martedì 20 marzo 2012

Recensione: Il Profumo delle Foglie di Limone di Clara Sanchez



Prezzo: € 18,60
E-book: € 13,99
Pagine: 360
Editore: Garzanti
Genere: Romanzo

Julian è un ottantenne sopravvisuto al campo di concentramento e che per tutta la vita ha cercato i nazisti sfuggiti alla giustizia per poterli denunciare e far processare... Sandra ha meno di trent'anni, è incinta e non sa ancora cosa vuole dalla vita... Sandra vive a casa di una coppia di anziani norvegesi, Julian sta cercando prove per poter incastrare quell'anziana coppia di norvegesi: si tratta infatti di due nazisti.. 

Una trama particolare quella di Il profumo delle foglie di limone, in cui si intrecciano la storia di Julian e Sandra, dove passato e presente si mischiano e il confine tra l'uno e l'altro è sottilissimo.
La storia raccontata in questo libro è attuale, anche chi non era ancora nato o ha avuto la fortuna di non esser rinchiuso in un lager sa cosa accadeva in quei luoghi e questo libro fa riaffiorare tutta la crudeltà, tutto il dolore e anche la rabbia verso chi trattava i prigionieri come semplice materiale umano!
I protagonisti principali della storia sono Julian e Sandra: il primo è un repubblicano spagnolo che fu catturato e mandato nel campo di concentramento di Mauthausen, dove assistette ad atrocità indescrivibili e che una volta libero ha continuato a cercare i nazisti fuggiti alla giustizia.. Un personaggio reale, credibile, con una forte personalità, ma troppo accecato dal desiderio di vendetta e spesso diventa insensibile come gli stessi carnefici a cui da la caccia.
Sandra è una ragazza che non sa cosa vuole dalla vita, sciocca e immatura ed anche un po' arrivista, convinta che diverrà erede universale della coppia di norvegesi dopo pochi giorni che li frequenta: come personaggio non è molto realistico, però nel libro subisce una grande evoluzione, infatti da ragazzina immatura diviene una donna consapevole e che decide quale sarà il suo ruolo.. aiuterà Julian a trovare molti indizi per incastrare la coppia nazista e i loro amici, tutti ex ufficiali ed assassini delle SS.
La narrazione è a due voci, vista dal punto di vista di Julian e Sandra in maniera alternata e con parecchi ricordi dell'anziano uomo all'interno del lager: quest'alternanza di voce da al lettore una visione d'insieme più completa e dettagliata, trascinandolo letteralmente all'interno della storia... Forti i ricordi di Julian, vividi e penetranti: nutrono il lettore facendo aumentare la rabbia verso le barbarie commesse dai nazisti e ad un certo punto leggendo di quali segni son rimasti su Julian e i suoi amici dopo il lager viene da domandarsi se in fondo alla fine i nazisti non abbiano vinto almeno una battaglia...
Il racconto di Sandra è a tratti più noioso e tende a far calare l'attenzione del lettore, questo perché soprattutto all'inizio tutto è raccontato con superficialità, con la stessa svogliatezza con cui la protagonista vive: la Sanchez ha saputo dare un'immagine perfetta dello stato d'animo di Sandra e del suo modo di affrontare i problemi e la realtà.
Tutta la storia si svolge in un paesino di mare in Spagna, non vi sono grandi descrizioni di questo paesino se non i pochi luoghi in cui i due protagonisti si incontrano... Ricorrente è la presenza degli alberi di limone nel giardino della casetta della sorella di Sandra.
Le ville abitate dei nazisti vengono descritte sommariamente, l'autrice non si ferma mai troppo sulle descrizioni di luoghi e ambienti, quasi a non voler distogliere l'attenzione del lettore dai due protagonisti e dai vari personaggi che man mano vengono presentati..
Probabilmente leggendo la trama di questo libro e scoprendo che parla di nazisti ci si aspetta scene di violenza inaudita e crimini efferati, in realtà la Sanchez da una visione molto più realistica di questi ex criminali di guerra: sono persone anziane, che non hanno abbandonato la loro ideologia, ma sono anche consapevoli che la vecchiaia avanza e la morte è sempre più vicina... Cercano nuovi adepti tra i giovani criminali di strada, in modo che il pensiero nazista non muoia mai, ma alla fine vivono come tutte le persone della loro età, immersi nei ricordi di una vita che non c'è più e cercando di sopravvivere...
Lo stile della Sanchez è semplice, per nulla ricercato, i fatti sono narrati con semplicità come se fossero riportati dai diari dei due protagonisti, purtroppo a volte l'attenzione del lettore tende a calare e ci sono momenti in cui la tensione aumenta che poi finiscono come una bolla di sapone...
Il finale non è scontato né banale, mostra come la vita non sia mai giusta e anche se si spera fino all'ultimo di veder finire in galera i nazisti scoperti da Julian la verità è un'altra: nonostante i loro crimini non esiterà mai una giustizia che riesca a punire certe persone...



valutazione 5


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