finisce per gravitare di nuovo verso Vee, intrappolato in un bisogno d'affetto che lo rende vulnerabile.
Vee è un personaggio che fa venire voglia di lanciare il libro contro il muro. È confuso, egoista e possessivo. È incastrato tra il dovere morale di portare avanti una relazione ormai consolidata e l'attrazione quasi viscerale che inizia a provare per Mark. Il suo è un cammino faticoso per comprendere una verità semplice, ma dolorosa: la sicurezza non è amore.
Più che un semplice innamoramento, il loro è un processo di guarigione e ricostruzione. Imparare a fidarsi l'uno dell'altro, dopo essere partiti con il piede sbagliato, richiede tempo, cadute rovinose e tantissima gelosia. La parte migliore della loro dinamica sta proprio nel vedere due persone emotivamente «analfabete» che imparano a mettersi a nudo e a comunicare davvero.
Grazie al doppio punto di vista, il libro ci porta dritti nella testa dei protagonisti. Si riesce a sentire tutto il peso dei loro dubbi, delle loro esitazioni e dei loro errori. È angst puro, di quello che tiene in ansia per capitoli interi, ma che rende ogni piccolo momento di tenerezza conquistato sul campo mille volte più dolce.
È una storia che fa innervosire, soffrire e battere il cuore, tutto nello spazio di pochi capitoli. In Love Mechanic l'amore non nasce perfetto, ma viene conquistato pezzo dopo pezzo.
E MEZZO









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