martedì 5 gennaio 2016

Novità : Uscite di Gennaio 2016 di Bompiani

Bompiani ha tantissime uscite per questo inizio d'anno.
Sicuramente troverete un titolo che fa per voi!!!

NARRATIVA ITALIANA E STRANIERA


Ludmila Ulitskaya
Una storia russa
Collana Narratori Stranieri, pag. 500, € 19.00  
In libreria 14 gennaio

La testimonianza di una grande scrittrice, i cui romanzi sono d’ispirazione per le generazioni più giovani.
Uno sguardo romanzesco ma implacabile sulla storia del Novecento e le sue contraddizioni.
“Ulitskaya è diventata una voce dell’autorità morale, che affronta nei suoi romanzi temi che mettono in seria difficoltà numerosi russi.” The New Yorker

Un romanzo sulla vita dei dissidenti nell’Unione Sovietica, scritto da una delle più grandi autrici russe viventi. “Una storia russa” è una saga che racconta le vite di tre compagni di scuola a partire dagli anni cinquanta, e del loro difficile percorso tra eroismo, follia, compromessi, speranza. Un poeta orfano, un fragile pianista e un aspirante fotografo combattono per crescere in una società che li opprime e manda in esilio i propri eroi. Una storia toccante di intrighi, impegno politico ma anche amore e passione, che regala un affresco nitido e drammatico della vita sotto il regime di Stalin: il romanzo più intimo di un’autrice testimone della grande tradizione letteraria russa di Dostoevskij, Tolstoj e Pasternak.

Ludmila Ulitskaya (1943) è una delle scrittici russe più lette e acclamate a livello mondiale. Ha ottenuto numerosi primi internazionali tra i quali nel 2014 l’Austrian State Prize for European Literature. Tra le sue opere Sonechka (1995), The Funeral Party (1997), Daniel Stein, Interpreter (2006), Russian Jam and Other Plays (2008) e Imago (2010).





Mario Baudino
Lo sguardo della farfalla
Collana Narratori Italiani, pag. 240, € 17.00 In libreria 14 gennaio 2016

Un thriller letterario dal ritmo serrato, tre librai detective sulle tracce di un libro scomparso.
Una divertente caccia al tesoro tra gli scaffali e i libri di una biblioteca.

Non che la vita sia noiosa per Demi, Duccio e Matteo, librai in un paese di montagna del Piemonte, colti e burloni. Ma quando ricevono l’incarico di valutare una  biblioteca  ereditata in modo alquanto misterioso, si ritrovano  catapultati in una avventura di cappa e spada, e non stanno più nella pelle. A eccitare i librai - più delle voci che la biblioteca sia infestata da un fantasma - sono i misteri che affiorano durante il loro lavoro: la scomparsa di un libro chiamato “Lo sguardo della farfalla”, le indagini di una formosa giornalista d’assalto, le curiosità di una strana cliente; mentre l’ombra di un terrorista  si allunga sulla valle.

Mario Baudino  si è dedicato ai detective bibliofili nei romanzi di genere con Ne uccide più la penna (Rizzoli 2011), ai rifiuti editoriali con Il Gran rifiuto (nuova edizione aggiornata Passigli 2009), alle narrazioni esoteriche novecentesche con Il mito che uccide (Longanesi 2004). Ha scritto romanzi e poesie, si occupa di cultura per il quotidiano La Stampa.


Mario Fortunato
Tre giorni a Parigi
Pag. 112, € 12,00            
In libreria 28 gennaio 2016


“Con Mario Fortunato ho l’impressione di trovarmi di fronte a quel genere di scrittore, raro nella letteratura italiana di oggi, che, pur partendo da uno stato d’animo poetico, riesce tuttavia a essere narratore.” Alberto Moravia

Se il vostro partner vi invitasse a Parigi per un weekend e, mentre oziate insieme nella Ville Lumière, magari davanti a un quadro di Gauguin, vi capitasse di fiutare – grazie a un’allusione, a un accenno, a un silenzio – che in quel posto ci è già stato e ha fatto le stesse cose che ora sta facendo con voi, ma in compagnia di qualcun altro, come reagireste? E che cosa accadrebbe se quel qualcuno si rivelasse – sempre grazie a un’allusione, un accenno, un silenzio – del medesimo sesso del vostro partner? E se infine la chiave di questa mortificante catastrofe sentimentale fosse racchiusa nel suddetto quadro di Gauguin, in che modo ve la cavereste? Tre giorni a Parigi, il nuovo, breve romanzo di Mario Fortunato, è un rapido ma avventuroso viaggio fra le incertezze più insidiose di ogni tempo: le incertezze del cuore.

Mario Fortunato ha diretto l’Istituto italiano di cultura di Londra, è critico letterario per “L’Espresso” e opinionista della “Süddeutsche Zeitung”. Il suo ultimo libro è Le voci di Berlino (Bompiani, 2014). Nei Tascabili Bompiani sono disponibili: Luoghi naturali, Immigrato (insieme a Salah Methnani), L’arte di perdere peso, I giorni innocenti della guerra (secondo classificato al Premio Strega 2007 e vincitore del Premio Mondello e Super Mondello), Quelli che ami non muoiono e Il viaggio a Paros.


Beatrice Masini
I nomi che diamo alle cose
Collana Narratori Italiani, pag. 256, € 18.00  
In libreria 28 gennaio 2016

Il nuovo romanzo dell’autrice di “Tentativi di botanica degli affetti”, Premio Campiello 2013 - selezione Giuria dei letterati, Premio Manzoni e Premio Viadana.

Un romanzo che parla di famiglie tradizionali e insolite, di madri buone e figli cattivi o viceversa, del lavoro come fatica e come vocazione. Tre donne, tre modi diversi di essere o non essere madri.
Anna, quarantenne in fuga da Milano e da un amore non risolto, eredita da una celebre scrittrice per ragazzi scomparsa di recente la portineria della sua villa in collina. La fatica di ambientarsi in un mondo nuovo, fra gente nuova – un capomastro gentile e devoto che le fa da Virgilio, l’anziana sorella di lui che è stata segretaria della scrittrice, una coppia di neocontadini con due bambine molto indipendenti – è complicata da ombre lunghe che risalgono alla guerra e da una rete di non detti che unisce e separa le persone della piccola comunità. Il figlio della scrittrice, un giovane uomo irrequieto, sembra accusare Anna di essere un’usurpatrice; un ricco iraniano innamorato del lago la corteggia e la fa sentire di nuovo  attraente. Sembra che tutti vogliano qualcosa da Anna, che la sua presenza lì non sia quasi casuale ma richiesta. E proprio lei, complice una raccolta di fiabe inedite ritrovate in una scatola di latta, è chiamata a ricomporre vecchi conflitti in un lavoro di ricostruzione di certe verità che la costringe ad affrontare le proprie luci e ombre, le luci e le ombre di tutti: il nodo della maternità, la cura degli altri e delle cose, il dare peso a ciò che si fa e si sceglie e a come lo si chiama.

Beatrice Masini è giornalista, traduttrice, editor, scrittrice, autrice di storie e romanzi per ragazzi; tra gli ultimi La fine del cerchio, Fanucci 2014 e La cena del cuore, RueBallu 2015. Presso Bompiani ha pubblicato il suo primo romanzo per adulti, Tentativi di botanica degli affetti, con cui ha vinto il Premio Campiello 2013 - selezione giuria dei letterati, il Premio Alessandro Manzoni e il Premio Viadana.



Chigozie Obioma
Il fiume proibito
Collana Narratori Stranieri, pag. 360, € 18.00  
In libreria 28 gennaio 2016
Traduzione di Beatrice Masini

Un debutto letterario – Obioma ha ventinove anni - in corso di pubblicazione in 12 paesi, tra cui Stati Uniti, Inghilterra, Germania.

Finalista al Man Booker Prize 2015.


Selezionato in tutti i più importanti premi letterari della stazione: FT/OPPENHEIMER AWARDS, CENTER FOR FICTION FIRST NOVEL PRIZE, GUARDIAN FIRST BOOK AWARD.


“Pochi romanzi meritano di essere definiti mitici: Il fiume proibito è uno di questi. Un magnifico  esordio.” Eleanor Catton


“Un’affascinante leggenda dei nostri tempi.” The Wall Street Journal


“Un romanzo fondato sul concetto aristotelico di tragedia”. The Guardian


“Una capacità unica di esplorare i misteri dell’animo umano: Chigozie Obioma è l’erede di Chinua Achebe.” The New York Times 


“Il nuovo ‘Cacciatore di aquiloni’.” – Good Reading Magazine


Nella Nigeria di fine anni Novanta quattro fratelli maschi - il più grande, Ikenna, ha quindici anni; il più piccolo nove - approfittano della lontananza del padre, trasferito in un’altra città dalla banca per cui lavora, per disobbedire a lui e alla madre, occupata dai più piccoli di casa, e cominciano ad andare di nascosto a pescare al fiume Omi-Ala, luogo pericoloso e proibito. Là si sfidano, litigano, misurano i propri limiti; là incontrano Abulu il pazzo, un mendicante che lancia messaggi incomprensibili tra l’ilarità e lo scherno dei passanti. La sua profezia di violenza – è lui ad annunciare a Ikenna con parole oscure che uno dei suoi fratelli lo ucciderà - sconvolge la vita della famiglia. Da quel momento niente è più come prima; finito il tempo dei giochi, della solidarietà segreta, del tifo davanti alla televisione, della complicità contro i genitori. Messi uno contro l’altro da una catena di eventi imprevedibili, i quattro fratelli saranno costretti a dire, fare, subire cose spaventose senza poter sfuggire alla potenza del destino, trascinati in un contorto percorso di tragedia e redenzione. Il fiume proibito è lo straordinario esordio di Chigozie Obioma, un romanzo di formazione, un indimenticabile ritratto di famiglia e dei legami che la tengono unita, una storia sulla perdita e la riconquista della fiducia.

Chigozie Obioma è nato in Nigeria e vissuto a Cipro e in Turchia. Vive negli Stati Uniti, dove insegna letteratura e scrittura creativa all’Università del Nebraska-Lincoln. Il fiume proibito è stato pubblicato in Inghilterra, Canada, Germania, Australia ed è in corso di traduzione in tutto il mondo.



 VARIA E SAGGISTICA




Julia Cagé

Salvare i media. Capitalismo, finanziamento, democrazia
Collana Overlook. pag. 128,  € 16.00         
In libreria 14 gennaio 


Una riflessione controcorrente, chiara e rigorosissima, sul futuro dei media e della carta stampata.

Una proposta coraggiosa per guardare oltre la lotta sanguinosa tra web e carta stampata per il dominio dell’informazione

La crisi dei grandi giornali sembra irreversibile e il potere del web destinato a soppiantare progressivamente tutte le altre fonti di informazione, con blog, social network e siti non professionisti a farla da padrone. Eppure Julia Cagé dimostra come questa visione catastrofica sia frutto di un grande equivoco: il giornalismo è una professione, mentre l’informazione è un valore da tutelare come bene per la democrazia, a garanzia della partecipazione di tutti. La difesa dell’informazione come bene pubblico necessita di un nuovo modello economico di gestione per i giornali, ma soprattutto di un cambiamento di mentalità tanto urgente quanto necessario.

Julia Cagé è professore di Economia presso il Dipartimento di Economia e Scienze a Sciences Po, Parigi. Ha completato gli studi di dottorato presso l’Harvard University nel 2014. È membro della Commission Economique de la Nation.





Massimiano Bucchi
Per un pugno di idee
Collana PasSaggi. pag. 320,  € 13.00          
In libreria 28 gennaio 

Storie di innovazioni che hanno cambiato la nostra vita.
Dalla moka alla tastiera del computer, dalla forchetta agli spaghetti western: quando a cambiare il mondo è un’idea semplice, ma dall’impatto straordinario.
Il nuovo libro dell’autore di Il Pollo di Newton, un successo tradotto in Finlandia, Brasile, Corea, Spagna e America Latina.
Di che cosa parliamo quando parliamo di innovazione? Massimiano Bucchi ci racconta come dietro questa parola abusata vi siano percorsi concreti, spesso inaspettati, tortuosi, e molto affascinanti. Dall’invenzione del kalashnikov al primo videogioco, questo libro intreccia le storie delle intuizioni che hanno cambiato le nostre vite, dimostrando la loro natura di processi non lineari, collettivi, che non possono essere ricondotti all’intuizione di un genio isolato ma che nascono dal contributo spesso inaspettato di chiunque. Dalla cultura alla tecnica, dallo sport al cinema e alla tavola, il racconto curioso e istruttivo di piccole svolte diventate grandi cambiamenti.
Massimiano Bucchi è professore di Scienza, Tecnologia e Società all’Università di Trento ed è stato visiting professor in numerose istituzioni accademiche in Asia, Europa e Nord America. Ha pubblicato una decina di libri (editi in Italia, Stati Uniti, Regno Unito, Cina, Corea, Brasile) e saggi in riviste internazionali quali Nature, Science. Tra i suoi libri più recenti Il Pollo di Newton. La Scienza in Cucina (Guanda, 2013), premio internazionale La Vigna, pubblicato anche in Finlandia, Brasile, Corea, Spagna e America Latina e l'eBook Il diavolo non gioca a dadi. Da Einstein a Hiroshima (i Corsivi del Corriere della Sera, 2015). Ha ideato l'Annuario Scienza Tecnologia e Società (il Mulino) e dirige la rivista internazionale PublicUnderstanding of Science (Sage). Collabora alle pagine culturali di Repubblica.


Martin Heidegger
Quaderni neri II  1938-1939
Collana Saggi. pag. 704,  € 27.00             
In libreria 28 gennaio 
A cura di Peter Trawny
Traduzione di Alessandra Iadicicco

I Quaderni neri presentano una forma che, secondo le sue caratteristiche, risulta oltremodo singolare non solo per Heidegger, bensì in generale per la filosofia del XX secolo.
Tra i generi testuali di cui solitamente si fa uso i Quaderni sarebbero anzitutto da paragonare a quello del “diario filosofico”. In essi gli eventi del tempo vengono sottoposti a considerazioni critiche e messi continuamente in relazione con la “storia dell’Essere”.
Il presente testo è il secondo dei tre volumi in cui saranno pubblicate le Riflessioni. Il primo quaderno di questo volume incomincia nel 1938, l’ultimo, con le Riflessioni XI, si conclude poco prima dell’inizio della seconda guerra mondiale, alla fine dell’estate 1939.
Le Riflessioni non corrispondono ad “aforismi” da intendersi come “massime di saggezza”. Ciò che è “decisivo non è”, “che cosa si rappresenti e che cosa venga riunito a formare una costruzione rappresentativa”, “bensì solo come si ponga la domanda e assolutamente il fatto che si domandi dell’essere”.
Dal “tentativo” di Heidegger di riconoscere la “storia dell’Essere” nei suoi segni quotidiani nasce un manoscritto che, dall’inizio degli anni trenta fino all’inizio degli anni settanta, interpreta anche i due decenni più oscuri della storia tedesca e l’eco che ne seguì.


Martin Heidegger (1889-1976) è il più importante pensatore tedesco del Novecento e uno dei filosofi più influenti dell’età contemporanea. Di famiglia cattolica, studia teologia a Friburgo. Più tardi abbandona il cattolicesimo e nel 1919 diventa assistente di Edmund Husserl, al quale succede nel 1928. Le sue opere più importanti sono Essere e tempo (1927), L’origine dell’opera d’arte (1929), Lettera sull’umanismo (1947), Sentieri erranti (1950), Introduzione alla metafisica (1953), Saggi e discorsi (1954), Che cosa significa pensare? (1954), In cammino verso il linguaggio (1959), Nietzsche (1961), Segnavia (1967).
A novembre 2015 è uscito per Bompiani il primo dei tre volumi delle Riflessioni, Quaderni neri 1931-1938 [Riflessioni II-VI].




TASCABILI


Roberto Pazzi
Cercando l’imperatore
Collana Grandi Tascabili € 11.00        
In libreria 14 gennaio

“Unisce la poesia di Cechov e l’immaginazione di Calvino” Michiko Kakutani, The New York Times
“Cercando l’imperatore è un romanzo-ossessione, coltiva il supremo, eccitante artificio in forza del quale si può scrivere come testimoni oculari di cose mai successe o successe al di fuori della portata del nostro sguardo e della nostra vita.”
Giovanni Raboni

Russia, estate 1918. Dopo la sanguinosa rivoluzione d’ottobre, lo Zar Nicola II e la sua famiglia sono prigionieri dei bolscevichi a Ekaterinburg, negli Urali, in attesa di conoscere il loro destino, mentre alle porte della città l’armata bianca controrivoluzionaria avanza per liberare il sovrano destituito. A molti chilometri di distanza, un reggimento scelto di fedelissimi agli ordini del principe Ypsilanti è disperso nelle terre aspre della Siberia. All’oscuro degli sviluppi della rivoluzione e tagliati fuori dai rifornimenti, i soldati marciano nella taiga in cerca del loro Imperatore. Un romanzo di grande forza narrativa, tradotto in tredici lingue, sulla ricerca di un’identità perduta, una grande avventura in cui l’immaginazione e i suoi incubi sfidano la Storia.

ROBERTO PAZZI Poeta, narratore e giornalista, vive a Ferrara dove ha insegnato nella scuola e nell’università e tiene corsi di scrittura creativa. Tradotto in ventisei lingue, è considerato tra i più originali e visionari scrittori italiani. Vincitore di importanti premi letterari come il Premio Selezione Campiello, il Superpremio Grinzane Cavour, il Montale, il Procida Elsa Morante, il Superpremio Flaiano e due volte finalista al Premio Strega. Dei suoi diciannove romanzi i più recenti sono: Dopo primavera (2008), Mi spiacerà morire per non vederti più (2010) e D’amore non esistono peccati (2012). Presso Bompiani ha pubblicato La stanza sull’acqua (2012), L’erede (2013), La trasparenza del buio (2014) e Vangelo di Giuda (2015).



Richard Flanagan
La vita sommersa di Gould
Collana Grandi Tascabili, pag. 428, € 15.00       
In libreria 14 gennaio


Un romanzo indimenticabile dal vincitore del Booker Prize 2014.

“Un romanzo che unisce Tristram Shandy e Garcìa Màrquez, le parole di Joyce e l’inquietudine di Melville.” Michiko Kakutani, The New York Times


Un diario trovato nella bottega di un robivecchi da un venditore di falsi mobili d'antiquariato, "porta a galla" la fantastica storia di William Gould. E in questo manoscritto scorre la vita di un ladro, assassino e falsario d'inizio Ottocento, che sconta la sua condanna nella più famigerata colonia penale dell'impero britannico, Sarah Island in Tasmania. Un diario affascinante, scritto con i surrogati d'inchiostro disponibili nel penitenziario, ricci di mare, laudano, interiora di pesci, lapislazzuli, sangue, e mirabilmente decorato da dodici acquerelli di pesci attorno ai quali si intrecciano, caotici e infiniti, i racconti e i ricordi di Gould, i suoi amori proibiti e i suoi sogni impossibili.


Richard Flanagan (1961) è nato e cresciuto in Tasmania, dove vive con la moglie e i tre figli. Laureato in lettere, prima di dedicarsi alla scrittura ha svolto numerosi mestieri. È autore di sei romanzi tra i quali La vita sommersa di Gould, che si è aggiudicato il Commonwealth Writer’s Prize nel 2002, Solo per desiderio e Morte di una guida fluviale. La strada stretta verso il profondo Nord, in corso di traduzione in trentotto paesi, gli è valso il Man Booker Prize 2014.


Michel Houellebecq
Lanzarote
Collana Nuovi Grandi Tascabili,  pag. 156, € 11,00        
In libreria 28 gennaio 2016

“...Vivevamo in un’epoca capace di partorire qualunque distruzione e qualunque messia.”

Incapace di tollerare oltre la piattezza abissale della vita parigina, Michel Houellebecq parte per l’isola spagnola di Lanzarote. Qui, immerso in un paesaggio vulcanico disumano, che sembra sottolineare il doloroso distacco fra uomo e natura, incontra due ragazze tedesche e un belga, con i quali organizza un’escursione che si trasforma in una travolgente avventura erotica. Sesso senza freni, ansia di fuga dal quotidiano e ricerca di un luogo dello spirito in grado di sanare ogni turbamento sono le componenti di questo straordinario testo autobiografico, accompagnato dalle fotografie scattate dallo stesso Houellebecq. L’autore di Le particelle elementari e di Piattaforma affronta in queste pagine i temi a lui più cari, che gli sono valsi l’ammirazione del pubblico dei lettori e lo hanno posto al centro di un dibattito critico che non accenna a spegnersi, anzi si intensifica di pari passo con la popolarità della sua opera. Amato e contestato, paragonato a Céline e accusato di oscenità e vilipendio, Houellebecq si è conquistato con la forza della sua opera un posto scomodo eppure illuminante e necessario nella letteratura odierna, e si conferma ora l’unico vero scrittore che sappia raccontare miserie e grandezze dell’uomo contemporaneo.

Michel Houellebecq ha pubblicato presso Bompiani i romanzi Le particelle elementari (1999), Estensione del dominio della lotta (2000), Piattaforma (2001), Lanzarote (2002), La possibilità di un’isola (2005), divenuto un film con la regia dell’autore nel 2008, e La carta e il territorio (2010, Premio Goncourt), Sottomissione (2015), la raccolta poetica Il senso della lotta (2000), i saggi H.P. Lovecraft. Contro il mondo, contro la vita (2001), La ricerca della felicità (2008) e il libro scritto con Bernard-Henri Lévy, Nemici pubblici (2009). Bompiani ha appena pubblicato la raccolta di poesie Configurazioni dell’ultima riva (2015).
FILOSOFIA



Claudio Tolomeo
Armonica con il Commentario di Porfirio
Collana Il Pensiero Occidentale, pag. 1300, € 40.00  
In libreria 28 gennaio
A cura di Massimo Raffa
Testo greco a fronte

Dalla musica udibile alle proporzioni silenziose dei moti astrali: questo l'ambizioso itinerario di Tolomeo per i lettori dell'Armonica.
L'Armonica di Claudio Tolemeo (II secolo d.C.) è uno dei documenti più completi della teoria musicale ellenica, ma è anche molto di più. Attraverso le strade impervie della matematica e della filosofia, il lettore viene condotto dal microcosmo dei singoli suoni alle architetture più complesse delle scale e dei toni, fino al macrocosmo in cui l'armonia musicale si rivela imparentata con quelle dell'anima, della polis e dell'intero universo. Nel suo Commentario al trattato, il filosofo neoplatonico Porfirio di Tiro (III secolo) indagherà soprattutto sui modi in cui l'anima si serve della percezione sensoriale per acquisire e apprezzare i suoni che le giungono dal mondo fenomenico.
Claudio Tolemeo (ca. 100-178 d.C.), uno dei più grandi scienziati dell'Antichità, nacque in Egitto, forse ad Alessandria, durante l'impero di Traiano, e lì operò per tutta la vita, fino agli ultimi anni dell'impero di Marco Aurelio. Noto come astronomo (Almagesto, Tetrabiblos, Pronostici, Tavole astronomiche), si occupò anche di ottica, geografia, filosofia (Sul criterio e il principio). L'Armonica, scritta forse verso la fine della sua vita, è l'unica sua opera sulla teoria musicale.



Immanuel Kant
Lezioni sul diritto naturale
Collana Il Pensiero Occidentale, pag. 512, € 30.00  
In libreria 28 gennaio

La prima edizione critica di un testo fondamentale per capire la filosofia morale e giuridica di Kant.

Dei corsi che Kant tenne regolarmente sul diritto naturale ci rimane oggi una sola trascrizione manoscritta, relativa a quello tenuto nel semestre estivo del 1784. Si tratta di un testo di grande importanza, perché il corso si tenne mentre Kant stava finendo di scrivere la Fondazione della metafisica dei costumi; i due testi si illuminano a vicenda, aprendo scorci importanti per comprendere la filosofia pratica kantiana. Si tratta della prima presentazione organica del pensiero giuridico di Kant, tredici anni prima della Metafisica dei costumi (1797). Di questo testo presentiamo la prima edizione critica, con il testo tedesco a fronte, rivisto sul manoscritto, in esclusiva per l’edizione italiana.

Immanuel Kant (1724- 1804) insegnò dal 1755 all’università di Königsberg, nella Prussia orientale. La sua opera principale è la Critica della ragion pura (1781) che i contemporanei accolsero come una “rivoluzione”. È uno di quei pochi pensatori che dividono il tempo con la loro filosofia, tanto che dopo di lui si può parlare soltanto di una filosofia post-kantiana. La sua efficacia non derivò tuttavia solo dai suoi scritti, ma anche dalla sua attività di docente, che attraverso le numerose trascrizioni delle sue lezioni si diffuse in tutta la Germania. Tra queste è da annoverare anche il Naturrecht Feyerabend.

1 commento: