martedì 2 febbraio 2016

Recensione : Il mito vegetariano di Lierre Keith

Il mito vegetariano

Prezzo: € 17,50
Ebook: € 9,99
Pagine: 384
Genere: Saggistica
Editore: Sonzogno
Data di pubblicazione: 2015


«Non è stato un libro facile da scrivere, e per molti non sarà facile da leggere. Sono stata vegana per quasi vent’anni, animata da ragioni nobili e dal desiderio di salvare il pianeta, la sua natura selvaggia, le specie in via d’estinzione, e di non partecipare all’orrore degli allevamenti intensivi. Non volevo che il mangiare significasse uccidere animali. Insomma, sono stata anch’io vittima del mito vegetariano e dei suoi molti malintesi. Intendiamoci, coltivo ancora gli stessi ideali, mi batto per la salvezza del nostro pianeta. Ora però, forse anche a causa dei danni che la mia alimentazione estrema mi provocava, ho aperto gli occhi. E ho capito come funziona il ciclo vitale, e quanto sia giusto, ma anche crudele. Ho capito che l’agricoltura, lungi dall’essere la soluzione, è l’attività più distruttiva che gli esseri umani abbiano imposto al pianeta e comporta la distruzione di interi ecosistemi. La verità è che la vita non è possibile senza la morte, e che – indipendentemente da ciò che mangiate – qualcuno deve morire per alimentarvi.» 


Premetto che io per natura sono molto curiosa e che desidero sempre informarmi su ciò che riguarda il mondo dell'alimentazione e di coloro che scelgono di essere vegetariani o vegani. Quando ho letto la sinossi di questo libro mi ha colpito molto che l'autrice sia stata vegana convinta per più di 20 anni per poi intraprendere un cammino al "contrario".
Ha ricercato in ogni settore agricolo e d'allevamento le notizie per sostenere o meno la scelta vegetariana o vegana e le sue conclusioni lasciano veramente a bocca aperta.
Partendo dal fatto che l'agricoltura intensiva sta rovinando il pianeta lei vuol dimostrare che la scelta di cibarsi esclusivamente di prodotti vegetali ,senza un'adeguata preparazione e uno studio bilanciato di una dieta personalizzata, non influisce positivamente sulla salute e nemmeno sull'impatto ambientale.
Mantenere l'obiettività è difficile visto che non intendo "schierarmi" ,questo libro è stato osannato e denigrato a seconda di chi lo ha letto ed in base alle sue abitudini alimentari e convinzioni etiche.
L'autrice ha approfondito tantissimi aspetti ed argomenti, ha messo una passione feroce nel documentarsi e nel voler capire sino in fondo cosa ci sia dietro ai campi sottoposti ad agricoltura intensiva e quelli definiti sostenibili, come funzionano gli allevamenti, la differenza dell' approccio biologico ed ecosostenibile e se è veramente fattibile.
Quindi : esiste un modo di vivere e alimentarsi senza per forza avere un impatto devastante sul pianeta? Esiste il vero biologico? Esiste un metodo di coltivare senza sacrificare nessuna forma di vita? Le conclusioni a cui è arrivata la Keith è sempre e solo NO.
 Il fatto che molti cambino in modo repentino la propria alimentazione senza avere adeguate informazioni, e senza essere consapevoli di come compensare eventuali carenze vitaminiche, preoccupa molto e preoccupa ancor più il fatto che la maggioranza non si informi minimamente di come avvenga la coltivazione, la concimazione ed il raccolto dei frutti della terra e creda di risolvere tutto eliminando tutti gli alimenti di origine animale. Per coltivare si rovinano interi ecosistemi; per coltivare si usano concimi chimici oppure organici e ciò non vuol dire che biologico sia paragonabile a " non fertilizzato con concimi di origine animale". Quindi il biologico potrebbe essere contrario alle scelte di vegetariani o vegani perchè fatto crescere su terreni dove oltre il letame son stati usati farine di pesce o sangue secco o altro.
Il libro scorre veloce e bombarda il lettore di notizie a volte scioccanti e a volte raccapriccianti. Lo stile di scrittura è coinvolgente e accorato, si sente che c'è il desiderio di passare le informazioni in modo tale da aiutare chi vuol prendersi cura di se.
Per far chiarezza lei non rinnega le sue scelte ma si da della sciocca di non essersi documentata prima su come agire e come farlo responsabilmente.
La dieta vegana iniziata da adolescente e protratta per oltre un ventennio ha minato la sua salute in modo pesante e quasi irrimediabile.
Io credo che una delle difese migliori a nostra disposizione sia l'informazione e che qualsiasi scelta etica ed alimentare decidiamo dovremmo sapere come comportarci in modo responsabile.
Ho letto che ha fatto inviperire molte persone, che l'hanno definita una "venduta" al consumismo, ma sinceramente quando lo si legge si capisce che sono informazioni prese per non vivere nell'ignoranza e per capire che dobbiamo scegliere liberamente e non condizionati!
Promosso.








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