martedì 23 febbraio 2016

Recensione: L'apprendista Assassino di Robin Hobb


Prezzo: € 9,90
E-book: € 6,99
Pagine: 480
Editore: Fanucci
Genere: Fantasy


Fitz è un giovane "bastardo" di sangue reale che viene accolto a corte per imparare l'arte degli assassini e diventare così un fedele uomo del re... Tra magia, veleni, tradimenti e inganni Fitz scoprirà a sue spese che la vita di corte non porta mai nulla di buono e dovrà affrontare i suoi nemici e proteggere il suo vero re...


Questo libro è stato pubblicato la prima volta in Italia da Fanucci nel 2003 ed è il primo volume della Trilogia dei Lungavista.
Adoro il Fantasy e ho sempre sentito parlare molto bene di Robin Hobb e dei suoi libri, così quando Fanucci ha deciso di ripubblicare questa saga ho pensato fosse una buona idea iniziarla, tra l'altro ho sempre apprezzato la scuola degli assassini!
La trama è intrigante ed originale ed originali sono anche i vari nomi dei personaggi, che rispecchiano una qualità particolare e senza troppe descrizioni si comprende subito ogni personaggio.
Protagonista assoluto è Fitz, spesso chiamato "bastardo" poichè figlio illegittimo dell'erede al trono Chevalier... Tutto ruota intorno a Fitz ed è attraverso i suoi ricordi che il lettore si imbatte in Re Sagace, nei principi Veritas e Regal, in Mastro Umbra e Dama Maggiorana per citarne alcuni ed è sempre attraverso Fitz che impariamo a conoscerli: lui li studia, li analizza, riesce a mostrare al lettore ogni singolo personaggio senza soffermarsi troppo sulla descrizione fisica, ma semplicemente parlandone e raccontando come vivono, come agiscono e come pensano.
All'inizio di ogni capitolo vengono fornite alcune nozioni sulla storia della terra dei 6 Ducati, vengono anche fornite informazioni su fatti accaduti che non vengono però approfonditi durante la lettura e consentono al lettore di non avere lacune. Tutto viene raccontato da Fitz in prima persona, una sorta di diario personale che scrive in età adulta e nel quale riporta tutto ciò che riesce a ricordare da quando a 5 anni fu portato al cospetto del principe Veritas.
Pagina dopo pagina vedrete Fitz crescere e maturare, assisterete al suo cambiamento e osserverete inermi a ciò che deve subire solo per aver la sfortuna di essere il figlio illegittimo di un principe amato da tutti.
Trama e personaggi sono davvero interessanti, ma la Hobb fornisce troppe informazioni, spesso si perde nelle descrizioni rendendo la lettura lenta e poco interessante e fa venir voglia di saltare intere pagine che non danno nessun contributo alla storia.
Nonostante i momenti di blocco dati dalle troppe informazioni la storia riesce comunque a catturare la curiosità del lettore, soprattutto quando Fitz inizia il suo apprendistato da Umbra o quando inizia le lezioni sull'Arte o ancora quando interagisce con il Matto, figura misteriosa ed ambigua che in qualche modo riesce ad affascinare il lettore: il Matto è una delle figure che più ho amato, nonostante non compaia spesso durante il racconto quelle poche volte che lo si incontra riesce ad attirare su di se l'attenzione di chi legge!
Forse i personaggi citati sono tropi, di alcuni ammetto di non ricordare il nome, eppure la Hobb riesce a trovare per ognuno il ruolo perfetto al momento giusto.
Come ho detto sono molti i momenti in cui l'attenzione del lettore tende a calare e si viene distratti e un po' annoiati, ma in qualche modo l'autrice riesce a riattirare chi legge verso la storia di Fitz, portandolo ad proseguire la lettura e a domandarsi cosa ne sarà di questo ragazzino la cui presenza risulta scomoda per molti...
Verso le ultime pagine la storia diventa più avvincente: la Hobb ha infatti creato un complotto assai macchinoso e ingegnoso, che apparentemente non lascia via d'uscita: i colpi di scena e le rivelazioni delle ultime pagine riabilitano l'intero libro e regalano al lettore il piacere di una storia in cui Bene e Male sono continuamente in lotta, in un equilibrio un po' precario ma comunque necessario perché fanno parte l'uno dell'altro e nessuno è mai totalmente buono o totalmente cattivo.
L'apprendista assassina non solo pone le basi per l'inizio della trilogia di cui fa parte, ma ne spiana la strada, poiché alla fine nonostante tutto avrete voglia di sapere cosa accadrà a Fitz, Veritas, Umbra e a tutti gli altri personaggi incontrati pagina dopo pagina...




4 commenti:

  1. A me piace molto Robin Hobb, però in effetti i suoi libri sono sempre molto lunghi e in alcuni punti possono risultare noiosi. Eppure non si può fare a meno di appassionarsi alle vicende dei suoi personaggi!

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    1. Vero, la trama e i personaggi sono molto magnetici e sono quel qualcosa in più che fa andare avanti nella lettura

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  2. Ciao, bella recensione! Io sono una fan della Hobb e sono felicissima dell'opportunità che la Fanucci sta tentando di darle nuovamente:) Ti consiglio di proseguire, perchè i prossimi due libri sono uno più bello dell'altro, anche se TANTO dolorosi:(

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  3. Subito ho pensato che questo libro doveva essere mitico, ma da come lo hai recensito un po ha perso di vitalità, e vero che è soltanto il primo di una trilogia e che magari gli altri due meritano di più. si capisce subito che la scrittrice ha preferito far conoscere meglio i personaggi, ma cmq sara un libro che penserò due volte prima di leggerlo.

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