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Dimenticati sullo Scaffale [Recensione]: I Re Maledetti di Maurice Druon



Editore: Mondadori 
Genere: Storico

Chi più chi meno, tutti conosciamo le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco (A Song of Ice and Fire) di George R. R. Martin. In tantissimi le abbiamo lette, qualcuno ne ha solo sentito parlare, altri ancora ne conoscono l’inconfondibile mondo grazie alla trasposizione televisiva intitolata Il Trono di Spade (Game Of Thrones). Quello che forse in pochi sanno è che questa fortunatissima saga, cui va il merito di aver saputo unire il fantasy “classico” al più crudo realismo, annovera fra le sue numerose fonti di ispirazione un altro bellissimo ciclo di libri che pur avendo avuto un notevole successo resta oggi assai meno conosciuto: parliamo de I Re Maledetti (Les Rois Maudits) dello scrittore francese Maurice Druon – il quale fu, fra le altre cose, membro dell’Académie française e ministro della Cultura per un biennio: insomma, non esattamente pizza e fichi.

I Re Maledetti, composto da sette libri, ci riporta in maniera vivida e realistica dritti nella Francia del quattordicesimo secolo, all’epoca del grande e terribile Filippo IV il Bello, detto Il Re di Ferro. Il regno intero, la nobiltà e perfino il papato devono sottostare alla sua inarrestabile volontà. Unico a sfidarne il potere è Jacques de Molay, Gran Maestro dei Templari, che rifiuta di finanziare le casse del regno ormai vuote: per ottenere le ricchezze dell’ordine, Filippo fa arrestare tutti i Templari di Francia accusandoli di eresia ed idolatria, riuscendo perfino a bruciare sul rogo il Gran Maestro, il quale maledice la razza del Re di Ferro per le tredici generazioni a venire. In questo cupo contesto, fra la fine della cavalleria e gli intrighi della nobiltà francese, si viene a creare una serie di trame e scandali che finirà gradualmente con lo sconvolgere tutta l’Europa e culminerà, come la storia ci insegna, con l’inizio della Guerra dei Cent’Anni tra Francia e Inghilterra. La lotta per la corona mette l’uno contro l’altro i reali, e sotto questa superficie dorata si snoda l’annoso conflitto fra due dei più carismatici protagonisti: la contessa Mahaut d’Artois e suo nipote Roberto III, che si contendono fra processi, falsificazioni e colpi bassi la contea più importante del regno. La guerra privata fra i due scuoterà le fondamenta di tutta la Francia finendo col fare danni anche al di là del mare.

La scrittura di Druon non è mai pesante né complessa, nonostante lo stile apparentemente solenne e l’uso abbondante di termini che poco ci sono congeniali: tale è la sapienza nell'uso della parola che lo stile non risulta assolutamente mai ostico nè noioso. La narrazione oscilla gradevolmente fra i pensieri e i punti di vista dei personaggi, numerosi ma non troppo. Una nota piacevole per i lettori di casa nostra è l’importanza rivestita nella trama di tutti i libri dal personaggio italiano Spinello Tolomei e da suo nipote, Guccio Baglioni (realmente esistiti come la quasi totalità dei personaggi). Non manca un pizzico di magia per chi volesse approcciarsi a questa saga in cerca di qualche elemento fantasy, ma non aspettatevi draghi o sfere di fuoco: siamo nel medioevo francese, e a farla da padrone sono intrugli velenosi preparati da subdole fattucchiere e fantocci di cera con spilli conficcati per far morire questo o quel nemico. Anche le reliquie dei santi sono di fatto talismani magici da cui dipende la fortuna del personaggio che le possiede!

Ricollegandoci dunque alla premessa, I Re Maledetti costituisce per molti versi un Trono di Spade ante-litteram, in cui possiamo ritrovare tanti elementi a cui la più giovane saga di Martin ci ha abituati: casate in conflitto fra loro, sovrani che si avvicendano con crescente rapidità su un trono che sembra portare sfortuna a chi vi si siede, matrimoni sfortunati per principesse sventurate, e cosa che ci fa riflettere con un po’ di amarezza, un popolo sempre sofferente e sfruttato sullo sfondo delle dorate beghe dei potenti. Unico neo per I Re Maledetti è la relativa difficoltà di reperimento, sebbene infatti ci sia stata recentemente una nuova edizione qui in Italia (proprio per sfruttare l’ondata di successo dei libri di Martin), si tratta purtroppo solo dei primi tre libri (Il Re di Ferro – La Regina Strangolata – I Veleni della Corona). Gli altri quattro volumi della saga (La Legge dei Maschi – La Lupa di Francia – Il Giglio e il Leone - Quando un Re perde la Francia) sono reperibili per ora soltanto nel mercato dell’usato. La buona notizia per chi non dovesse riuscire a trovarli tutti è che dai libri sono state tratte due diverse miniserie, una risalente agli anni ’70 ed un remake del 2005, quest’ultimo doppiato anche in lingua italiana e trasmesso dalla Rai col titolo La Maledizione dei Templari, con Jeanne Moreau e Philippe Torreton. La miniserie in questione, piuttosto fedele all’originale cartaceo, è disponibile in DVD nei maggiori negozi online.

In definitiva, I Re Maledetti è una serie di romanzi assolutamente consigliata no solo agli amanti delle atmosfere medievali, ma anche ai fruitori di romanzi storici con un pizzico (bello grande) di superstizione qua e là. C’è potenzialmente tutto in questi libri: l’amore, la guerra, il mistero, l’ironia, l’umanità, l’epicità, l’intrigo. Proprio come ne Il Trono di Spade, che deve sicuramente all’opera di Druon una buonissima parte del proprio successo. 

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