venerdì 27 novembre 2015

Un té con... Matt Haig


I primi di Novembre grazie a Matteo e alla casa editrice Salani il nostro blog ha avuto la possibilità di intervistare Matt Haig, autore del libro Ragioni per continuare a vivere, di cui trovate la scheda QUI

Per noi de Il colore dei libri è stato un onore avere la possibilità di intervistare questo autore che ha deciso di condividere con il mondo la sua esperienza con la depressione, personalmente credo che non sia facile parlare di questa malattia e chi lo fa, soprattutto per cercare di aiutare gli altri, è una persona da stimare e da prendere come esempio....





Cosa l'ha spinto a scrivere un libro su un argomento così delicato ed anche molto personale?

Essendo questa depressione l’esperienza più importante che ho avuto in vita mia, ne avevo già scritto in realtà, ma nei miei romanzi quindi non in modo diretto, non in autobiografico.  Avevo molta paura in realtà di parlare di depressione apertamente in un libro, penso davvero che se non me lo avesse chiesto un amico che lavora nel ramo editoriale a Londra penso proprio che non lo avrei fatto. Invece l’ho scritto questo libro ed ero ancora piuttosto preoccupato quando è uscito, ma devo dire che dalla pubblicazione in poi le reazioni e i commenti sono stati tutti positivi e alla fine ora sono molto contento di averlo contento di averlo scritto, sono andato molto vicino dal non scriverlo per niente.


Molti sottovalutano la depressione, non ritenendola una malattia... Pensa che sia dovuto ad una mancanza di informazioni?

Sicuramente la mancanza di informazione centra molto, ma centra molto anche la mancanza di conoscenze scientifiche certe ed esaurienti sul tema depressione. Io ho parlato abbastanza di recente con un neurochirurgo, un grande neurochirurgo a Londra, che da 4O anni opera cervelli umani, e lui me l’ha confermato che sotto il profilo scientifico la depressione è in larga misura ancora un mistero. Lui mi ha detto queste precise parole “Della depressione non ne sappiamo neanche la metà di tutto quello che c’è da sapere scientificamente” quindi le spiegazioni sono molto insufficienti.


Spesso non ci si accorge che qualcuno della propria famiglia soffre di depressione..Secondo lei quali sono gli atteggiamenti a cui bisogna fare più attenzione?

Molte persone la sottovalutano, pensano che non sia una malattia, anche per un motivo più banale e cioè che è una malattia invisibile, che non lascia segni sulle persone:uno può avere un aspetto perfettamente sano, essere magari molto giovane ed essere seriamente depresso, tutal più lo guardi e pensi “Beh è un po’ stanco, mi sembra un po’ nervoso” . No qui siamo difronte ad una vera e propria malattia, come ben sa chiunque ci è passato personalmente o sia stato vicino a persone depresse. Intendo dire come vera malattia che tutte le emozioni, anche le più dure, le più negative, il dolore di un lutto, la disperazione comunque non arrivano all’intensità e alla profondità della depressione, la quale è una malattia si, ma è come tutte le altre malattie, cioè non è che al centro ci sia qualcosa di specifico, quindi è importante come dire stimolare e incoraggiare l’empatia nei confronti delle persone depresse, saperle ascoltare e credere fermamente che si tratta davvero di una malattia, come può dire chi ci è passato… Siamo lontani da tutto questo


Come si puó esser d'aiuto a familiari e amici che soffrono di depressione?

Io penso che la cosa migliore sia comunque semplicemente dimostrare quanto ci tiene a quella persona così ammalata, quanto la ama. Certamente io ho studiato molto, mi sono documentato molto e penso che una migliore comprensione della malattia sia importante, però è importante stare vicini alla persona e non prendersela troppo quando la persona malata si mostra scontrosa o anche far sentire a quella persona che uno ci tiene , quello fa parte della malattia. Credo che si tratti di stare molto vicini e a lei, che le vuole bene, darle lo spazio per parlare eventualmente della malattia. C’è un sacco di gente in giro convinta che le persone che hanno malattia mentale vanno lasciate in pace, ma sul lungo periodo credo che, perlomeno per quello che ho visto io e per la mia esperienza personale, la cosa importante è consentire alla persona malata di aprirsi, esprimersi e parlare, raccontare la propria malattia e manifestarle amore, affetto, sostegno senza troppo preoccuparsi quale sia la frase giusta, cosa giusta da dire. Quindi esserci, stare vicini e nel contempo cercare di capire un po’ meglio questa malattia.


Pensa che i giovani dovrebbero leggere il suo libro?

Certamente io non ho scritto questo libro soltanto per i depressi, per le persone che soffrono o hanno sofferto di depressione ma l’ho scritto in modo che tutti quanti potessero capire un po’ meglio che cosa è la depressione, quindi l’ho scritto per tutti e inoltre volete sapere qual è la percentuale di depressi sulla popolazione del Regno Unito? Le stime ufficiali dicono che una persona su 5 ha sofferto o soffre di depressione… Io sono convinto che siano sottostimati il numero di persone che hanno avuto un’esperienza di depressione nel Regno unito soprattutto xkè molta gente esita a parlare di queste cose in pubblico ma se mi guardo un po’ in torno scopro che tutti più o meno conoscono almeno una persona che ha sofferto o soffre di depressione anche se nn è stata ancora diagnosticata… la mia idea quando ho scritto questo libro è stata di scriverlo come una guida prima di tutto per me come una sorta di guida per il prosieguo della mia vita di ex malato di depressione e non è un libro in cui si troveranno tutte le risposte, quello che posso dire io è che per me la depressione è stata fonte di grandissimi insegnamenti per la vita successiva.


Secondo lei cosa porta molti giovani a cadere in depressione e spesso scegliere il suicidio?

Penso che a far cadere tanti giovani a cadere in depressione e a volte indurli a togliersi la vita ci sia in primo luogo proprio il terrore della depressione stessa, la mancanza di speranza e l’idea, errata, che nn saranno mai diversi da come sono adesso, che non staranno mai meglio di come stanno adesso. Ecco perché la depressione è tanto pericolosa, ecco perché è tanto pericoloso il primo momento in cui cominci a cader vittima della depressione


Che messaggio vuole dare a tutti coloro che soffrono di depressione o hanno amico e parenti malati?

Il mio messaggio anche ai giovani si divide in due parti A la depressione non è che una malattia come tante altre B non resterai sempre così non ti sentirai per sempre così male, le cose possono cambiare!




















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