giovedì 16 febbraio 2012

Recensione: Il Club dei Suicidi di Albert Borris



Prezzo: € 14,50
E-book: € 8,99
Pagine: 224
Editore: Giunti Y
Genere: Romanzo

Frank, Audrey, Jin-Ae e Owen non si conoscono, ma hanno qualcosa che li accomuna: il suicidio!Questi quattro aspiranti suicidi si sono incontrati on-line e hanno deciso di fare insieme un Tour della Morte: visiteranno le tombe dei lori idoli morti suicidi e finire il viaggio a Death Valley con un suicidio di gruppo. 
Durante il viaggio impareranno a conoscersi e condivideranno molto di più del loro desiderio di morte...

Il tema affrontato in questo libro è uno di quei temi difficili, di cui spesso nessuno vuole parlare: il suicidio... I quattro protagonisti sono adolescenti che fanno i conti non solo con la morte, ma anche con l'alcolismo, l'omosessualità e un'incredibile bisogno di esser amati ed accettati dalle loro famiglie. Temi importanti, affrontati dal lato dei ragazzi e che danno al lettore l'opportunità di riflettere e capire meglio non solo i protagonisti, ma anche tutte quelle persone che alla fine si sono suicidate.
Lo stile usato è particolare: l'autore non ha diviso il libro in capitoli, la lettura scorre veloce ed è intervallata solo da qualche flash back delle chat tra i quattro protagonisti.
La narrazione è in prima persona: è Owen a raccontare questo viaggio, come in un diario, come una raccolte di memorie e lo fa di getto, dando al lettore la possibilità di conoscere ogni singolo protagonista, di scoprirne i segreti, le paure e le debolezze un po' per volta, senza fretta.
Inizialmente Owen, Frank, Audrey e Jin-Ae sembrano solo quattro adolescenti in cerca d'attenzione, annoiati dalla vita di tutti i giorni e in cerca di emozioni: andando avari con la lettura invece si scopre di ognuno di loro cosa li ha portati a desiderare tanto la morte, da dove nasce il loro dolore e perché hanno perso la voglia di vivere.
Il viaggio raccontato nel libro non è solo un'avventura di quattro ragazzi, bensì è anche un viaggio nella loro psiche, è come un rito di passaggio che li aiuterà ad apprezzare la vita e a trovare almeno un motivo per cui valga la pena vivere.
Il finale ad un certo punto può apparire scontato, ma in realtà nulla è lasciato al caso e nulla cade nella banalità: alla fine si chiude il libro sorridendo e salutando i quattro adolescenti divenuti adulti.
Borris ha saputo affrontare un tema serio rendendolo piacevole, alleggerendone il peso intervallando momenti tristi e drammatici con altri giocosi e allegri. Con questo libro Borris ha sicuramente fatto riflettere molti lettori, ma li ha anche appassionati e divertiti.



valutazione 5


2 commenti:

  1. bella recensione..tra l'altro il tema molto interessante perchè sembrano cose lontane ma in realtà capitano..

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  2. Anch'io ho letto questo libro, e mi ritrovo con la tua recensione, però confesso che a me ha lasciato un po' di delusione... Cioè è stata una lettura piacevole, buona la scrittura, buoni i temi, buono lo stile...però non so, forse mi aspettavo di più. E per questo ci sono rimasta un po' male alla fine...Devo smetterla di farmi delle idee sui libri PRIMA di leggerli, li apprezzerei di più! :p

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