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Recensione: Il canto del Ribelle di Joanne Harris

"Deve essere un tuo ottimo amico." Odino mi ha guardato pensieroso.
"Ehm, non esattamente un amico", ho detto. "Ma penso di poterlo convincere ad aiutarci. E' solo questione di offrirgli il giusto tipo di incentivo; a lui e ai suoi fratelli."
"Sei davvero tanto bravo?" ha chiesto Thor.
Ho sorriso. "Meglio", ho risposto, "sono Loki."


Prezzo: € 16,90
Pagine: 320
Genere: Fantasy
Editore: Garzanti
Data di pubblicazione: 8 Ottobre 2015

Per Loki, il dio delle fiamme, intelligente, affascinante, ingannatore, spiritoso, l'accoglienza ad Asgard non è delle migliori. Nella città dorata che s'innalza nel cielo in fondo al Ponte dell'Arcobaleno, dove vivono le donne e gli uomini che si sono proclamati dèi, tutti diffidano di lui, che ha nelle vene il sangue dei demoni. Malgrado la protezione di Odino, Loki ad Asgard continua a non essere amato: quello è il regno della perfezione, dell'ordine, della legge imposta. Entrare definitivamente nella schiera delle divinità più importanti, per lui, è impossibile: non solo gli viene impedito, è la sua stessa natura ribelle a impedirglielo. Ma arriva il momento della sua riscossa. Il mondo delle divinità è agli sgoccioli, una profezia ne ha proclamato la fine imminente. E Loki potrà mettere le sue capacità al servizio di Asgard e dei suoi abitanti. È lui che si adopera, con la sua astuzia, per trarre in salvo Thor e compagni. Ma gli dèi sono capricciosi, volubili e di certo non più leali di Loki. Adesso è giunta per lui l'ora di decidere da che parte stare, chi difendere e contro chi muovere battaglia. E di scoprire se i suoi poteri e la sua astuzia possono davvero salvarlo dalla fine che minaccia i Mondi e le creature, umane e divine, che li abitano. Joanne Harris ci porta nelle atmosfere piene di fascino della mitologia nordica: le divinità buone e cattive, i popoli in lotta tra loro, le forze oscure, le città fantastiche e le battaglie sanguinose. Protagonista assoluto è Loki...

Piano piano tutte le mie passioni stanno emergendo, inesorabilmente, una dopo l'altra ed è giunto il momento di svelarvene un'altra: i SuperEroi. Avete presente gli Avengers, Iron Man, Capitan America, Hulk, Occhio di Falco e Thor? Io li adoro, dal primo all'ultimo, mi hanno sempre attratta e con l'avanzare dell'età questa passione non svanisce e mai svanirà, per cui potete facilmente intuire come mi sono sentita e quante capriole ha fatto il mio cuore quando la Garzanti ci ha comunicato l'uscita di un libro su Loki, personaggio che, secondo me, non è mai stato approfondito abbastanza. Ho colto, così, la palla al balzo e Il canto del Ribelle è entrato a far parte della mia libreria e l'ha arricchita in un modo esemplare, e non solo dal punto di vista estetico, ma anche dal punto di vista contenutistico: una storia intensa, ironica, divertente ed emozionante che Joanne Harris ha saputo narrare divinamente.
Ordine e Caos, AEsir e Vanir, due mondi in guerra perenne che hanno un obiettivo comune, l'acquisizione del Potere, quindi delle Rune. E se ci fosse un nemico ancora più grande da fronteggiare? La maga Gullveigh-Heid, padrona delle rune più potenti, incombe su di essi mettendone a repentaglio la sicurezza e la vita stessa, ed è per questo motivo che Vanir ed Aesir hanno deciso di allearsi sotto il comando di Odino, il Padre di Tutti, che ottiene così le sue tante agognate Rune. Ed è in questo contesto che il Vostro Umile Narratore entra in scena: nato da un fulmine e da ramoscelli secchi Loki è una creatura del Caos, sprovvisto di forma umana, ed è tirannato da Surt il Distruttore, potente signore del Caos stesso; quando Odino lo scorge, senza pensarci su due volte, lo raggiunge e la proposta che gli farà sarà in grado di cambiargli la vita: diventare un Dio in cambio della sua alleanza e, conseguentemente, del legame di fratello di sangue. Loki non può non accettare, il desiderio di diventare un Dio è troppo forte da reprimere, e sotto la protezione del Padre di Tutti raggiunge gli altri Dei ad Asgard, la loro dimora; l'accoglienza, però, non è delle migliori e Loki farà di tutto pur di conquistare la fiducia di quelli che ormai sono diventati i suoi fratelli, ma se questo non bastasse? Se per il solo fatto di essere una creatura nata dal Caos, egli non sarà mai rispettato dagli altri Dei? Se tutti i suoi sforzi si rivelassero inutili? Certo, Loki non è sicuramente l'emblema della perfezione e qualche piccolo scherzo gli si ritorcerà contro, ma basta davvero così poco per accusarlo di ogni nefandezza possibile e dimenticare tutto ciò che egli ha fatto per gli Dei? E' questo il punto di rottura, derisione ed umiliazione scriveranno il nefasto destino di Asgard e dei suoi abitanti.

 "Io la chiamo Lokabrenna o, tradotto approssimativamente, Il Vangelo di Loki. Loki sono io. Loki, il Portatore di Luce, l'eroe incompreso, elusivo, bello e modesto di questo particolare intreccio di bugie. Non prendetelo come oro colato, ma è vero almeno tanto quanto la Versione Ufficiale e, oserei dire, più divertente. Sin qui la storia, così com'è, mi ha assegnato un ruolo assai poco lusinghiero. Adesso tocca a me entrare in scena. 
Che sia fatta luce."

Il libro si mostra al lettore fin dall'inizio con le sue bellissime particolarità: Il canto del Ribelle si suddivide al suo interno in quattro libri, ognuno con un suo titolo ed uno stralcio della profezia dell'Oracolo, ed ognuno di essi a sua volta è diviso in lezioni, quelle che Loki imparerà sulla propria pelle, testimonianza delle delusioni e della grande rabbia del Burlone, ed è dal suo punto di vista che veniamo a conoscenza della storia che ha portato alla disfatta di Asgard. L'io narrante infatti è sempre il solo Loki ed in questo modo non solo il lettore è in grado di leggere la Leggenda sotto una visione differente, ma anche di conoscere più a fondo un personaggio che, fino ad adesso, non ha mai avuto molta voce in capitolo, o di cui comunque si è sempre parlato meno e la maggior parte delle volte anche male; io personalmente ho apprezzato molto questa scelta, Joanne Harris ha voluto rendere protagonista chi non lo è mai stato, chi non è mai stato celebrato abbastanza, nel male e nel bene e vengono così a galla aspetti della sua vita fino ad ora ai più sconosciuti, aspetti personalissimi di cui io in primis non ne ero a conoscenza ed un libro del genere, in grado di arricchire il lettore, è uno di quelli che merita un posto speciale in ciascuna libreria.
A dare un tocco in più alla storia, già costruita e sviluppata benissimo di per sé, sono, poi, le descrizioni sia dei paesaggi sia degli aspetti divini, magici: ogni cosa è analizzata nel minimo dettaglio ed il lettore non dovrà fare molti sforzi per immaginarsi Asgard o la Terra dei Ghiacci o il modo in cui avvengono le continue trasformazioni di Loki e le trasformazioni stesse o la battaglia finale e potrei stare qui a prendere ad esempio mille altre cose, ma finirei per raccontarvi l'intero libro e vi toglierei la magia di una lettura unica e sognante, cosa che non voglio assolutamente fare.
Altro aspetto di non poco conto che ha saputo conquistarmi è la caratterizzazione dei personaggi: seppur tutti i coprotagonisti siano visti e presentati con l'occhio di Loki, l'autrice è stata molto abile a metterne in luce pregi e difetti dando al lettore una visione quanto più completa possibili delle divinità norrene, cosa assolutamente non facile.
Molti, poi, e dei più diversi, sono i sentimenti che vengono affrontati e narrati gradualmente nel libro, dall'amore all'odio, dalla soddisfazione alla derisione, dall'umiliazione alla rabbia, dalla volontà di vendetta al coraggio di cambiare, dalla voglia di distruzione al pentimento fino ad arrivare all'orgoglio, quel sentimento che, molto probabilmente è in grado di mettere a repentaglio in pochissimi minuti tutto ciò che si è costruito in anni e anni di lavoro e fatica. Elemento centrale però è l'Ironia tipica di Loki, denominato il Burlone proprio per questa caratteristica che, tra l'altro, traspare dalle sue parole molto chiaramente e sarà in grado di diffondere allegria e sorrisi negli animi di chi lo sta leggendo.
Infine, lo stile: molto scorrevole e molto semplice sicuramente contribuisce a rendere il libro praticamente perfetto, senza alcuna sbavatura o imperfezione, e anche a questo aspetto il lettore si ritroverà a divorare l'opera, pagina dopo pagina, in pochissimo tempo ed una volta arrivato alla fine un grande senso di vuoto si impossesserà di lui lasciandolo completamente disperso in un mondo in cui non avrebbe mai voluto fare ritorno.
Joanne Harris è stata in grado, anche questa volta, di ammaliare il lettore in modo unico e coinvolgente rivelandosi e confermandosi un'autrice eccezionale.


valutazione 5

Commenti

  1. Io all'inizio ero titubante su questo libro perchè non mi piace leggere di miti, dei ecc Però sta piacendo a chiunque e io una chance gliela vorrei tanto dare! Anche perchè non posso resistere alla copertina :3

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  2. Ora ho un pò di libri che mi attendo ma questo lo leggerò di sicuro !!

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  3. Recensione bellissima. Il libro è nella mia wl.

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  4. questo mi piace tantissimo spero di leggerlo presto

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  5. Bellissima recensione! E libro interessante :)

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